venerdì 3 aprile 2009

I numeri del fotovoltaico italiano

L’impatto che il conto energia sta avendo sullo sviluppo del fotovoltaico in Italia non lo si misura solo dal pur eccezionale tasso di crescita della potenza installata (nel 2008 + 150%). Altrettanto significativa è la dinamica nei diversi comparti del corrispondente settore produttivo. Secondo il “Solar Energy Report 2008” dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano (che per altro conferma la sensazione empirica derivante dalle mie esperienze professionali), con l’eccezione dei comparti più upstream (produzioni di silicio solar grade e di wafer), dove sono attualmente assenti imprese italiane – anche se vi sono iniziative in fase di attuazione, con i finanziamenti di Industria 2015 che dovrebbero assicurare lo start-up di alcune di loro- nel restante segmento della catena del valore la situazione si sta già evolvendo in modo positivo.
Nella comparto subito a valle, quello della produzione di celle e di moduli, sono attive in Italia 59 imprese, di cui 22 italiane . Nel segmento a tasso tecnologico più elevato – la trasformazione dei wafer in celle – contiamo su quattro imprese nate in Italia (anche se non sempre oggi di proprietà italiana) di dimensione non trascurabile, come mette in evidenza la tabella seguente.

Elaborazione dati “Solar Energy Report 2008”

Siamo lontani dalle dimensioni dei principali competitors internazionali, di un ordine di grandezza superiori, ma se il buon giorno si vede dal mattino.. Se mettiamo nel conto anche alcune fabbriche di moduli a film sottile, sul filo di partenza, non c’è da essere troppo pessimisti.
Ovviamente nel comparto “distribuzione e installazione”, quello con minore contenuto tecnologico e margini più ridotti (mediamente 7% nella distribuzione, 17% nell’installazione), sul totale di 314 imprese attive 232 sono italiane: in genere si tratta di imprese di modeste dimensioni, spesso focalizzate sul solo mercato locale.
Nella situazione data secondo il rapporto del Politecnico di Milano le imprese italiane si appropriano del 28% della marginalità lorda complessiva, il che per un settore decollato da poco tempo è risultato tutt’altro che trascurabile.

fonte: rinnovabili.it

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