Per Gorbaciov, l'approvvigionamento delle risorse idriche "é un problema politico che i leader mondiali non stanno affrontando nel modo giusto". Un problema, spiega, "aggravato dai cambiamenti climatici". Il surriscaldamento del pianeta altererà le precipitazioni e porterà ad una riduzione di acqua potabile compresa tra il 20% e il 30%, secondo i dati Onu citati dal presidente. A soffrirne sarà principalmente l'agricoltura (l'80% dell'acqua viene impiegata per irrigare i campi) e il crollo delle coltivazioni porterà ad un aumento dei prezzi. Ma oltre alle perdite economiche, anche nelle economie più robuste, il pericolo più grande resta l'instabilità sociale, soprattutto nelle aree dove la pressione demografica è maggiore e dove l'accesso alle risorse idriche è sotto il controllo delle forze politiche.
Come accadde qualche anno fa con la tensione tra Libano e Israele per il controllo delle acque al confine: "Sharon disse chiaramente ai libanesi che era disposto a fargli guerra se avessero accampato pretese sui laghi al confine", ha raccontato Gorbaciov. Secondo un rapporto dell'Onu citato dal presidente, circa un miliardo di persone nel mondo soffre per la mancanza di acqua e non solo nei Paesi in via di sviluppo ma "anche nell'Europa dell'Est dove quella corrente è inquinata". Inoltre, ha aggiunto Gorbaciov, "l'80% delle malattie contagiose sono il risultato della scarsità di risorse idriche". La penuria è determinata soprattutto dal fatto che "il consumo di acqua aumenta più in fretta della crescita demografica", ha spiegato il capo della direzione generale Ambiente della Commissione Ue, Karl Falkenberg, che si è unito all'appello lanciato da Bruxelles ai leader di tutto il mondo: agire subito, non solo per combattere la crisi ma per evitare la guerra dell'acqua.
fonte: lanuovaecologia.it

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