I biocarburanti tornano in volo su un Boeing 737-800 della Continental Airlines. L'aereo bimotore si è alzato in volo per novanta minuti utilizzando il biocarburante di seconda generazione, prodotto dalle alghe e jatropha. Il volo sperimentale è stato effettuato nella tratta commerciale Huston-Città del Messico, durante il quale il velivolo ha superato gli 11 km di altezza. L'ennesimo test dei biocarburanti in volo dimostra il crescente interesse delle compagnie aeree nei confronti del biofuel. In base alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Continental Airlines, i motori degli aerei non necessitano di modifiche per utilizzare il biocarburante.
Biocarburanti di seconda generazione
Un altro elemento degno di attenzione è l'utilizzo del biocarburante di seconda generazione. Il biofuel è stato ricavato da generi non alimentari e non ha impatto sulla filiera agroalimentare. La pianta da cui si estrae l'olio di semi non è infatti commestibile. Cresce in India e in Africa. Può essere coltivata in condizioni di scarsa piovosità ed elevata siccità, su terreni in cui altre colture alimentari non potrebbero comunque essere coltivate. Dalla pianta tropicale si estrae l'olio di semi, materia prima indispensabile per la successiva produzione del biocarburante. Il processo di produzione risulta essere molto più efficiente rispetto ai biocarburanti di prima generazione ed ha l'indubbio vantaggio di non impattare sui prezzi agroalimentari.
Coordinamento centrale dei governi
Tuttavia, se da un lato il biocarburante di seconda generazione non intacca il mercato agroalimentare, dall'altro utilizza sempre come fattore produttivo la terra (utilizzata anche dalle produzioni agricole). Anche nel caso dei biocarburanti agricoli di seconda generazione (eccezion fatta per il biofuel ricavato esclusivamente dalle alghe) è comunque opportuno un coordinamento centrale da parte dei governi. Lasciare il libero gioco di mercato potrebbe infatti innalzare il prezzo d'uso della terra e modificare le scelte imprenditoriali verso la produzione delle materie agroenergetiche a danno di quelle agroalimentari.
fonte: ecoage.it

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