Avviare un circolo virtuoso che tenda a portare a zero, per il 2050, le emissioni di CO2 del sistema elettrico. La proposta di Paolo Frankl, a capo dell'Unità per l'energia rinnovabile dell'Iea, al convegno organizzato a Roma dal Kyoto Club
Nella produzione di energia elettrica entro il 2050 bisognerà mirare all'obiettivo di emissioni zero, se si vuole scongiurare una catastrofe ambientale. Lo ha detto Paolo Frankl, a capo dell'Unità per l'energia rinnovabile dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea), parlando al convegno organizzato ieri a Roma dal Kyoto Club. Frankl ha fatto un quadro della situazione attuale e degli obiettivi a medio e lungo termine da raggiungere. Con un innalzamento di 6 gradi della temperatura del pianeta entro la fine del secolo, andremo incontro a una catastrofe ambientale se non si metterà in moto un 'circolo virtuoso' che tenda a portare a zero, per il 2050, le emissioni di CO2 della produzione di energia per il sistema elettrico, dove - ha spiegato - si può intervenire più facilmente che in altri settori come i trasporti o i cicli di trasformazione industriale.
La riduzione delle emissioni responsabili dell'effetto serra può avvenire - ha spiegato Frankl - per ben il 54% con un uso più efficiente delle risorse, per un 23% attraverso l'uso delle energie rinnovabili, e per il resto con altri metodi di produzione come il nucleare. Per l'Europa l'obiettivo è del 60% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2050. L'Iea rivolge un appello - ha detto Frankl - per un 'New Deal' dell'energia pulita, perché l'attuale rallentamento economico globale sia visto come "un'opportunità e non come una distrazione dagli sforzi per combattere i cambiamenti climatici", sottolineando come investire nell'efficienza energetica e nelle tecnologie pulite può essere un utile stimolo alle economie nazionali.
fonte: lanuovaecologia.it

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