In Italia una crescita del 35% rispetto al 2007, tanto da soddisfare il consumo di sei milioni e mezzo di italiani con oltre 6 TWh di energia elettrica prodotta e l’abbattimento di 4,5 milioni di tonnellate di CO2. Il comunicato congiunto di ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili), ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e GSE (Gestore di Servizi Elettrici).
Bologna, 13 gennaio 2009 - Il 2009 si apre con una buona notizia per il settore delle fonti rinnovabili: boom dell’eolico, con una crescita vertiginosa nel 2008 del 35% rispetto all’anno precedente (un tasso ormai costante negli ultimi anni) e una potenza installata sufficiente a soddisfare il 2% del consumo interno lordo (ossia il consumo domestico di 6,5 milioni di italiani). È quanto emerge dai dati del comunicato congiunto di ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili), ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e GSE (Gestore di Servizi Elettrici).
Uno sviluppo importante per il settore delle fonti alternative, un risultato che si traduce in 4,5 milioni di tonnellate di CO2 “risparmiate” all’ambiente e alla vivibilità delle città. E se è vero che il 2008 si è chiuso con il massimo di installazioni di ogni tempo in Italia (3.736,47 MW di nuova potenza installata), il trend positivo, seppur non ancora al livello di altri paesi europei, va nella direzione degli obiettivi comunitari fissati per il 2020. E il reale potenziale stimato per l’eolico? Nel documento si parla di oltre 16mila MW.
Pur evidenziando la performance conseguita nel settore, ANEV-APER-ENEA-GSE rimarcano allo stesso tempo alcune criticità, come gli ostacoli agli iter autorizzativi e i tempi per la connessione di nuovi impianti. In più, se da un lato si esprime la soddisfazione per le recenti novità introdotte dal D.M. Rinnovabili, dall’altro il comunicato lamenta un quadro normativo ancora incompleto, perché privo dei decreti attuativi sulla Autorizzazione Unica Semplificata con connesse linee guida nazionali e ripartizione dell’obiettivo nazionale sulle singole Regioni (burden-sharing).
fonte: ermesambiente.it
Uno sviluppo importante per il settore delle fonti alternative, un risultato che si traduce in 4,5 milioni di tonnellate di CO2 “risparmiate” all’ambiente e alla vivibilità delle città. E se è vero che il 2008 si è chiuso con il massimo di installazioni di ogni tempo in Italia (3.736,47 MW di nuova potenza installata), il trend positivo, seppur non ancora al livello di altri paesi europei, va nella direzione degli obiettivi comunitari fissati per il 2020. E il reale potenziale stimato per l’eolico? Nel documento si parla di oltre 16mila MW.
Pur evidenziando la performance conseguita nel settore, ANEV-APER-ENEA-GSE rimarcano allo stesso tempo alcune criticità, come gli ostacoli agli iter autorizzativi e i tempi per la connessione di nuovi impianti. In più, se da un lato si esprime la soddisfazione per le recenti novità introdotte dal D.M. Rinnovabili, dall’altro il comunicato lamenta un quadro normativo ancora incompleto, perché privo dei decreti attuativi sulla Autorizzazione Unica Semplificata con connesse linee guida nazionali e ripartizione dell’obiettivo nazionale sulle singole Regioni (burden-sharing).
fonte: ermesambiente.it

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