Il global warming e la speranza di Copenaghen. Ma anche la scarsità d'acqua, le agroenergie e la crisi dei rifiuti in Campania. I temi affrontati dal rapporto "Segnali ambientali" dell'Agenzia europea dell'ambiente Scarica il report (Pdf)
"Questo sarà un anno storico per l'ambiente, che culminerà con un importante vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Copenaghen il prossimo dicembre". Così Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente (Eea) scrive nel rapporto "Segnali ambientali", lanciato venerdì a Praga. Secondo McGlade "il vertice, forse il principale convegno ambientale fino ad oggi, dovrà provvedere alla successione del protocollo di Kyoto". Intanto "i ghiacciai si stanno sciogliendo sulle catene montuose in Europa e ciò avrà come probabile conseguenza un incremento nelle esondazioni dei fiumi e la disgrazia per milioni di persone". E per McGlade "la metà di tutto il patrimonio ittico selvatico è già stata completamente sfruttata. Se non verranno invertite le tendenze attuali, probabilmente la maggior parte degli odierni banchi di pesca commerciale saranno esauriti entro il 2050".
Ecco alcuni temi affrontati nella relazione dell'Eea:
CAMBIAMENTI CLIMATICI. Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito hanno già raggiunto il loro obiettivo di Kyoto nel 2006. Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo prevedono di raggiungere i loro obiettivi, mentre le proiezioni di Danimarca, Italia e Spagna indicano che questi paesi non ce la faranno.
ACQUA. Le risorse idriche in Europa caleranno. Nove paesi sono considerati in condizioni di "stress idrico": Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Italia, Malta, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Spagna e Regno Unito (Inghilterra e Galles). Quest'ultimo Paese si sta costruendo il suo primo impianto di desalinazione a East London. La Spagna invece ha attualmente 700 impianti che forniscono acqua a 8 milioni di persone e si prevede che la desalinazione in Spagna raddoppierà nei prossimi 50 anni. Ma la scarsità d'acqua non è limitata all'Europa meridionale: le Alpi, serbatoio per il 40% dell'acqua dolce del continente, hanno registrato aumenti di temperatura di 1,48 gradi nell'ultimo secolo, il doppio rispetto alla media globale.
SPECIE INVASIVE. Dalle erbacce 'straniere' che riducono i raccolti agricoli alla malattia dell'olmo che ha devastato le foreste dell'Europa centrale, fino allo scoiattolo grigio americano, che nel Regno Unito ha soppiantato quello rosso autoctono. Il costo in termini di danno e controllo delle cosiddette "specie aliene invasive" negli Stati Uniti è stato stimato a 80 miliardi di euro ogni anno. Le stime iniziali per l'Europa indicano un costo superiore a 10 miliardi di euro l'anno.
fonte: lanuovaecologia.it

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