venerdì 16 gennaio 2009

Cura da corallo

Il corallo si cura da solo e rinasce. La bella notizia arriva da un team del Wildlife conservation society che è tornato nell’area colpita dallo tsunami del 2004, dove colonie di «baby corals» riprendono possesso dei fondali

AUTOMEDICAZIONE. Il corallo si cura da solo e rinasce. La bella notizia arriva da un team del Wildlife conservation society che è tornato nell’area dove lo tsunami del 2004 causò la morte di quasi 250mila persone, devastando intere regioni costiere dell’Oceano indiano. Dopo aver preso in esame circa 60 siti lungo 900 chilometri nell’area indonesiana di Aceh, i ricercatori hanno rilevato che a quattro anni di distanza “coraggiose” colonie di «baby corals» stanno riprendendo possesso dei fondali marini.

PASCA VIOLENTA. Studi condotti in precedenza avevano riscontrato che il pessimo stato degli ecosistemi corallini era imputabile alla forza devastatrice della natura. Ma non solo: vaste aree avevano subito in precedenza anche i danni dovuti alla pratica della pesca con la dinamite e il cianuro, ancora in uso in tutto il Sudest asiatico, e all’appetito di un insospettabile predatore: la Stella corona di spine (Acanthaster planci), una stella marina che da adulta può consumare 6 metri quadrati di corallo all’anno.

COLONIE IN RIPRESA. Stuart Campbell, del programma marino del Wcs-Indonesia, ha dichiarato che il monitoraggio scientifico mostra la rapida ripresa delle colonie distrutte e, quel che è meglio, «il ritorno di nuove generazioni nelle aree danneggiate dalla pesca». Per coadiuvare “la buona volontà” della natura, il Wcs sta lavorando alla creazione di aree protette che coinvolgono le comunità locali nella gestione degli ecosistemi che le ospitano.
CONTADINI MARINI. Alla buona salute del reef corrispondono anche migliori condizioni economiche per i villaggi costieri, che dipendono da risorse ittiche e turismo. Sull’isola di Weh volenterosi “contadini marini” hanno predisposto strutture idonee ad ospitare il corallo dove ne hanno impiantato piccole colonie. E il sistema sta funzionando.

fonte: lanuovaecologia.it

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