"Quello che perdiamo - aggiunge Olazabal - sono 38 miliardi di euro all'anno per il degrado del suolo a livello di società". In particolare all'interno della proposta di direttiva viene fornita una lista dove gli stati membri devono rivolgere l' attenzione per effettuare le indagini. In lista, oltre ad aeroporti, benzinai e altre attività ci sono anche le lavanderie. Ma si prevede una riduzione dei siti da indagare per ridurre costi e facilitare il lavoro. La proposta di Direttiva, che ha impiegato 8 anni per venir messa a punto, è impostata su tre processi: "Obiettivi di prevenzione, identificazione dei suoli degradati e bonifica".
Il punto di partenza è "l'inventario dei siti inquinati che gli Stati membri hanno 25 anni di tempo per fare, con dei passaggi intermedi: entro 5 anni devono essere state svolte il 10% delle indagini, entro 15 anni il 60% e entro 25 anni il 100%". Ovviamente, si guarda "sia all'uso attuale che a quello futuro dei siti: questo nel caso si volesse costruire una scuola materna dove prima c'era un'industria".
fonte: lanuovaecologia.it

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