mercoledì 22 luglio 2009

Bimbo con il fucile, pubblicità-choc

Un bambino piccolo, tra i sette e gli otto anni, in tuta mimetica, seduto su una balla di fieno, guarda verso il cielo, in bocca il fischietto che serve per richiamare gli uccelli e sul terreno, poco distante da lui, un fucile. La foto che Federcaccia ha scelto per la sua campagna di tesseramento 2009 sembra quasi fatta apposta per far arrabbiare tutti assieme gli animalisti, gli ambientalisti, le associazioni a tutela dell’infanzia, la politica tutta di destra e di sinistra. Sembra una boutade estiva più che una provocazione.

E invece non è né l’una né l’altra. L’unico a condividere quella foto è l’ormai famoso deputato del Pdl Franco Orsi, relatore del ddl sulla caccia da oggi all’esame del Senato (gravato da oltre 1.200 emendamenti), che vuole abbassare a 16 anni il limite d’età per praticarla. Solo Orsi, insomma, non ci trova «nulla di strano in quell’immagine », mentre lo stesso presidente di Federcaccia Gianluca Dall’Olio, dopo lo scoppio della «bomba» provocata dalla foto da lui stesso scelta assieme ai suoi collaboratori ricavandola da un grosso archivio europeo online, se potesse tornare indietro farebbe tutt’altra scelta. «Non volevamo sollevare un polverone di questa portata», dice. «Sì capisco, potrebbe essere un boomerang », aggiunge. «E vabbe’, se insiste, è vero, sono un po’ pentito. Sarebbe stato meglio optare per un ragazzo con qualche anno in più—ammette alla fine —. Ma non un vecchio. Perché la nostra campagna ha uno scopo preciso: trasmettere la cultura della caccia alle nuove generazioni, avvicinarle a questo sport, l’età dei cacciatori italiani va dai 65 ai 78 anni. Non va bene così. La caccia rischia di finire se non c’è un ricambio generazionale».

Se questo «sport» si esaurisce per mancanza di adepti non sarà poi un gran male, replicano le associazioni di cui prima, che naturalmente vedono quella foto come fumo negli occhi. «Provocazione»? «Pura follia»? C’è di tutto nelle reazioni. «Federcaccia spara contro la serenità dei bambini e la loro capacità di vivere in armonia con la natura», si ribella Sara Fioravanti del Wwf. L’Enpa chiede il ritiro immediato della campagna, pensa che la foto sia «agghiacciante» e aggiunge: «Gli interessi di una piccola lobby non devono assolutamente giustificare l’incivile strumentalizzazione di un minore. Armare i minorenni, è forse questa l’idea di civiltà di cui intendono farsi promotrici le doppiette?». «Se iniziamo a far vedere i bambini con i fucili o i giovani con il whisky siamo rovinati», continua il presidente di Telefono Blu, Pierre Orsoni.

«Quella foto non fa venire in mente la caccia ma fa passare il messaggio che un bambino può utilizzare legittimamente un’arma da fuoco», si rammarica Elisabetta Scala del Moige (movimento genitori). E ancora: «Quella foto fa pensare alla tragedia dei bambini soldato», dice il presidente di Legambiente Roberto Della Seta (Pd); «È ignobile e vergognosa» la considera il verde Angelo Bonelli, sollecitando l’intervento del garante per l’Infanzia. Anche la politica, sia di qua sia di là, se la prende con Federcaccia. «Un’immagine di pessimo gusto, non capisco a chi possa essere venuta in mente una cosa del genere», chiosa la deputata Gabriella Carlucci, vicepresidente Pdl della commissione bicamerale per l’Infanzia, in perfetto accordo con l’altra vicepresidente della stessa commissione, la senatrice del Pd Anna Serafini: «Mettere un bambino in tuta mimetica vicino a un fucile è un’immagine scioccante. La presidente Alessandra Mussolini è ancora più drastica: «Una cosa grave e molto brutta».

fonte: corriere.it

Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l'eolico senza pale

È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.

TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull'energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c'è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L'aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l'energia elettrica».

PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.

fonte: corriere.it

martedì 21 luglio 2009

Energia pulita, buccia dopo buccia

La valorizzazione dei rifiuti all’interno della produzione energetica non è una novità ma se ad inseguire l’obiettivo è il più grande grossista di cipolle degli Stati Uniti la faccenda fa subito notizia.
La californiana Gills Onion ha deciso di portare a battesimo un nuovo sistema di recupero energetico per ottenere, a partire dagli oltre 135.000 chili di rifiuti generati dal lavoro quotidiano, 600 kW di elettricità, calore e mangime per animali. L’operazione spiega Steve Gill, co-proprietario di Gills Onion, ha richiesto un investimento di 9,5 milioni dollari che ripagherà se stesso nell’arco di sei anni.
Come funziona il sistema? E’ presto detto: dalla processazione delle cipolle vengono normalmente scartati cime, fondi e bucce che anziché essere indirizzati in discarica – dove libererebbero metano per decomposizione – sono sminuzzati e pressati per operare una prima selezione fra succo e materiale solido. Se quest’ultimo viene venduto come mangime per i bovini, la parte liquida è invece trasformata in biometano tramite digestione anaerobica.
Il gas, a questo punto, può produrre direttamente calore o elettricità grazie all’impiego di celle a combustibile a metanolo. Non si è trattato di un progetto semplice, spiega Gill, la società, infatti, ha dovuto prima privare il gas, attraverso speciali filtraggi, dagli alti contenuti in zolfo che altrimenti avrebbero inesorabilmente rovinato le celle. Gli ingegneri della società stanno ora provvedendo a mettere a punto ulteriori dettagli come il livello di acidità, ma promettono che oltre ad importanti risparmi dal punto di vista energetico e di quelli annessi allo smaltimento di tali rifiuti si darebbe una mano all’ambiente riducendo le emissioni di gas serra fino a un massimo di 30.000 tonnellate l’anno.

fonte: rinnovabili.it

Fallito l'incontro Usa-India sull'intesa per il clima

Il tanto atteso segnale positivo, o almeno di inversione di tendenza, non c‘è stato. La visita del segretario di Stato americano, Hillary Clinton in India non ha portato nessun accordo con il governo indiano sulla riduzione dei gas serra.
L’incontro a New Delhi con il ministro dell’Ambiente, Jairam Ramesh, ha deluso le attese di un accordo su cui il segretario Usa riponeva molte speranze e che avrebbe rivestito una notevole importanza. E invece, contrariamente agli auspici della Clinton, Ramesh ha gelato le aspettative di tutti dichiarando: “Non c’è alcun motivo di essere sotto pressione per ridurre le nostre emissioni, dal momento che abbiamo già il più basso tasso d’emissione per abitante”.
Si tratta di registrare un’altra battuta d’arresto nel cammino verso quell’accordo condiviso in vista della conferenza di Copenhagen e l’ennesima replica delle obiezioni che i paesi in via di sviluppo oppongono alle richieste di quelli ricchi e industrializzati.
Quindi anche gli Stati Uniti falliscono come avevano fatto precedentemente sia le conferenze dell’Onu che gli incontri all’interno dei G20 o quelli bilaterali o multilaterali dei mesi scorsi. Niente intesa con l’India sul clima, anche se invece i due Paesi sono riusciti ad accordarsi su collaborazioni nei settori degli armamenti e dei programmi spaziali.

fonte: rinnovabili.it

Il Giappone lancia sul mercato il biofuel a base di riso

La cerimonia ufficiale è avvenuta lo scorso venerdì nella prefettura nipponica di Niigat, 2,4 milioni di abitanti per 35 municipalità, inaugurando la prima pompa di distribuzione al mondo di biocombustibile a base di risone o riso grezzo. Ad occuparsi dell’operazione la National Federation of Agricultural Cooperative Associations Zennoh (JA Zennoh) produttrice della miscela che mixa il bioetanolo derivato per l’appunto dal riso destinato all’alimentazione animale alla benzina in un rapporto di 3 a 100.
Secondo JA Zennoh il carburante così ottenuto “è equivalente alla benzina normale, sia in qualità che in chilometraggio, e saranno disponibili ad una fascia di prezzo molto simile”. L’iniziativa, prima nel suo genere, non sembra dunque prendere le distanze dalla delicata questione della “sostenibilità” che i biofuel di prima generazione si trascinano dietro ormai da tempo, eppure spiega l’Associazione: “Il progetto intende anche promuovere l’utilizzo efficiente delle risaie che sono state lasciate all’incuria a causa della riduzione del programma di sostegno governativo”. Le prime stime prevedono a fronte di una produzione annuale di etanolo di circa 1.000.000 litri da circa 2.250 tonnellate di riso coltivate, un fatturato annuo di circa 33.000 chilolitri.

fonte: rinnovabili.it

Incendi, l'Italia migliora ma il Sud brucia ancora


MENO ROGHI.
Finalmente un dato in controtendenza. Nel 2008 in Italia gli incendi sono diminuiti del 40% rispetto al 2007, con una riduzione dell’estensione delle aree bruciate pari a due terzi. Lo scorso anno infatti, si sono verificati complessivamente 6.479 roghi (sono stati 10.614 nel 2007) che hanno percorso 66.145ettari di territorio, di cui 30.232boscati e 35.913non boscati. Una diminuzione significativa, che testimonia l’utilità del sistema di contrasto messo in campo ormai sempre più perfezionato sia dal punto di vista organizzativo che tecnico e strumentale. Un sistema sempre più efficace grazie a un’attività di prevenzione capillare e diversificata in funzione delle differenti realtà territoriali e anche a una più attenta e consapevole partecipazione della società civile alla tutela del territorio.
FUOCO AL SUD. Nonostante i miglioramenti però, Calabria e Sicilia si sono caratterizzate per l’ancora elevatissimo numero di incendi (rispettivamente 1.280 e 797) con una superficie di bosco andato in fumo pari a circa 15.000 ettari (complessivi), corrispondente alla metà di territorio bruciato in tutte le altre regioni.
Rilevanti sono stati i danni anche in Campania e Sardegna, dove le aree percorse dal fuoco sono state rispettivamente di 3.956 ettari con 799 incendi e 4.128 ettari con 724 incendi, a conferma che sono sempre le regioni del sud ad essere maggiormente interessate dal problema dei roghi, mentre nel centro-nord il fenomeno continua ad essere molto più contenuto, grazie anche alle diverse condizioni meteorologiche.
L'INDAGINE. L’indagine Ecosistema Incendi 2009 si è concentrata sulla rilevazione di parametri che indicano lo stato di attuazione della legge 353/2000 e le azioni messe in campo dalle amministrazioni comunali per arginare la piaga degli incendi boschivi (tra cui campagne di informazione rivolte ai cittadini, ai ragazzi delle scuole ed ai dipendenti comunali, corsi di avvistamento dei focolai e presidio del territorio, perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco e approvazione e aggiornamento del relativo catasto, esistenza di piani comunali di emergenza per gli incendi di interfaccia e rapporto con il volontariato di protezione civile), per stilare una graduatoria utile sia a sollecitare le amministrazioni comunali ancora inadempienti, sia a valorizzare il buon lavoro svolto da molte altre. L’analisi dei dati di Ecosistema Incendi 2009 si è basata sulle risposte complete ricevute da 823 amministrazioni comunali, tra i 2.641 colpiti da incendi superiori all’ettaro di estensione nel biennio 2007-2008 ai quali Legambiente ha inviato un dettagliato questionario.
CATASTO E MANUTENZIONE. “Nonostante i positivi segnali evidenziati nell’ultimo anno – ha dichiarato Daniel Noviello, coordinatore Protezione Civile di Legambiente - gli incendi boschivi restano un problema di particolare rilevanza e costituiscono una delle più gravi emergenze rispetto alla salvaguardia del patrimonio ambientale italiano. E se le campagne di sensibilizzazione realizzate dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Corpo forestale dello Stato e dal mondo dell’associazionismo hanno portato a un calo degli incendi dovuti ad imprudenza, per reprimere il fenomeno è necessario eliminare “a monte” la possibilità di speculare sulle aree bruciate, attraverso la realizzazione del catasto delle superfici percorse dalle fiamme e con un’oculata manutenzione dei boschi”.
LEGGE DISATTESA. “La lotta agli incendi boschivi quindi, richiede un impegno a 360 gradi da realizzare durante tutto l’anno – ha sottolineato la direttrice di Legambiente Rossella Muroni - come prevede pure la legge (n.353 del 2000 in materia di antincendio boschivo ), ancora oggi troppo spesso disattesa dalle amministrazioni comunali, che hanno invece in questa battaglia un ruolo fondamentale insostituibile. Tra quelle oggetto di questa indagine infatti, solo il 4% risulta applicare pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi, mentre migliora la diffusione del catasto delle aree percorse dal fuoco, realizzato nell’80% dei comuni presi in esame”.
NON SOLO CANADAIR. “La diminuzione del numero degli incendi durante la scorsa estate è sicuramente un segnale positivo – ha commentato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso - ma è più che mai necessario non abbassare la guardia. Guardando la “mappa” dei roghi risulta evidente che esistono ancora delle criticità in alcune aree del Paese, dove il rispetto delle prerogative e dei doveri delle diverse amministrazioni coinvolte nella lotta agli incendi boschivi è ancora lontano dal trovare una piena applicazione. È su queste criticità che bisogna lavorare. Non sono Canadair e elicotteri a rappresentare la soluzione del problema, infatti i mezzi aerei sono solo l’estrema risorsa per i roghi più pericolosi. Solo con una buona organizzazione sul territorio e il pieno rispetto della Legge si può sperare di ridurre i gravi danni che ogni estate devono sopportare i nostri boschi aggrediti dalle fiamme”.
LA MAPPA DELLA PREVENZIONE. Nel complesso, anche il numero dei comuni coinvolti dagli incendi è diminuito: lo scorso anno sono state 1.524 le amministrazioni comunali che hanno dovuto rispondere all’emergenza incendi mentre erano state 2.188 nel 2007, eppure, pur registrando un calo generale in tutto il Belpaese, il Sud ha vissuto ancora una vera e propria situazione di allarme, a partire dalla Calabria, con 284 comuni interessati e Campania con 225. Miglioramenti sostanziali in tutto il Nord e numero di incendi dimezzato nel Lazio. Dall’analisi di Legambiente e Protezione Civile emerge che solo il 4% dei comuni campione applica pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi. Buona invece l’istituzione del catasto delle aree percorse dal fuoco, realizzato nell’ 80% dei comuni presi in esame. Oltre la metà dei municipi risulta anche averlo aggiornato nell’ultimo anno, testimoniando così l’aumentata consapevolezza che proprio dal censimento delle aree bruciate comincia una concreta lotta agli incendi.
INFORMAZIONE CARENTE. Lo strumento del catasto infatti, vuole colpire le principali cause di incendi in alcune aree del nostro Paese vincolando la destinazione d’uso di queste aree per 15 anni, e stroncando quindi gli interessi di chi usa il fuoco per far passare il cemento, creare nuove aree al pascolo o fare affari con l’indotto del rimboschimento. Una buona legge questa che dopo otto anni dalla sua emanazione vede la realizzazione del catasto in otto comuni italiani su 10. Gravi le carenze sul fronte informazione: solo il 18% del campione realizza campagne informative specifiche nelle scuole o per i fruitori dei boschi. Circa un comune su tre interviene sul proprio territorio con le attività di manutenzione dei boschi nella prevenzione e nella realizzazione di reti per l’avvistamento dei focolai sul nascere e si è attivato in opere di raccolta e approvvigionamento idrico per i mezzi antincendio.
IL VOLONTARIATO. Buona invece la situazione delle politiche messe in atto da oltre la metà dei comuni coinvolti dagli incendi per supportare con accordi e convenzioni il volontariato di protezione civile specializzato nell’antincendio boschivo, la cui opera si dimostra anno dopo anno più determinante nella lotta alla piaga degli incendi boschivi. In sintesi, sebbene molte amministrazioni abbiano preso atto della gravità del problema, ancora il 48% non svolge un lavoro complessivamente positivo, con un’alta percentuale (19%) delle amministrazioni comunali che non fanno praticamente nulla per prevenire i roghi nella propria area forestale.
ESEMPI VIRTUOSI. Per completare il quadro però, bisogna segnalare anche tutte quelle realtà positive che si distinguono per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi boschivi. Sono 18 infatti i comuni che ottengono quest’anno le bandiere “Bosco Sicuro” per la piena applicazione della legge quadro 353/2000, due dei quali (Vico Equense e Camaiore) ottengono il riconoscimento per il terzo anno consecutivo.
Dal confronto delle regioni, emerge il primato dei comuni pugliesi, in media più agguerriti nella lotta agli incendi boschivi, con l’82% delle amministrazioni comunali coinvolte e con un punteggio medio ottenuto di 8 su 10. Secondo posto per le Marche con il 73% dei comuni, subito seguiti dalle amministrazioni comunali campane con il 72%. Fanalino di coda è anche quest’anno la Lombardia, scarsamente interessata dalle fiamme ma comunque con il 71% dei comuni che svolge un lavoro negativo di mitigazione del rischio incendi con un punteggio medio ottenuto di appena 4 su 10.
CAPOLUOGHI. Tra le grandi città (31 quelle che hanno risposto all’indagine Ecosistema Incendi 2009), il 60% svolge un lavoro complessivamente positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi. Tra i capoluoghi, Potenza è la più meritoria con un punteggio di 9/10, subito seguita da Genova (8/10). Fanalini di coda invece Palermo e Caltanissetta che con un punteggio di 4,5 la prima e 3,5 la seconda su un totale di 10, non svolgono un sufficiente lavoro di mitigazione del rischio incendi boschivi, pure a fronte di una cospicua porzione di territorio andato in fumo.
GLI INCENDI BOSCHIVI NEL 2008

Media ha/incendio
Calabria
1.280
10.223
7.773
17.996
14,1
Campania
799
2.936
1.020
3.956
5
Sicilia
797
4.042
13.733
17.775
22,3
Sardegna
724
1.768
2.360
4.128
5,7
Puglia
485
4.211
4.278
8.489
17,5
Toscana
456
453
537
990
2,2
Lazio
347
1.702
1.048
2.750
7,9
Basilicata
308
2.328
2.930
5.258
17,1
Liguria
291
412
413
825
2,8
Molise
166
320
494
814
4,9
Piemonte
157
699
209
908
5,8
Lombardia
154
598
544
1.142
7,4
Emilia Romagna
123
83
71
154
1,3
Umbria
116
138
204
342
2,9
Abruzzo
95
256
183
439
4,6
Friuli Venezia Giulia
66
13
55
68
1
Veneto
48
15
11
26
0,5
Marche
36
28
41
69
1,9
Trentino Alto Adige
20
1
1
2
0,1
Valle D’Aosta
11
6
8
14
1,3
Totale
6.479
30.232
35.913
66.145
10,2
APPLICAZIONE DELLA LEGGE 353/2000 E ATTIVITÀ DI MITIGAZIONE
DEL RISCHIO INCENDI BOSCHIVI REALIZZATE DAI COMUNI ITALIANI

Attività
Percentuale Comuni
Piena applicazione della legge 353/2000
4%
Catasto delle aree percorse dal fuoco
80%
Catasto aggiornato nell’ultimo anno
55%
Campagne di informazione alla popolazione*
18%
Attività di prevenzione e avvistamento incendi
30%
Supporto al volontariato specializzato nell’antincendio
56%
*per campagne informative si intendono quelle mirate al mondo della scuola e ai fruitori dei boschi
APPLICAZIONE DELLA LEGGE 353/2000 E LAVORO DI MITIGAZIONE
DEL RISCHIO INCENDI BOSCHIVI SVOLTO DAI COMUNI ITALIANI

Lavoro svolto
Percentuale Comuni
Classe di Merito
Percentuale Comuni
Positivo
52%
Ottimo
3%
Buono
30%
Sufficiente
19%
Negativo
48%
Scarso
29%
Insufficiente
19%

APPLICAZIONE LEGGE 353/2000 E LAVORO DI MITIGAZIONE RISCHIO
INCENDI BOSCHIVI SVOLTO DAI COMUNI ITALIANI PER AREE GEOGRAFICHE

Lavoro svolto
Nord
Centro
Sud e Isole
Positivo
33%
48%
65%
Negativo
67%
52%
35%
LE BANDIERE BOSCO SICURO ASSEGNATE AI COMUNI ITALIANI
PER LE ATTIVITÀ CONTRO IL RISCHIO INCENDI BOSCHIVI

Comune
Prov.
Regione
Punteggio
Incendi ‘07/’08
Ettari ‘07/’08
Acquapendente
VT
Lazio
10
2
38
Arbus
VS
Sardegna
10
8
369
Camaiore*
LU
Toscana
10
31
29
Canale Monterano
RM
Lazio
10
1
27
Carovigno
BR
Puglia
10
4
81
Cogoleto
GE
Liguria
10
5
210
Comiso
RG
Sicilia
10
8
80
Corio
TO
Piemonte
10
3
3
Gissi
CH
Abruzzo
10
2
13
Gravina in Puglia
BA
Puglia
10
32
863
Massarosa
LU
Toscana
10
12
11
Piaggine
SA
Campania
10
3
10
Reino
BN
Campania
10
1
1
S. Benedetto Val di Sambro
BO
Emilia Romagna
10
1
8
Sorbo San Basile
CZ
Calabria
10
31
793
Termini Imerese
PA
Sicilia
10
1
10
Vico Equense*
NA
Campania
10
13
80

Nardò
LE
Puglia
10
6
44


fonte: lanuovaecologia.it

Piano casa, Berlusconi ha firmato

«Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l'iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l'obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni». A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.

I BENEFICIARI - Il Piano, prosegue la nota, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del piano casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.

«RIPERCUSSIONI SULL'ECONOMIA» - «Parte così la realizzazione di un ambizioso piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l'offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese - dichiara ancora il ministro Matteoli - Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il Piano - sottolinea Matteoli - consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l'altro - conclude - è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana».

fonte: corriere.it

lunedì 20 luglio 2009

Lo sviluppo del Mediterraneo passa dall'agricoltura di qualità

In Italia ha sollevato un piccolo polverone politico (che in altri tempi sarebbe stato ben maggiore) il Rapporto 2009 sull'economia del Sud, presentato a Roma il 16 luglio dallo SVIMEZ, l'istituto per lo sviluppo dell'industria nel Mezzorgiorno, associazione autorevole che produce analisi economiche dal 1946.
Negli ultimi dieci anni il Sud italiano è stato abbandonato da 700 mila persone, quasi tutte di istruzione superiore e universitaria. L'esodo, nel solo 2008, ha interessato 122 mila residenti, soprattutto da Campania, Puglia e Sicilia. Il Rapporto afferma anche che il 38 per cento dei giovani che si laurea nelle università del Sud italiano con il massimo dei voti emigra dopo la laurea anche se ha di fronte la prospettiva, comune a molti giovani, di anni di lavoro precario.
Ciò è una conferma, preoccupante, che i divari tra zone avanzate e zone svantaggiate non si stanno colmando,. bensì si stanno approfondendo, anche all'interno della stessa Unione Europea dove esiste una "questione meridionale" che va a sommarsi, aggravandoli, ai problemi derivanti dalla massiccia e poco controllata e organizzata immigrazione dal Sud del mondo attraverso il Mediterraneo.
Nello stesso giorno in cui a Roma venivano diffusi i dati dello SVIMEZ, a Matera, seconda città della Basilicata, si tenevano gli"stati generali" sugli aspetti tecnici, organizzativi e di promozione dell'agricoltura biologica nel Sud italiano. Dobbiamo dire sinceramente, con risultati deludenti: molte richieste di attenzione, di finanziamenti, molte attese circa quanto dovrebbe essere deciso altrove, poche iniziative dal basso. Eppure, intorno a questi "stati generali" c'è un Sud effervescente, che rappresenta i due terzi delle coltivazioni bio italiane, un Sud in cui nel trimestre aprile-giugno 2009 sono nate 3823 nuove aziende agricole (il doppio delle nuove aziende industriali nello stesso periodo nella stessa area), aziende condotte per lo più da giovani e anche giovanissimi imprenditori, aziende a volte guidate da donne. Ma serve ora una maggiore coscienza e una maggiore determinazione, da parte dei protagonisti delle inziative migliori soprattutto, che non devono temere di diventare trascinatori verso un sistema più forte, un sistema italiano meridionale, un sistema mediterraneo. L'orizzonte economico non solo dell'Italia meridionale ma dell'intera Europa meridionale e del Mediterraneo intero è legato all'agricoltura di qualità e allo sviluppo collegato di un'industria agro-alimentare vicina al territorio e nello stesso tempo competitiva. Gli esempi non mancano. Ma bisogna accelerare, assolutamente, con i tempi che corrono. Se il Sud italiano riuscirà ora a premere sull'acceletarore in questo settore potrà porsi al centro di una nuova grande evoluzione mediterranea capace di trattenere a casa anche i suoi giovani migliori.

fonte: greenplanet.net

Scatta il festival "Siciliambiente documentary"

Nove documentari in concorso, diciannove film d'animazione e quattro giorni con manifestazioni ed eventi speciali, tra cui un tributo alla Panaria film con ospiti d'eccezione e filmati d'epoca. Passeggiate in bicicletta, tra San Vito Lo Capo e la riserva dello Zingaro, scambio gratuito di lampadine a basso consumo per ridurre il surriscaldamento globale, una raccolta di idee aperta a tutti i cittadini per contribuire a migliorare l'ambiente in cui ciascuno di noi vive.

È il "SiciliAmbiente I documentary film festival", promosso dal Comune di San Vito Lo Capo e dalla Demetra produzioni, patrocinato dal Dess (Decennale educazione e sviluppo sostenibile) della Commissione nazionale Unesco e dal dipartimento Ethos dell'Università di Palermo e realizzato con l'adesione del Festival cinemambiente di Torino. La manifestazione si aprirà lunedì, alle 21, al giardino di Palazzo la porta.

fonte: lasicilia.it

Case piccole e "verdi" ecco le città ecologiche

Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro.

Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, "per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà primo o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento". Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque.

In realtà, i piani edilizi di Gordon Brown erano ben più ambiziosi. Se non ci fosse stata un'alzata di scudi da parte di numerose associazione che tutelano il paesaggio, il premier avrebbe chiesto di costruire non diecimila bensì centomila case ex novo nelle campagne inglesi. Perché, gli hanno chiesto gli attivisti, non concentrare piuttosto gli sforzi e i finanziamenti su le circa ottocentomila case che sono state abbandonate nei decenni? Il ministro delle Infrastrutture, John Healey, s'è difeso sostenendo che "il cambiamento climatico è una sfida che riguarda tutti e che le "eco-towns" rappresentano il modo per vincerla. Per ogni famiglia che vi andrà ad abitare prevediamo un risparmio di circa 600 euro l'anno".

Ma c'è ultimo scoglio che dovrà superare il governo di sua Maestà. Sono le associazioni locali, chiamate ad esprimere un parere vincolante sulla costruzione delle città ecologiche. Molte di loro si sono già schierate contro. Temono, in particolare, una carente urbanizzazione stradale attorno ai nuovi insediamenti, e di conseguenza l'intasamento delle vie di comunicazione già esistenti. Altri, invece, si preoccupano delle conseguenze sulla fauna. "Tutto questo - dice il sindaco di un antico paesino della Cornovaglia - per consentire a pochi eletti di avere in cucina un pannello luminoso che indica a che ora passa il prossimo autobus". E' difficile non condividere il suo scetticismo.

fonte: repubblica.it
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Passatempo Preistorico

Moonstone Madness

Pronti a partire, pronti per distruggere tutto? Bene, allora fate un salto indietro nell'era preistorica e immergetevi in questa nuova avventura dal gusto tribale. A bordo del vostro cinghiale dovrete raccogliere le gemme preziose necessarie per passare alle missioni successive, saltando gli ostacoli se non volete perdere il vostro bottino e distruggendo i totem a testate per conquistare altre gemme utili. Inoltre, una magica piuma vi catapulterà verso il cielo dove punti e gemme preziose sono presenti in gran quantità, per cui approfittatene! cercate di completare la missione entro il tempo limite, utilizzando le FRECCE direzionali per muovervi, abbassarvi e saltare, e la SPACEBAR per prendere a testate i totem.

Change.org|Start Petition

Blog Action Day 2009

24 October 2009 INTERNATIONAL DAY OF CLIMATE ACTION

Parco Sempione - Ecopass 2008

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