“Il previsto episodio di sbiancamento sarà causato dall’innalzamento delle temperature dell’acqua ed è il tipo di evento che ci si aspetta si verifichi con regolarità in futuro, se le temperature globali subiranno un aumento superiore ai 2 gradi” ha affermato Richard Leck, a capo del Climate Change Strategy del Coral Triangle Program del WWF. Lo sbiancamento, che si verificherà presumibilmente entro il mese di febbraio, potrebbe avere un effetto devastante sugli ecosistemi della barriera corallina, causando la morte del corallo e distruggendo le catene alimentari. Questo determinerebbe un grave impatto sulle comunità dell’Australia e sulla regione che da essa dipende per il proprio sostentamento.
Il Triangolo del corallo, che si estende dalle Filippine alla Malesia, alla Papua e alla Nuova Guinea, ospita il 75% di tutte le specie di corallo conosciute. Oltre 120 milioni di persone basano il loro sostentamento su queste risorse marine. “Episodi regolari di sbiancamento in questa parte del mondo avranno un impatto massiccio sulla capacità della regione di sostenere le comunità locali” ha affermato Leck “Nel Pacifico molti dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, come le Isole Salomone, dipendono per l’approvvigionamento alimentare dalla costa e dagli ambienti costieri, come la barriera corallina. Questa è, infatti, una regione in cui le fonti alternative di cibo e guadagno sono limitate.
“Il tempo è un fattore cruciale e l’Australia deve assumersi le proprie responsabilità. A causa della mancanza, da parte del governo, di soluzioni volte a ridurre in maniera significativa le emissioni domestiche di carbonio in futuro, l’Australia ha un ruolo cruciale nel sostenere le nazioni e i popoli del Triangolo del corallo nell’adattarsi alle variazioni del loro clima. Recentemente il governo australiano ha annunciato di volere raggiungere un target di riduzione del 5%, entro il 2020, delle proprie emissioni di gas serra, obiettivo, secondo il WWF, assolutamente non adeguato. È necessario ridurre le emissioni almeno del 25%, entro il 2020, perché il mondo inizi un percorso verso un significativo contenimento dell’inquinamento da gas serra.
Il Mar dei Coralli australiano è un’area marina ancora incontaminata che si estende per circa 10.000 chilometri quadrati, straordinariamente ricca di forme di vita, tra cui squali e tartarughe, con barriere coralline spettacolari che si innalzano dal fondo del mare per migliaia di chilometri. Il WWF sta esercitando pressione sullo stato Australiano perché dichiari il Mar dei Coralli un’area marina protetta e si adoperi per stabilire una rete di protette queste aree che aiutino gli ambienti oceanici ad adattarsi alle variazioni causate dall’innalzamento delle temperature e ad assorbire l’impatto delle attività dell’uomo.
Il fenomeno del bleaching (sbiancamento, scolorimento) è causato da un aumento delle temperature oltre i 29°C (temperatura soglia) e si verifica con l’espulsione dell’alga fotosintetica che vive in simbiosi con il corallo, conferendogli il tipico colore, con conseguente diffusa mortalità. In alcune regioni il fenomeno ha causato la perdita fino al 70% delle barriere coralline.
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fonte: wwf.it

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