mercoledì 21 gennaio 2009

Punta Perotti, Italia condannata "Violata la proprietà privata"

La confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo.

Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo (per la verità alquanto modesto) pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.

Secondo i giudici di Strasburgo, lo Stato italiano ha violato l'articolo 7 della Convenzione dei diritti dell'uomo che sancisce che non può essere inflitta una pena se quest'ultima non è prevista dalla legge. La Corte europea conferma così quanto a suo tempo venne rilevato dalla Corte di Cassazione italiana quando assolse i costruttori di Punta Perotti "per aver commesso un errore inevitabile e scusabile nell'interpretare le disposizioni di legge regionali, essendo queste oscure e mal formulate".

Nella sentenza dei giudici europei si legge che al tempo in cui si svolsero i fatti "le leggi in materia di confisca in Italia non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere l'eventuale sanzione". I giudici di Strasburgo hanno anche condannato l'Italia per la violazione del diritto alla proprietà privata, perché la confisca illegale ha costituito un'ingerenza nel legittimo diritto dei ricorrenti di beneficiare delle loro proprietà.

Ai giudici, che hanno riconosciuto un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali, le società in realtà avevano chiesto un indennizzo totale assai più elevato. Sud Fondi aveva chiesto in tutto 274milioni di euro, Mabar 62 milioni e Iema quasi 14 milioni.

L'abbattimento, nell'aprile del 2006, del terrificante complesso residenziale costruito sul lungomare di Bari (guarda le foto) ha rappresentato una delle vittorie storiche contro gli ecomostri e l'illegalità edilizia.

GUARDA LA FOTOSEQUENZA

Dopo un lunghissimo iter giudiziario e molte campagne d'opinione partite nel 1997, l'ultima parola era stata espressa dalla Corte di Cassazione nel 2001 con una sentenza che assolveva gli imprenditori dalle contestazioni penali, ma autorizzava la confisca dei suoli e degli immobili in quanto abusivi (sono stati realizzati a poche decine di metri dalla battigia) e attribuiti al patrimonio del Comune di Bari. Altri cinque anni sono stati poi necessari perché il gigantesco complesso fosse effettivamente raso al suolo.

"Il verdetto della Corte europea dei diritti dell'uomo - commenta il sindaco di Bari Michele Emiliano - conferma ciò che avevo sempre detto e cioè che il Comune di Bari non spenderà nulla ma che è lo Stato condannato a risarcire per l'esproprio". Emiliano ha spiegato di condividere in pieno il verdetto, e si è detto quindi "pronto a collaborare con il governo e con le società ricorrenti per trovare una soluzione risarcitoria negoziale". "Il Comune - ha aggiunto - è a disposizione per definire accordi di programma con cui mettere a disposizione ai soggetti da risarcire volumi edilizi analoghi a quelli confiscati per compensare".

Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, una delle associazioni che più si sono battute per far finire lo scempio di Punta Perotti, sottolinea invece "l'abbattimento rimane una grande vittoria dell'ambiente contro la piaga dell'abusivismo e lo scempio del territorio, il lieto fine di una lunga battaglia condotta senza tregua". "La sentenza della Corte di Strasburgo - precisa - si occupa solo della decisione di confiscare i terreni ai proprietari ma non inficia minimamente la legittimità dell'abbattimento previsto da una legge dello Stato e che sarebbe stato fatto comunque a prescindere dal proprietario del terreno".

fonte: repubblica.it

Nessun commento:

Google

Passatempo Preistorico

Moonstone Madness

Pronti a partire, pronti per distruggere tutto? Bene, allora fate un salto indietro nell'era preistorica e immergetevi in questa nuova avventura dal gusto tribale. A bordo del vostro cinghiale dovrete raccogliere le gemme preziose necessarie per passare alle missioni successive, saltando gli ostacoli se non volete perdere il vostro bottino e distruggendo i totem a testate per conquistare altre gemme utili. Inoltre, una magica piuma vi catapulterà verso il cielo dove punti e gemme preziose sono presenti in gran quantità, per cui approfittatene! cercate di completare la missione entro il tempo limite, utilizzando le FRECCE direzionali per muovervi, abbassarvi e saltare, e la SPACEBAR per prendere a testate i totem.

Change.org|Start Petition

Blog Action Day 2009

24 October 2009 INTERNATIONAL DAY OF CLIMATE ACTION

Parco Sempione - Ecopass 2008

Powered By Blogger