martedì 1 aprile 2008

MALATTIE PROFESSIONALI

Aggiornato l'elenco delle malattie professionali per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi del Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie sul lavoro e le malattie professionali

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero del lavoro che reca in allegato l'aggiornamento dell'elenco delle malattie per le quali e' obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell'art. 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni e integrazioni, e contenuto nel

L'art. 139 del DPR 1124/65 dispone l'obbligatorietà per ogni medico, qualora ne riconosca l'esistenza, ad effettuare la denuncia di malattia professionale. La denuncia deve essere fatta all'ispettorato del lavoro competente per territorio, il quale ne trasmette copia all'Ufficio del medico provinciale.

Il nuovo elenco sostituisce quello approvato con decreto ministeriale 27 aprile 2004.


fonte: sicurambiente.it


VII Ecoguida. Samsung e Toshiba primi

Greenpeace lancia la settima edizione dell'Ecoguida ai prodotti elettronici verdi. Nokia lascia il posto a Samsung e Toshiba. Nintendo rimane in fondo alla classifica. All'industria hi-tech ora Greenpeace chiede di più: prodotti che siano non solo privi di sostanze tossiche, durevoli, riciclabili e gestiti correttamente quando diventano rifiuti ma anche efficienti sul piano energetico.

L'Ecoguida di Greenpeace è stata pubblicata per la prima volta ad agosto 2006. Da allora molte multinazionali si sono attivate per eliminare le sostanze pericolose nelle loro filiere produttive e assumersi la responsabilità di gestire i rifiuti prodotti.

È giunto il momento di fare il passo successivo e assumersi nuovi impegni. L'industria elettronica deve abbattere l'impatto ambientale delle sue filiere anche sul piano del clima, riducendo le sue emissioni di gas serra. A livello globale le produzioni industriali sono causa del 2 per cento di immissione di CO2 in atmosfera.

La coerenza delle politiche implementate da Samsung e la piena adozione del principio di responsabilità del produttore da parte di Toshiba hanno permesso a queste due aziende di posizionarsi in testa alla classifica. Al contrario multinazionali come Philips, Panasonic e Sharp continuano a ignorare ogni tipo di responsabilità legata ai rifiuti prodotti dai loro articoli a marchio.

I miglioramenti adottati da Motorola nelle operazioni di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita hanno fatto passare l'azienda dalla 14esima alla 12esima posizione dell'Eco guida. Nokia, non avendo migliorato questo servizio in India e Russia, matura ancora punti di penalità. Nintendo passa da 0 a 0,3 punti grazie alla politica di gestione dei composti chimici, ma non ottiene alcun punteggio su tutti gli altri criteri.

L'Eco guida in dettaglio

fonte: greenpeace.org

Banca Intesa finanzia il nucleare sovietico

Gli attivisti di Greenpeace fanno visita alle agenzie di Banca Intesa Sanpaolo. In tutta Italia hanno informato i clienti sulla decisione del Gruppo di finanziare il completamento di due reattori nucleari anni '70 a Mochovce in Slovacchia. È un progetto in cui è coinvolta Enel. La Banca ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro, senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori.

Il completamento dei reattori di Mochovce è pericoloso. La tecnologia è assolutamente antiquata: reattori sovietici di 40 anni fa senza un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni come la caduta di un aereo o un attentato terroristico. Mentre oggi i reattori di terza generazione vengono costruiti con un doppio guscio di contenimento, Enel dichiara che non intende realizzare alcuna protezione. Spiegazione? Per Enel la caduta di un aereo è un evento improbabile.

Il progetto, inoltre, verrà avviato in totale mancanza di partecipazione pubblica, in quanto l'attuale Governo non intende effettuare alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Viene negata ai cittadini la possibilità di influenzare il processo decisionale. Ciò rappresenta una chiara violazione della normativa europea. E Greenpeace ha già provveduto a citare in giudizio il Governo Slovacco.

Anche l'economicità del progetto è fortemente discutibile. Enel pagherà una follia per reattori sovietici di seconda generazione: 1.9 miliardi di euro per 880 MW, pari a cinque volte il costo di una centrale a gas della stessa potenza. È come comprare una Duna al prezzo di una Ferrari! Attualmente Enel investe nel nucleare tre volte tanto che nelle rinnovabili.

Banca Intesa Sanpaolo si presenta - almeno a livello pubblicitario - come un soggetto responsabile che ha a cuore l'ambiente. Greenpeace crede che Intesa Sanpaolo possa fare lo stesso passo di ING Group: decidere di ritirarsi dal finanziamento di Mochovce. Già nel 2006 - in seguito alle pressioni di Greenpeace - Unicredit Group e Deutsche Bank si erano ritirate dal finanziamento di una centrale nucleare di tipo sovietico in Bulgaria.

fonte: greenpeace.org

Acque dolci: pesci italiani a rischio

Delle circa 50 specie autoctone di pesci che vivono nei nostri fiumi, laghi e lagune, 3 si sono già estinte e 22 sono, a diverso grado, in pericolo di estinzione. Sono questi i dati allarmanti rivelati nel nuovo dossier WWF “2008. Acque in Italia. L’emergenza continua: a rischio molte specie di pesci”, presentato alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo. La salvaguardia dei pesci d’acqua dolce rappresenta una sostanziale priorità di conservazione degli ambienti italiani: i pesci non solo sono importanti indicatori di qualità ambientale, ma rappresentano soprattutto gli elementi fondamentali di quella ricchezza di specie, biodiversità, che rischia di ridursi sempre più velocemente.


Nel bacino del Po si trovano molte delle specie endemiche in pericolo. l’Anguilla, una delle specie più importanti per la pesca e per l’acquacoltura, in grado di vivere in una straordinaria varietà di ambienti, dalle acque oceaniche e marine costiere fino ai laghi e corsi d’acqua; la Lampreda padana, anch’essa in forte riduzione per l’impoverimento dell’habitat. lo Storione cobice, nel bacino del Po e in alcuni fiumi del Veneto, una specie che migra tra gli estuari dei fiumi per poi risalire nel periodo di riproduzione i grandi fiumi, oggetto soprattutto della pesca professionale, la Trota marmorata, presente in alcuni corsi d’acqua dell’Italia settentrionale, tra le prede più ambite dei pescatori sportivi ma minacciata soprattutto da tutti gli interventi sui corsi d’acqua come la costruzione di argini artificiali, sbancamenti, prelievi di ghiaia, ma anche prelievi eccessivi di ghiaia, variazioni di portata dei fiumi per sfruttamento di energia elettrica, nei periodi di riproduzione. Il Carpione del Garda, vive solo nel Lago di Garda, anch’esso presente solo in acque pulitissime, ad alto rischio sia per la pesca eccessiva che per l’inquinamento delle acque del lago il Panzarolo, tipico delle risorgive e endemico della regione padana.


Nel resto d’Italia segnaliamo il Ghiozzo di ruscello, un endemismo italiano capace di vivere solo in acque limpide e ben ossigenate ancora nei presenti in pochi fiumi dell’Italia centrale, il Carpione di Fibreno, che vive unicamente in questo piccolo lago dell’Italia centrale, la Trota macrostigma, delle regioni peninsulari tirreniche, Corsica, Sardegna e Sicilia, colpita da numerosi estinzioni ‘locali’, la Lampreda di ruscello, tipica delle aree peninsulari tirreniche in forte riduzione per il degrado degli habitat.


Delle 50 specie di pesci che vivono nelle nostre acque dolci l’unica fuori pericolo è il Cavedano, un pesce molto resistente agli inquinamenti e capace di nuotare persino in acque cosiddette eutrofiche a causa di scarichi industriali.


Le cause di questa situazione sono riconducibili in gran parte alla gestione inefficiente della rete idrografica superficiale e alle distruzioni degli habitat naturali (canalizzazioni, dighe, traverse, escavazioni in alveo, inquinamento delle acque, introduzione di specie aliene), favorite da una grande confusione normativa, dalla frammentazione di competenze e risorse e dalla tardiva o mancata applicazione di direttive internazionali, in particolare la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, e la Direttiva habitat 92/43/CE, per cui l’Italia è stata già più volte richiamata o condannata dall’Unione Europea. La rarefazione della fauna ittica italiana è sintomo della gravità della situazione delle acque interne, un degrado generalizzato della rete idrografica superficiale. La corretta tutela degli ecosistemi acquatici dovrebbe tener conto dei processi ecologici che ne garantiscono la funzionalità, ma dovrebbe tenere in adeguata considerazione anche i valori naturalistici che la stessa Unione Europea ha evidenziato nella Direttiva Habitat.



“I pesci rappresentano senza dubbio una delle componenti biologiche più significative e a rischio degli ecosistemi di acque dolci - sostiene Andrea Agapito Ludovici, Responsabile Acque del WWF Italia - vi sono grandi predatori come il Luccio, piuttosto che piccoli predatori di larve d’insetti e macroinvertebrati come Cobiti e Ghiozzi, ma rivestono anche una notevole importanza per il loro valore commerciale e ricreativo. Pensiamo ad esempio alla pesca sportiva, il cui indotto economico è estremamente significativo: dall’abbigliamento specialistico alle attrezzatura da pesca, dalle strutture alle testate giornalistiche specializzate. Insomma, un mondo ampio ed articolato che gravita intorno alla “risorsa ittica” costituita dai pesci d’acqua dolce.”

La priorità per garantire una corretta e sostenibile tutela e gestione degli ecosistemi d’acqua dolce è senza dubbio rappresentata dal rilancio e dalla riorganizzazione del governo pubblico delle risorse idriche a livello di bacino idrografico, inteso come capacità delle istituzioni di gestire e raccogliere le conoscenze, di pianificare, monitorare l’uso della risorsa in modo coordinato, efficace ed efficiente. I soggetti che possono agire in tal senso, come le Autorità di bacino e/o di distretto, devono poter coordinare la pianificazione della risorsa idrica, promuovere e realizzare monitoraggi ambientali per tutela e alla gestione del “loro” territorio, attraverso adeguate risorse economiche legate al ruolo sensibile che ricoprono. Solo grazie ad un adeguato e attivo coinvolgimento delle autorità preposte, sarà possibile salvaguardare la biodiversità della fauna ittica, ed evitare l’estinzione di decine di specie ormai a rischio.



Scarica il dossier "Acque in Italia" completo (pdf) >>

fonte: wwf.it

Aree protette: Ministero, bando per rinnovabili e mobilità sostenibile

È on line il bando “Fonti rinnovabili, risparmio energetico e Mobilità sostenibile nelle Aree naturali protette per il quale sono stati stanziati circa 1,9 milioni di euro. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica possono essere ammessi al contributo impianti fotovoltaici, impianti solari termici, impianti eolici (fino ai 20 KWp), impianti a biomasse per usi termici, interventi di bioedilizia per il risparmio energetico negli edifici in dotazione all’Ente Gestore. Per la mobilità sostenibile, invece, sono ammissibili progetti per l’introduzione di veicoli a minimo impatto ambientale, di colonnine per la ricarica di mezzi elettrici, di servizi flessibili di trasporto collettivo e servizi di noleggio bici.

“Investire sulle energie pulite e sulla mobilità sostenibile è un modo importante per salvaguardare l’ambiente e la biodiversità italiana - ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio -. Vogliamo includere anche i nostri Parchi nazionali e le aree protette in questo importante processo di innovazione, incentivando anche loro a scegliere fonti energetiche realmente sostenibili. Con questo bando iniziamo un percorso che vuole coniugare la protezione del nostro immenso patrimonio di biodiversità con la promozione delle fonti rinnovabili, perché le fonti di energia pulita sono amiche dell’ambiente”.

Potranno presentare domanda di cofinanziamento gli Enti Gestori dei Parchi nazionali, dei Parchi regionali e delle aree marine protette, così come classificate dalla Legge 394/91 ed inserite nel 5° Aggiornamento Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette. I progetti verranno cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente fino ad un massimo del 50% del costo dell’investimento ammissibile.

Il Bando contiene le modalità ed i relativi termini per la presentazione delle istanze (ivi compresa la tempistica), i criteri per la selezione dei progetti ammissibili al finanziamento, i limiti di cofinanziamento, la documentazione da produrre, le indicazioni utili per la concessione dei contributi, nonché le risorse disponibili.

Le istanze potranno essere presentate tramite plico raccomandato A.R. a partire dal quarantesimo giorno della pubblicazione del comunicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U. n.68 del 20 marzo 2008) ed entro 180 giorni dalla medesima data.

Maggiori informazioni ed il testo del bando sono disponibili nell’area news del presente sito
Per ulteriori richieste o informazioni è stato attivato anche il seguente indirizzo e-mail:
bandoparchi@minambiente.it.

fonte: minambiente.it

Conferenza europea sul clima

Il confronto sulle buone pratiche a favore della tutela del clima passa per l’Italia. Tra il 2 ed il 4 aprile Rovigo ospiterà la Conferenza Europea sul Clima che vedrà protagonisti comuni, università, organizzazioni non governative ed imprese di oltre 30 paesi.
Tema centrale dell’appuntamento, presentato ufficialmente oggi nella sede
romana dell’Unione Province d’Italia: le nuove soluzioni per quanto concerne energie rinnovabili ed utilizzo sostenibile ed efficiente delle risorse territoriali.

info: rovigo2008@iclei.org
Website: www.iclei.org/rovigo2008

Scarica il programma

Ricomincio da Bangkok

A tre mesi e mezzo dal summit di Bali, che si è chiuso il 15 dicembre scorso con l'approvazione della road-map per il Kyoto-2, si è aperto a Bangkok, in Thailandia, il nuovo e primo round dei negoziati per arrivare nel 2009 a un nuovo accordo globale sulla riduzione dei gas serra/ Così a Bali
L'emergenza clima torna sul tavolo dei governi di tutto il mondo. A tre mesi e mezzo dal summit di Bali, che si è chiuso il 15 dicembre scorso con l'approvazione della road-map per il Kyoto-2, si è aperto a Bangkok, in Thailandia, il nuovo e primo round dei negoziati per arrivare nel 2009 a un nuovo accordo globale sulla riduzione dei gas a effetto



serra. Nella capitale thailandese, sotto l'egida dell'Onu, sono iniziati i lavori dei colloqui sul cambiamento climatico. I rappresentanti di almeno 164 paesi tra quelli che hanno firmato la Convezione sui cambiamenti climatici di Rio de Janeiro del '92 (Unfccc) in cinque giorni dovranno cercare di attenuare le divergenze che hanno rischiato di far fallire la Conferenza di Bali.

L'obiettivo: quello di mettere a punto una tabella di marcia. In un messaggio video il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello ai partecipanti perché siano "ambiziosi" nei loro obiettivi e lavorino insieme "duramente" per salvare la Terra. "Voi siete riuniti per lanciare un processo di discussione che mira a cambiare il corso della Storia", ha detto Ban, ricordando che Bangkok è il "punto di partenza di una discussione intensa di due anni", per pervenire a un nuovo protocollo globale in vista della scadenza, nel 2012, di quello di Kyoto, che fra i grandi Paesi industrializzati del mondo non è stato firmato solo dagli Stati Uniti.

La comunità internazionale, ha quindi sottolineato il segretario generale della Unfccc, Yvo de Boer, ha meno di due anni per elaborare "quello che potrebbe rivelarsi uno degli accordi più difficili della storia". Da Bangkok il Wwf si attende una tabella di marcia serrata ma richiama anche all'azione. "E' scattata l'ora della concretezza", ora, ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile del Programma clima ed energia del Wwf Italia, bisogna mettere "nero su bianco" ciò che si è deciso alla conferenza di Bali "senza guerre di posizioni". "L'obiettivo qui a Bangkok - ha detto Midulla - è quello di varare una tabella di marcia molto serrata che permetta di arrivare a Copenaghen nel 2009 con un lavoro già fatto in modo da approvare un nuovo global deal. I processi sono più rapidi di quello che si pensasse e ce lo dice la scienza".

Sul tavolo alcuni grandi capitoli: per le piccole isole la quota di riduzione delle emissioni tra il 25 e il 40 per cento non è sufficiente; i Paesi in via di sviluppo chiedono impegni ai paesi sviluppati che non hanno firmato Kyoto; c'é la richiesta agli Stati Uniti perché si assumano seri impegni; possibilità e impegno per i paesi in via di sviluppo perché possano crescere in modo diverso da come hanno fatto i paesi industrializzati.
Intanto fuori dalla sede delle Nazioni Unite di Bangkok blitz di Greenpeace con una grande fotografia in cui si vede un terreno arido crepato dal sole. I prossimi due summit mondiali del clima si terranno a Poznan, in Polonia, nel 2008, e a Copenaghen, nel 2009.


fonte: lanuovaecologia.it

Le detrazioni sul Tfr

E’ in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 20 marzo 2008 con cui il Ministero dell’economia ha dato attuazione alle disposizioni della Finanziaria 2008 in merito all’alleggerimento del prelievo fiscale sui redditi di lavoro dipendente e sulle indennità di fine rapporto.
Il decreto, infatti, prevede che la tassazione sul tfr, sulle indennità equipollenti e sulle altre indennità connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, a decorrere dal 1 aprile 2008 (e quindi riferite a rapporti cessati dopo il 31 marzo 2008), sia ridotta come segue:
- 70 euro se il reddito di riferimento non supera 7.500 euro;
- 50 euro, aumentato del prodotto fra 20 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito di riferimento, e 20.500 euro, se l’ammontare del reddito di riferimento è superiore a 7.500 euro ma non a 28.000 euro;
- 50 euro, se il reddito di riferimento è superiore a 28.000 euro, ma non a 30.000 euro: la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 30.000 euro, diminuito del reddito di riferimento, e l’importo di 2.000 euro.
Il Ministero, però, ha disposto che le suddette detrazioni vengano erogate solo in caso di integrale destinazione del trattamento di fine rapporto alle forme di previdenza complementare e che esse vengano corrisposte dai sostituti d’imposta in relazione ad una sola cessazione del rapporto di lavoro nel corso di ciascun periodo d’imposta. I dipendenti, pertanto, devono attestare di non aver già fruito della detrazione a fronte di indennità di fine rapporto riferibili ad altre cessazioni del rapporto di lavoro intervenute nello stesso anno.

fonte: newsfood.com

Mozzarella, stop alle vendite

Stop temporaneo alla vendita per le aziende produttrici di latte e mozzarella di bufala: lo ha annunciato il ministero della Salute, precisando che il blocco riguarderà il periodo in cui saranno effettuati i test sui prodotti, per circa una decina di giorni.

La misura è stabilita dal piano di controlli predisposto dal ministero della Salute, in accordo con Bruxelles, che verrà presentato domani a produttori e allevatori. L'accordo stabilisce che ognuna delle circa 400 aziende campane nelle province di Caserta, Avellino e Napoli e le 210 fra Benevento e Caserta, non potrà commercializzare latte e mozzarella di bufala durante il periodo nel quale sarà esaminato il campione di prodotto: circa dieci giorni. L'azienda potrà tornare a vendere i propri prodotti appena giungeranno i risultati dei test che accerteranno l'assenza della diossina.

Per rendere più veloci i controlli sono stati coinvolti non solo i laboratori italiani ma anche quelli di riferimento europei indicati dalla commissione Ue. Entro la metà di aprile i risultati delle analisi delle prime 400 aziende saranno messi a disposizione della commissione europea. Gli ulteriori controlli alle rimanenti 210 aziende saranno comunicati a Bruxelles entro il 25 aprile.

"I controlli sono necessari per dare certezza a tutti. L'obiettivo deve essere quello di garantire sia i produttori sia ai consumatori" ha detto il direttore della Coldiretti Campania, Vito Amendolara. "La trasparenza della filiera è auspicata da tutti" ha aggiunto. "Ben vengano le verifiche ma bisogna limitare i danni a quelle imprese che con sacrificio vanno avanti e rispettano ogni regola producendo un prodotto che tutti ci invidiano".

"I tempi saranno rispettati: prima si fa, meglio è per tutti" è la rassicurazione del commissario dell'Istituto Zooprofilattico di Portici, Antonio Limone. "Abbiamo la necessità di fugare tutti i dubbi e restituire alle tavole di tutto il mondo un prodotto di qualità e privo di qualunque sospetto". L'Ue, ha concluso il commissario, "ci impone le forche caudine: meglio per tutti se ci affrettiamo ad attraversarle per uscirne presto e bene".

L'approvazione formale del "piano di sorveglianza" è stato confermato oggi dalla Commissione europea che ha chiesto inoltre alla Cina di "togliere il divieto di importazione di mozzarella dall'Italia e di mettere fine ai test obbligatori su tutti i prodotti lattiero-caseari italiani importati nel paese".

La richiesta di rimuovere il blocco è stata fatta oggi dall'ambasciatore italiano a Pechino, Riccardo Sessa in una lettera inviata all'Administration of Quality Supervision Inspection and Quarantine (Aqsiq). L'ambasciatore ha fornito una serie di spiegazioni sulla vicenda, affermando che, alla luce dei fatti, il provvedimento dell'autorità cinese risulta "inspiegabile". Lo stesso messaggio è stato affidato ai consolati generali d'Italia a Shanghai e Guangzhou (Canton), mentre a Pechino i funzionari dell'Istituto per il commercio Estero (Ice) hanno affiancato il personale dell'ambasciata negli incontri con gli interlocutori cinesi.

fonte: repubblica.it

Mose, le scogliere come ai Caraibi

Un pezzo di Caraibi in alto Adriatico? Le scogliere artificiali già costruite per il Mose, il sistema progettato per difendere Venezia dall'acqua alta eccezionale, fonte di interminabili polemiche, sono a sorpresa diventate in poco più di due anni un meraviglioso mondo sommerso. Come le barriere coralline pullulano di vita, ospitano alghe rigogliose, spugne, stelle marine, meduse eleganti, anemoni di mare, pesci di ogni tipo. Mentre gru, idrovore, camion, navi d'appoggio, bulldozer proseguono nei lavori della grande opera, 150 specie diverse di esseri viventi si sono impossessate di una parte di essa già divenuta un paradiso per i pescatori sportivi e i subacquei.

Nulla a che vedere con il panorama monotono che si riscontra sui fondali sabbiosi, molli e piatti (tolte poche eccezioni) di un mare, qual è l'Adriatico lungo il litorale veneto, avaro di substrati rocciosi. «Queste scogliere sono state costruite per tutt'altri scopi, per smorzare le maree — spiega Andrea Rismondo, biologo marino che fa parte di un gruppo di ricerca diretto da Giovanni Cecconi del Consorzio Venezia Nuova e che comprende naturalisti ed ecologi del Dipartimento di scienze ambientali dell'Università di Venezia — ma queste strutture rigide realizzate a poche centinaia di metri dalla linea di costa, sono diventate un formidabile punto di concentrazione, come fossero una calamita, per la fauna, la flora e i pesci, che qui si insediano».

Il sistema Mose, i cui lavori sono in corso, consiste nella predisposizione, alle bocche di Lido, Malamocco e Chioggia, di schiere di paratoie mobili che verranno sollevate nel caso di alte maree superiori a un metro e 10 centimetri. Ma oltre a queste il Magistrato alle Acque ha messo a punto altri interventi strettamente integrati. Tra questi le lunghe scogliere, già costruite all'esterno delle bocche di Malamocco (1,3 km) e di Chioggia (650 metri) finalizzate ad aumentare gli attriti nei canali che collegano il mare alla laguna allo scopo di ridurre il livello delle maree. Ed è proprio sulla scogliera di Malamocco, costruita tra il 2003 e il 2005 su fondali profondi dai 4 ai 14 metri, sia con massi di roccia naturale di diversa pezzatura sia con elementi in calcestruzzo, che si è concentrata l'attenzione dei biologi marini. «Oltre a quelli comuni ci sono organismi di pregio — continua il biologo — avvantaggiati dal substrato duro e anche dalle temperature più elevate dell'acqua d'estate in questi ultimi anni. Per esempio grandi specie algali di tipo arborescente che sono molto belle da vedere ma che svolgono anche l'importante funzione di nursery ospitando uova di pesci, di molluschi e una miriade di altri organismi inseriti nella catena alimentare». Come l'alga bruna Cystoseira, alta fino a 1,5 metri, specie indicatrice di una qualità medio-alta dell'ambiente. O la presenza significativa, ai piedi della scogliera, della «pinna di mare», il più grande mollusco bivalve presente nel Mediterraneo lungo 30 cm, inserito nelle «liste rosse » degli organismi di pregio ambientale da salvaguardare. E nel tratto vicino a Pellestrina è giunto anche «il polmone di mare» la più grande medusa del Mediterraneo con un diametro di 60 centimetri.

I pesci sono di 50 specie (sia residenti che migratorie) appartenenti a ben 19 famiglie diverse, con il sarago sparaglione, il tordo rosso, la tanuta. La conclusione pare scontata: «Oltre che per la funzione di salvaguardia queste scogliere possono essere sfruttate in altro modo — commenta Rismondo — valorizzate per la pesca sportiva, ad esempio, per i subacquei, per il turismo». Insomma, vuoi vedere che dal Mose e dalle contestazioni nasce anche un parco marino ? Risposta del biologo: «E in prospettiva perché no? »

fonte: corriere.it
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Passatempo Preistorico

Moonstone Madness

Pronti a partire, pronti per distruggere tutto? Bene, allora fate un salto indietro nell'era preistorica e immergetevi in questa nuova avventura dal gusto tribale. A bordo del vostro cinghiale dovrete raccogliere le gemme preziose necessarie per passare alle missioni successive, saltando gli ostacoli se non volete perdere il vostro bottino e distruggendo i totem a testate per conquistare altre gemme utili. Inoltre, una magica piuma vi catapulterà verso il cielo dove punti e gemme preziose sono presenti in gran quantità, per cui approfittatene! cercate di completare la missione entro il tempo limite, utilizzando le FRECCE direzionali per muovervi, abbassarvi e saltare, e la SPACEBAR per prendere a testate i totem.

Change.org|Start Petition

Blog Action Day 2009

24 October 2009 INTERNATIONAL DAY OF CLIMATE ACTION

Parco Sempione - Ecopass 2008

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