"Per conto delle Nazioni Unite - prosegue la lettera firmata anche da Daniel Cohn-Bendit dei Verdi e dagli italiani Marco Rizzo, Umberto Guidoni e Roberto Musacchio - da anni l'Ipcc (Intergovernmental panel for climate change)" lavora sulla natura dei cambiamenti: "I risultati delle loro ricerche rappresentano il più elevato livello di conoscenza" al mondo sul mutamento climatico, ed è "il frutto di confronto tra scienziati provenienti da differenti discipline ed orientamenti", ovvero di "tutta la comunità scientifica".
Pertanto, parlare di "solo 52 scienziati - citati nella mozione - è falso e fuorviante". Dal presidente della commissione Ambiente del Senato, scrivono gli europarlamentari, "ci saremmo aspettati ben altro": portare "l'Italia fuori dallo sforzo internazionale è un lusso che l'Europa ed il mondo non possono permettersi. Mettere in dubbio fatti condivisi a livello internazionale" è un "grande danno anche per l'Italia". Vi preghiamo, aggiungono, di "riconsiderare in modo sereno ed obbiettivo la realtà del mutamento climatico". Non si danneggia la possibilità di risolvere l'attuale crisi, ma "solo un deciso impegno per l'economia verde potrà fornire la necessaria spinta per uno sviluppo economico sostenibile" con "la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro".
fonte: lanuovaecologia.it

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