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venerdì 25 marzo 2011
L’energia eolica? La si ruba con il treno
fonte: rinnovabili.it
Il concetto di sicurezza
Le centrali nucleari sono sicure, un luogo comune da sfatare. L’incidente di Fukushima ha riacceso un dibattito che pareva poggiare su alcuni capisaldi sicuri. Tra questi, che le centrali nucleari siano intrinsecamente sicure e che siano innocue quando non ci sono incidenti.
Nessuno di questi due assunti è purtroppo vero. Ma mentre si parla assai dell’incidente a Fukushima, quasi nessuno parla di un risultato molto più clamoroso, quello ottenuto dall’Università di Mainz su incarico del governo tedesco. Secondo questo studio, che prende in esame la statistica sanitaria federale dal 1998 al 2003 presso le 17 centrali tedesche, si contrae il cancro in misura molto maggiore vicini agli impianti che a distanza. In particolare c‘è il 76% di probabilità in più di contrarre leucemie e tumori fetali e neonatali a 5 km di distanza dalle centrali che non a 50. Come a dire che le radiazioni emesse durante il funzionamento normale sono letali per i nostri figli quanto più sono piccoli e vicini alla centrale. Ma il governo italiano ha messo a capo dell’agenzia per la sicurezza nucleare un signore che ha più volte affermato che le radiazioni provenienti dalle centrali sono innocue.
Per documentarsi
Kaatsch P, Spix C, Schulze-Rath R, Schmiedel S, Blettner M. Leukaemia in young children living in the vicinity of German nuclear power plants. Int J Cancer (2007), doi:10.1002/ijc.23330.
Spix C, Schmiedel S, Kaatsch P, Schulze-Rath R, Blettner M. Case-Control Study on Childhood Cancer in the Vicinity of Nuclear Power Plants in Germany 1980-2003. Eur J Cancer (2007), doi
:10.1016/j.ejca.2007.10.024. 2007
Links
Articolo inglese: Nuclear power station causing cancer
Lo studio: Epidemiologische Studie zu Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken (KIKK-Studie)
fonte: rinnovabili.it
Low cost ed eco-compatibile da casa popolare a social house
Poi, con il ricorso a uno dei tanti anglicismi che spesso riescono a nobilitare le definizioni nostrane, anche in Italia s'è cominciato a parlare di "social housing", vale a dire case sociali, edilizia residenziale pubblica, a basso costo. Prefabbricati, per lo più in legno oppure materiali misti con acciaio, cemento leggero, lane artificiali o animali, da realizzare in tempi assai più brevi di quelli normali. Magari per fronteggiare le emergenze abitative: un post-terremoto, come in Trentino o più recentemente all'Aquila, dove - a parte i ritardi della ricostruzione e i disagi della popolazione - sono stati realizzati 196 appartamenti in 72 giorni, per complessivi 12 mila metri quadri. Ovvero, per tamponare le conseguenze di un'alluvione o un'ondata di immigrazione clandestina.
Ma ora, sulla spinta di una tendenza partita dal Nord-Europa, la tecnologia della prefabbricazione punta a fare un doppio salto di qualità, funzionale ed estetico. E dall'idea originaria di abitazione temporanea, provvisoria, precaria, si sta passando a quella di residenza stabile e duratura. Con standard ambientali e anche architettonici più elevati. Una casa - insomma - eco-compatibile,
A Londra, è già stato costruito il primo edificio interamente in legno a nove piani. Nella zona nord della stessa capitale inglese, lungo i margini stradali di Murray Grove e Sheepherdess Walk, l'iniziativa promossa dalla Peabody Trust - una fra le più antiche associazioni filantropiche della Gran Bretagna - ha puntato proprio sul controllo del prodotto finale. Altri progetti con le stesse caratteristiche sono stati realizzati o sono in via di realizzazione a Berlino. Ma anche in Italia si vanno diffondendo i tentativi di realizzare un "social housing" per così dire di qualità, a partire dalle esperienze più innovative del Trentino e dell'Alto Adige per arrivare alle aree metropolitane di Roma e di Milano.
In Lombardia e Veneto la Cassa depositi e prestiti ha già assicurato la sua disponibilità a investire 118 milioni di euro in due programmi che prevedono una spesa complessiva di 295 milioni. E lo stesso istituto finanzierà con 25 milioni anche il progetto "Parma Social House" che comprende un mix di 852 alloggi, di cui 252 in locazione a canone sostenibile, 420 in vendita diretta e 180 in locazione a canone convenzionato con riscatto all'ottavo anno (140 milioni di investimento complessivo, realizzazione entro il 2012).
I vantaggi più rilevanti della prefabbricazione riguardano i costi e i tempi di realizzazione. E alla fine i benefici si riflettono sugli utenti. Nel caso degli affitti agevolati dalle amministrazioni locali, i canoni si aggirano intorno ai 6 euro per metro quadro al mese: una casa di 70-80 metri quadrati, può costare quindi meno di 500 euro mensili. I prezzi di acquisto, a seconda che si tratti di vendita a categorie disagiate oppure di vendita libera sul mercato, possono variare dai 2.500-2.700 euro al metro quadro fino ai 3.000-3.200. E in ogni caso, si tratta di livelli più accessibili per una fascia sociale che comprende giovani coppie, famiglie monoreddito, disoccupati, precari, studenti fuori sede, genitori separati, disabili.
Sul fronte energetico, per effetto delle proprietà di isolamento e coibentazione del legno, gli edifici di questo tipo possono ridurre notevolmente il fabbisogno fino alla metà: circa 7 litri di gasolio per metro quadro all'anno, contro una media nazionale di 15 litri. Oltre a diminuire così le emissioni, lo spessore dei pannelli in massello consente di ricavare anche un aumento delle volumetrie (circa il 10%). E infine, l'utilizzo del legno - accompagnato naturalmente da una programmazione del rimboschimento - offre una maggiore flessibilità architettonica, adattandosi alle diverse tipologie edilizie: tanto più nel caso della ristrutturazione di vecchi immobili.
Anche qui, però, c'è l'altra faccia della medaglia. Non si tratta tanto della sicurezza, né sul piano della resistenza anti-sismica né su quello della prevenzione anti-incendio: i prefabbricati in legno o materiali misti sono più elastici, assorbono meglio degli edifici tradizionali le scosse di terremoto e, opportunamente trattati con vernici ignifughe, resistono perfino all'assalto del fuoco. Le riserve sono piuttosto di ordine psicologico e attengono soprattutto alla consistenza di un classico bene-rifugio come la casa, particolarmente caro alle famiglie italiane. Ma è proprio dall'evoluzione della tecnologia che dipenderà in futuro l'espansione di un settore emergente della "green economy".
fonte: repubblica.it
Il governo vara la moratoria 'Per ora niente ricerca dei siti'
Il testo, come precisa una nota diramata nel pomeriggio dallo stesso dicastero di via Veneto, se da un lato fa sì che non si proceda "all'adozione degli atti necessari alla realizzazione degli impianti nucleari, a cominciare dalla predisposizione del documento programmatico sulla strategia nucleare", dall'altro fa in modo di confermare "il deposito nazionale per lo stoccaggio e il ruolo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, quale organo competente per lo studio e la programmazione delle politiche riguardanti
"Quanto successo oggi in Consiglio dei ministri ha dell'incredibile - commentano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - Il governo ha approvato il decreto che fissa la road map per la realizzazione delle centrali nucleari e contemporaneamente ha deciso una moratoria di un anno prima di scegliere definitivamente il ritorno all'atomo. Il termine per la definizione del piano programmatico spostato ulteriormente in avanti a 24 mesi, cioè a fine legislatura, è un operazione ingannevole del governo che sa già che non servirà a nulla". Insomma, "è una truffa ai danni degli italiani - spiegano Della Seta e Ferrante - è il tentativo di salvare la faccia depotenziando il referendum in programma a giugno lasciando per altri mesi il paese senza lo straccio di una politica energetica finalmente orientata a innovazione, efficienza e allo sviluppo delle energie rinnovabili".
E la parola truffa è quella più ricorrente anche nei commenti delle associazioni ambientaliste. "Il governo vuole solo evitare che gli italiani vadano al voto con l'incubo del ritorno dell'atomo nel paese. Lo stop di un anno e addirittura due anni per decidere la strategia significa, di fatto, rimandare ogni scelta non solo oltre le prossime elezioni amministrative ma anche oltre quelle politiche del 2013", dice il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. Il Wwf parla invece di governo "attendista stregone", mentre per Greenpeace si tratta di "una foglia di fico con la quale l'esecutivo tenta di confondere le acque per dare a intendere ai cittadini che del referendum di giugno non c'è più bisogno". Di una "trappola, un diversivo per salvarsi dal referendum e non mettere a rischio le elezioni amministrative", parla anche il Comitato 'Vota Sì per fermare il nucleare', che ha inscenato tra l'altro un sit-in improvvisato davanti a Palazzo Chigi. "Ma gli italiani - prosegue la nota - non si faranno gabbare. No alla moratoria-truffa".
Sul fatto che lo stop di 12 mesi significhi davvero un ripensamento, piuttosto che una semplice presa di tempo, restano insomma forti e legittimi dubbi. La scelta potrebbe rivelarsi però comunque deleteria per le ambizioni di revival atomico del governo. Tra un anno le "quotazioni" del nucleare rischiano infatti seriamente di essere ancora più in ribasso di quelle attuali. Basti pensare alla nuova uscita odierna 3 della cancelliera Angela Merkel. "Più presto la Germania uscirà dal nucleare meglio sarà", ha detto la leader tedesca parlando a Francoforte. E dal Veneto arriva la notizia che anche la Lega si starebbe orientando verso il sostegno al referendum anti-atomo: "Nel centrodestra si aprono crepe evidenti", rileva il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
Il varo della moratoria da parte del governo è stata tra l'altro occasione oggi per un'iniziativa dei Verdi, che hanno presentato un dossier sui possibli danni per la salute del nucleare anche in mancanza di incidenti. Il documento cita una serie di studi e raccolte statistiche tedesche, spagnole e britanniche che secondo il Sole che ride "giungono a un'unica conclusione: il rischio di cancro si incrementa per i soggetti che vivono nelle vicinanze delle centrali atomiche e in presenza delle cosiddette 'piccole dosi' di radiazioni rilasciate dalle centrali durante il loro normale funzionamento".
fonte: repubblica.it
Fukushima, gravità potrebbe salire a 6 probabili danni alla vasca del reattore 3
L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Nisa) aveva assegnato un rating provvisorio di 5 ("incidente con più ampie conseguenze") lo scorso 18 marzo, a una settimana dal sisma e dallo tsunami che hanno messo fuori uso l'impianto di raffreddamento della centrale e causato gravi danni ad alcuni dei suoi reattori. Ora, dopo la raccolta di dati sui livelli di radioattività nelle zone limitrofe, pensa di portarlo a 6 ("grave incidente"). "Il rating attuale e provvisorio si basa sulle informazioni disponibili al momento della valutazione", ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce della Nisa, in una conferenza stampa. "La situazione rimane fluida e per la valutazione finale è necessario attendere che la situazione si stabilizzi e che tutti i dati sulle radiazioni diventino disponibili", ha concluso.
I giudizi sulla gravità degli incidenti nucleari sono emessi
Nella centrale si continua a lavorare per cercare di raffreddare i reattori. Il reattore che crea le maggiori preoccupazioni è sempre il numero 3, da dove ieri i tecnici erano stati allontanati 1. Due erano venuti in contatto con acqua contaminata ed erano stati ricoverati. Agli sforzi per evitare una catastrofe nucleare, partecipano anche le truppe statunitensi, che forniranno acqua per raffreddare i reattori.
Due settimane dopo la catastrofe la polizia giapponese ha aggiornato il bilancio delle vittime: i morti accertati sono 10.035 e altre 17.443 risultano ancora disperse.
In Cina radiazioni che superano "in modo consistente" i limiti sono state riscontrate su due passeggeri giapponesi arrivati all'aeroporto di Wuxi, nell'est. L'organismo preposto alla supervisione, ispezione e quarantena ha fatto sapere che ai due è già stata fornita assistenza medica e ha assicurato specificando che non c'è alcun rischio di contaminazione con altri. Livello anomalo di radioattività anche su una nave merci giapponese giunta lunedì nel porto di Xiamen, nella provincia orientale cinese del Fujian. Il cargo era partito dagli Stati Uniti, fermandosi poi in Giappone lo scorso 17 marzo e lo stesso giorno era salpato alla volta della Cina.
fonte: repubblica.it
Passatempo Preistorico
Moonstone Madness

