Il sistema tradizionale per trovare tracce di dinosauri è collezionarne i fossili che vengono alla luce, esposti naturalmente dal vento, dalle onde o da altri fenomeni atmosferici. Sweetman, invece, ha scavato, raccolto e trasportato a casa propria, attraverso lo stretto braccio di mare che separa l'isola dalla terraferma, la bellezza di tre tonnellate e mezzo di fango, che ha poi asciugato con la sabbia. Lo studioso ha quindi esaminato praticamente ogni granello, in modo da fare emergere minuscoli fossili di ossa e di denti che risalgono a centotrenta milioni di anni or sono.
"Mi ci sono voluti soltanto quattro anni per arrivare a queste importanti scoperte", ha raccontato il paleontologo al Daily Telegraph. "Già nel primo campione che ho esaminato ho trovato i resti della piccola mascella di un anfibio del genere delle salamandre estinto da milioni di anni. E da quel momento non ho più smesso di trovarne".
L'isola di Wight non viene chiamata dagli specialisti della materia "Jurassic Park" perché in era preistorica fosse più affollata di dinosauri, rispetto ad altre regioni dell'odierna Inghilterra o dell'Europa. Non era insomma una "riserva" di brontosauri e altri pachidermi: ne ospitava più o meno la stessa proporzione delle zone circostanti. La differenza è che i laghetti e la brughiera di quella che ora è un'isola, ma un tempo era congiunta alla terraferma, si sono rivelati un terreno ideale per la conservazione dei fossili. Sebbene qualcosa di strano, da quelle parti, ci sia: Wight è l'unico luogo dell'intero Regno Unito popolato dallo scoiattolo rosso, anziché da quello grigio, e vi abitano altre specie protette, come un tipo di topo muschiato e rare farfalle. Un nome che ha sempre avuto un magico richiamo per i rockettari, immortalato da Michael Delpods nella canzone "Wight is Wight" (di cui i Dik Dik cantarono la versione italiana, "L'isola di Wight"), cela dunque anche il più ricco "cimitero" di dinosauri d'Europa, compresi i micidiali velociraptor che figuravano nella "Jurassic Park" della fantasia, quella dell'omonimo film di Steven Spielberg
fonte: repubblica.it

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