mercoledì 30 settembre 2009

In calo la benzina, la scuola costa di più

L'inflazione mantiene segno negativo, sia in Europa che in Italia. L'Eurostat fa sapere che il tasso mensile in Eurolandia si dovrebbe attestare sul -0,3% (rispetto al -0,2% delle previsioni), dopo il -0,2% di agosto. Il dato definitivo sarà reso noto dall'Ufficio statistico della Ue il 15 ottobre. L'Eurostat spiega che la flessione è in linea con le indicazioni arrivate da Germania, Spagna e Belgio in cui il calo dei prezzi al consumo risulta maggiore delle attese.

IN ITALIA - In Italia, indica l'Istat, l'inflazione ha segnato nel mese di settembre un calo dello 0,2% rispetto ad agosto (+0,1%), mentre l'andamento tendenziale ha registrato una lieve accelerazione: +0,2% rispetto a settembre 2008. Il dato acquisito per il 2009, ovvero quello che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato a settembre, è pari a +0,7% (ad agosto era +0,9%). L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), in base alla stima provvisoria, a settembre ha registrato una variazione positiva dello 0,6% su base mensile e dello 0,3% su base annua. L'inflazione di fondo e quella al netto dei prodotti energetici restano stabili a +1,3%. Gli aumenti più significativi su base mensile riguardano i capitoli istruzione (+1,3%), comunicazioni (+0,9%), abbigliamento e calzature (+0,3%). Variazione congiunturale nulla, invece, per i servizi ricettivi e di ristorazione. Prezzi in calo per i trasporti (-1,5%), ricreazione, spettacoli e cultura (-1,3%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%). Su base annua gli incrementi più elevati si sono registrati per bevande alcoliche e tabacchi (+2,7%), istruzione (+2,3%) e comunicazioni (+1,9%). Prezzi in calo rispetto a settembre 2008 per i trasporti (-2,9%) e per l'abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,9%).

ANDAMENTO PREZZI - Sul capitolo carburanti, la benzina ha mostrato un calo dell'1% su base mensile e dell'11% rispetto a settembre 2008. In calo anche il gasolio, che segna una diminuzione dello 0,9% su base mensile e del 20,5% su base annua. Complessivamente i prezzi dei prodotti energetici sono diminuiti dello 0,5% su base mensile e dell'11,4% su base annua. Lieve ripresa per i prodotti alimentari, che aumentano dello 0,1% rispetto ad agosto e dello 0,9% su base annua. In calo i prodotti freschi, ovvero non lavorati, i cui prezzi sono diminuiti dello 0,1% rispetto ad agosto (+0,8% su base annua). Rallenta l'andamento, in particolare, di pane e cereali, che sono aumentati su base annua dello 0,6% a settembre (ad agosto l'aumento era stato dell'1%). In particolare, il prezzo del pane è aumentato dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (era +0,6% ad agosto). Ritocchi al rialzo per i prezzi di salumi, formaggi e bevande, tutti aumentati dello 0,2% rispetto ad agosto. Cala invece il prezzo del pesce fresco (-0,7% congiunturale, +2,2% tendenziale). Si risparmia un po' anche acquistando la verdura fresca: -0,2% su base mensile (+1,8% su base annua).

ISTRUZIONE - C'è poi un balzo all'insù dei prezzi di libri scolastici, rette e spese per l'istruzione. Complessivamente il comparto istruzione segna un incremento dell'1,3% rispetto ad agosto e del 2,3% su base annua; le spese per le tasse e in generale i pagamenti per i servizi dell'istruzione primaria sono aumentati del 5,4% su base mensile e del 5,6% su base annua. Incrementi significativi anche per i prezzi dei servizi di istruzione secondaria: +4,8% rispetto ad agosto, +4,5% su settembre 2008. L'adeguamento dei prezzi, a settembre, ha riguardato anche i libri scolastici (+2,1% su base mensile e su base annua) e la cartoleria, che è aumentata dello 0,5% su base mensile e del 2,6% rispetto a un anno fa.

fonte: corriere.it

martedì 29 settembre 2009

Stop del governo al bonus 55%. I primi commenti

In passato era il 55%. Ora il destino del bonus fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica nell’edilizia sembra essere a rischio, dal momento che la Finanziaria 2010 non porta traccia della necessaria proroga. Un pensionamento del tutto in anticipo con le decisioni che avevano confermato lo sgravio fino alla fine del prossimo anno.
In un momento di crisi economica la scelta di ridurre e poi eliminare gli incentivi è parsa a molti una scelta non lungimirante, sopratutto in considerazione
“Tremonti ci ripensi – ha dichiarato Legambiente -, riconosca l’errore e individui i fondi in Finanziaria. Il rischio, altrimenti, è che nessun intervento verrà realizzato per l’incertezza sugli incentivi e perché l’indicazione che arriva è quella di una scarsa attenzione al tema da parte Governo”.
Sulla decisione del governo di non riassegnare la copertura necessaria a sostenere l’applicazione della norma nell’anno a venire si era espresso primo fra tutti, Ermete Realacci, responsabile ambiente del Partito Democratico: “Con un colpo di spugna nella Finanziaria, ancora una volta, è stato azzerato lo sgravio fiscale del 55% per l’efficienza energetica in edilizia”.
‘‘Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti – ha specificato Realacci – Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro che ha favorito l’emersione del sommerso e l’attivazione di una nuova economia. E’ un colpo anche per il sistema delle piccole e medie imprese, che attraverso l’edilizia legata di qualità si qualificano in un mercato avanzato e in linea con gli altri Paesi europei”.
Grazie agli impianti costruiti con gli incentivi dello Stato è stata risparmiata una notevole quantità di energia, livello che era destinato ad aumentare nel tempo ma che potrebbe subire una significativa battuta d’arresto. Il pericolo qualora gli incentivi venissero eliminati potrebbe esserci un nuovo aumento delle emissioni dannose e un arresto del mercato energetico.

fonte: rinnovabili.it

Obiettivo Copenhagen: facciamo il punto

Apre il summmit di Bangkok programmato dall’Onu e dove sono previsti altri incontri, discussioni e trattative per preparare la tanto attesa, temuta e fatidica “Conferenza di Copenaghen”.
Si tratta della prima parte della nona sessione del Gruppo Unfccc che dovrà affrontare gli ulteriori impegni per i Paesi per il protocollo di Kyoto (AWG-KP) e la prima parte della settima sessione del Gruppo Unfccc sulla cooperazione a lungo termine (AWG-LCA). I lavori, che iniziano oggi e si concluderanno mercoledì 9 ottobre, si svolgeranno presso il Centro (UNCC) delle Nazioni Unite Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico (UNESCAP). Questa sarà la penultima sessione di negoziazione prima della COP 15 di Copenhagen nel dicembre, in cui un ambizioso ed efficace accordo internazionale sui cambiamenti climatici dovrà essere concluso. Vuol dire la penultima occasione per preparare le basi di un accordo comune e condiviso, affinché i giorni danesi non siano persi. Ma cerchiamo di fare il punto della situazione, di riassumere gli incontri, le varie posizioni dei vari paesi e quali schieramenti giocano in campo.

SUMMIT VERTICI E CONFERENZE

Conferenza di Bonn (Germania) Onu – Bonn 12 giugno

Nessun accordo sulla riduzione dei gas serra in questo negoziato, anche per lo scarso impegno che i rappresentanti dell’America di Obama sembra abbiano dimostrato. Questo nulla di fatto, che si è registrato dopo l’incontro, ha lanciato un’ombra oscura e pessimista anche sull’eventualità che i successivi appuntamenti, previsti in preparazione della conferenza Copenhagen (7-18 dicembre), possano sortire risultati significativi. E purtroppo questa eventualità si è trasformata in realtà, perché i progressi a tutt’oggi sono minimi e soprattutto affidati alle buone intenzioni e alle dichiarazioni, ma senza nessun accordo concreto, nessuna norma stabilita in modo condiviso, nessuna data da rispettare.

G8 Vertice – L’Aquila (Italia) 8 luglio

La lotta ai cambiamenti climatici è una delle priorità della Presidenza italiana nell’agenda del G8. Il premier italiano ha dichiarato che è necessario definire una risposta globale in cui, alla leadership e all’impegno dei Paesi industrializzati, si affianchi il contributo attivo dei Paesi emergenti e in via di sviluppo secondo una condivisione equilibrata delle responsabilità. In questo senso il G8 dell’Aquila, che ospiterà anche la prima riunione a livello di Leader del Foro delle Maggiori Economie su Energia e Clima (MEF), sarà una tappa fondamentale per preparare il successo della Conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen del prossimo dicembre.

OCED Conferenza Clima economia – Parigi (Francia) 18 settembre

La “Conference on the Economics of Climate Change” si è occupata sia del costo delle misure preventive, per evitare di immettere nell’atmosfera gas serra, ma anche dei budget che serviranno per porre rimedio ai danni che il cambiamento climatico ha già causato. In questa conferenza molti esperti di alto livello, i decisori politici e i rappresentanti della società civile hanno dovuto discutere insieme per quali soluzioni optare e come adottarle, in relazione all’adattamento e alla mitigazione, con un’efficienza anche secondo le esigenze economiche di questa congiuntura mondiale.

ONU Conferenza Mondiale sul Cima – New York (Usa) 22 settembre

E’ stato il momento di un vibrato appello del segretario generale dell’Onu Ban ki Moon, sull’emergenza tempo: troppi pochi i giorni che restano per la data della Conferenza di Copenhagen e ancora troppo lontane le posizioni di paesi e schieramenti. A questo si è aggiunto un discorso del presidente Usa Obama che spinge tutti ad impegnarsi sull’accordo, che con parole forti ha ricordato i rischi gravissimi che sta correndo il nostro pianeta. Anche se poi non è giunta nessuna disponibilità specifica per fissare date, scadenze, sanzioni. Ma il clou di questo meeting è stata la dichiarazione del presidente cinese Hu Jintao, in cui, un po’ a sorpresa, ha reso noto un programma di riduzione della CO2 del 15% entro il 2020, oltre ad un altro pacchetto di misure tra cui un massiccio intervento per la riforestazione. Qui anche l’India ha presentato un piano anti gas serra, ma di modeste ambizioni.

G20 – Pittsburgh (Usa) il 24 settembre

Pur non essendo il luogo deputato (il vertice era indetto per discutere le misure anti-crisi e le nuove regole mondiali per finanza ed economia) anche il nuovo modello di sviluppo energetico già intrapreso e quello che verrà realizzato nel futuro coinvolge inevitabilmente le scelte di politica finanziaria. Lo sviluppo poi del comparto industriale legato alle fonti rinnovabili e alla lotta alle emissioni di gas serra costituisce una componente industriale produttiva, una fonte di reddito e opportunità di lavoro che può concretamente concorrere all’uscita dall’attuale congiuntura economica.

Conferenza di Bangkok (Tailandia) Unfccc -28 settembre

Ne abbiamo parlato in apertura, la sessione che durerà fino a 9 ottobre, inizia a meno di 70 giorni dalla Conferenza di Copenhagen. Rivolgendosi ai delegati, all’apertura dei negoziati sul cambiamento climatico, Yvo de Boer, responsabile Onu per il clima, ha sottolineato che i colloqui dovranno terminare con un indispensabile clima di cooperazione e con progressi concreti. Occorre procedere sempre più speditamente. Infatti, sempre rivolgendosi ai delegati, De Boer ha rimarcato che il tempo per un accordo ormai non è poco, ma è quasi esaurito. Ma in due settimane, si può segnare un reale progresso verso gli obiettivi che i leader mondiali hanno fissato a New York, per i negoziati, per rompere l’impasse, e per cooperare
verso progetti e soluzioni concreti. Come molti leader hanno detto: “Non vi è alcun piano B”. Insomma la strada è una sola e va al più presto concordata insieme. E se non ci rendiamo conto di quello che ci riserva il futuro, sarà il nostro stesso futuro a farcene rendere conto.

Conferenza di Barcellona (Spagna) Unfccc – 2 novembre

Manca più di un mese e sarà l’ultima occasione, anche se per novembre Nicolas Sarkozy, il presidente francese, aveva chiesto che di convocasse una riunione straordinaria dei capi di stato e di governo proprio per fissare accordi e presupposti per il successo di Copenhagen. Ma, almeno fin’ora non sembra che la proposta sia stata accolta. Così Barcellona diventa davvero l’ultima spiaggia.
Proprio a questo proposito ci saranno degli incontri preparatori tra il 28 settembre e il 1 novembre cui parteciparanno tra gli altri, di volta in volta, gli stati in via di sviluppo, il gruppo di Paesi africani, il gruppo dei 77, più la Cina. La conferenza si chiuderà il 6 novembre e a quel punto i giochi saranno praticamente fatti.

LE VARIE POSIZIONI

USA – Obama ha dichiarato: “La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli – la nostra prosperità, la nostra salute e la nostra sicurezza – sono a rischio a causa della minaccia climatica, chiamando a raccolta i Paesi emergenti come la Cina e l’India che “possono fare la loro parte” contro il riscaldamento del pianeta con “misure vigorose”. Ma poi è stato costretto a sostituire il suo consigliere per l’ambiente Anthony “Van” Jones che si “è dimesso” dal suo incarico in realtà per le sue posizioni molto radicali sl tema clima-energia, cosa che aveva a suo tempo rassicurato gli ambientalisti statunitensi. E poi anche con la “svolta Obama” gli Usa continuano a parlare la lingua del noi faremo, dove il noi è riferito agli stessi Usa e non ad un sottoporsi a regole, scadenze e sanzioni condivise a livello mondiale. In questo Obama potrebbe essere vincolato dalla parte repubblicana del Congresso, ma anche da quella più moderata di quella democratica.

CINA – E’ ormai il primo Paese al mondo per emissioni di gas serra, avendo superato gli Stati Uniti. Ma proprio al Vertice all’Onu il presidente Hu Jintao, ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. Un piano per la riduzione del 15% dei gas serra da qui al 2020 sulla base del 2005. Nel pacchetto sono previste altre misure che dovrebbero incidere sui trasporti e sulla riforestazione. E’ per ora un programma esposto in un vertice ufficiale, adesso occorrerà vedere se e quando partirà concretamente. Molta è la strada da fare, anche perché in questo paese le strutture industriali sono obsolete e soprattutto nel campo della produzione di energia. Ma da un attore così importante sul palconscenico della scena mondiale attuale, e ancor di più nel futuro, una tale dichiarazione è un indiscutibile passo in avanti.

GIAPPONE – La nomina del nuovo premier, dopo aver vinto le elezioni ha portato una ventata nuova nel paese del Sol Levante. Hatoyama, fresco presidente del consiglio, democratico e progressista, già in campagna elettorale aveva promesso infatti che entro il 2020 in Giappone avrebbe ridotto le emissioni di gas serra nell’atmosfera del 25% (su base 1990). Insomma una quota più alta di quella, giudicata già buona, della Ue. E appena eletto Hatoyama ha subito confermato gli impegni in questo senso, come premier. Un bel passo avanti rispetto alla maggioranza precedente, molto più attenta alle esigenze economiche del comparto industriale.

UNIONE EUROPEA – Con il suo pacchetto 20-20-20 è risultata l’entità più avanzata per la legislazione contro le emissioni di gas serra. Ma ora il parlamento,con le ultime elezioni è cambiato e la maggioranza si è spostata su posizioni più conservatrici e con orecchie più rivolte alle richieste degli industriali e gli occhi più orientati verso alla finanza e all’economia. Bisognerà vedere quale sarà la composizione della nuova commissione dove per ora solo Barroso, il presidente, è stato riconfermato.

UNIONE AFRICANA – E’ quella che ha fatto le dichiarazioni più dure nei confronti della Conferenza di Copenhagen. Il suo commissario-portavoce ha tenuto a rendere noto come da differenti studi recentemente divulgati, non solo i paesi più poveri, e quindi quelli africani, sono esposti maggiormente alle conseguenze negative dei cambiamenti climatici. Ma addirittura che le grandi crisi negli anni ’80, a causa della siccità, sono state provocate anche dall’inquinamento causato dai paesi occidentali industrializzati. Quindi l’Unione Africana non solo non ha intenzione di tirar fuori una lira per contribuire alla lotta al global warming, ma chiede di essere risarcita, e adeguatamente, per i danni subiti a causa delle emissioni di gas serra emessi dai ricchi paesi industrializzati. L’alternativa è quella di boicottare qualsiasi accordo nella prossima Conferenza di Copenhagen.

RUSSIA – La repubblica russa non sembra molto interessata alle tematiche climatico-energetiche, impelagata com‘è nella questione della strategia militare, spiazzata da Obama che ha dichiarato di voler rinunciare allo scudo spaziale, ma attenta anche ad un politica estera che la costringe a rivedere la propria posizione di potenza mondiale. Basta osservare i rapporti tra una Cina in pieno sviluppo e una Russia sempre più in crisi economica. Assorbita dai problemi con l’Ucraina per il contenzioso sul gas. Ancora agitata da un processo di democratizzazione che non riesce a completarsi. Inoltre anche qui gli impianti produttivi sono obsoleti e un taglio delle emissioni di gas serra richiederebbe uno sforzo economico che lo stato attuale della Russia renderebbe assai improbabile. E’ un’incognita che potrebbe rivelarsi un grosso problema che va ad aggiungersi agli altri che si presenteranno a Copenhagen.

fonte: rinnovabili.it

lunedì 28 settembre 2009

«Acqua imbottigliata? No, grazie»

Addio all'acqua in bottiglia. Si torna al rubinetto e alle fontane. Dopo il via libera ottenuto con un referendum popolare nel mese di luglio, la città australiana di Bundanoon vieta definitivamente la vendita di acqua imbottigliata. In plastica, naturalmente, ma anche in vetro. I 2.500 residenti della località a 120 chilometri da Sydney si erano detti d'accordo con l'iniziativa ambientalista lanciata da un commerciante locale, Huw Kingston. E così, in città sono state ritirate dagli esercizi commerciali le ultime casse d'acqua imbottigliata: al loro posto sono state distribuite bottiglie riutilizzabili e sono state inaugurate una serie di fontane lungo la principale strada del paesino da cui zampilla acqua pubblica. Il dibattito tra gli abitanti del villaggio australiano eco-consapevole è nato dopo che una società aveva deciso di costruire uno stabilimento per l'estrazione di acqua proprio a Bundanoon. «Non aveva senso che prendessero l'acqua qui in città, la trasportassero a Sydney per imbottigliarla e la riportassero indietro per vendercela nei negozi» aveva spiegato Kingston. E hanno detto no all'offerta dell'azienda decidendo di gestire, e bere, la propria acqua. Gratis

DECISIONE - Dal divieto saranno esentati i turisti, che però verranno incoraggiati a riempire le bottiglie vuote alle fontane della città. La decisione era stata adottata quasi all'unanimità dal consiglio comunale (350 voti a favore e solo due contrari) nel giugno scorso. Dei due voti contrari, uno era stato quello di un consigliere locale, l'altro, del rappresentante di un'azienda di bibite che voleva imbottigliare acqua minerale da una vicina sorgente sotterranea. «Mentre i leader del mondo discutono di cambiamenti climatici non dobbiamo dimenticare che ciascuno di noi può fare qualcosa, anche a livello locale», ha commentato Kingston al quotidiano Southern Highland News.

fonte: corriere.it

LA FORMAZIONE DI ESPERTI IN DIRITTO AMBIENTALE E DELLA SUA ATTUZIONE NELL¹AMBITO DELL¹ORDINAMENTO ITALIANO

Il Master di II Livello in Diritto Ambientale, Norme, Istituzioni, Tecniche di Attuazione
12 novembre 2009 - 21 maggio 2010

L¹obiettivo del Master,
organizzato congiuntamente con l¹Istituto di Studi Giuridici del CNR e giunto alla quarta edizione, è di fare acquisire una preparazione giuridico istituzionale e una
formazione pratica nel campo dell¹attuazione nel diritto dell'ambiente, con particolare riferimento all'attuazione delle norme ambientali e comunitarie nell'ordinamento italiano.

Il percorso didattico analizza con attenzione particolare i seguenti aspetti: contenuto e funzionamento dei principali trattati internazionali in materia di ambiente e sviluppo sostenibile; contenuto ed evoluzione della normativa ambientale dell¹Unione europea; istituzioni internazionali, comunitarie e nazionali per la ³governance² ambientale e tecniche per l'attuazione e il coordinamento delle norme ambientali nel diritto internazionale e dell'UE e nell'ordinamento italiano.
L'Ordine degli Avvocati di Roma ha attribuito alla frequenza del Corso n. 24 crediti formativi ai sensi del Regolamento del CNF del 13 luglio 2007.
Al percorso formativo in aula potrà far seguito un periodo di tirocinio della durata di tre mesi presso istituzioni scientifiche, amministrazioni pubbliche o altri enti.

Informazioni ed iscrizioni
Per maggiori informazioni, potete contattare l¹Ufficio Formazione della SIOI al n. 06/6920781 e visitare il sito: www.sioi.org
Le domande d'iscrizione, contenenti dati anagrafici, indirizzo, numero telefonico e titolo di studio posseduto, devono essere presentate secondo la modulistica reperibile sul sito: www. sioi.org e inoltrate a: Società Italiana per l¹Organizzazione Internazionale, Palazzetto di Venezia, Piazza di San Marco, 51- 00186 Roma.
Tel. 06 6920781 Fax. 06 6789102 mailto:formint@sioi.org

Ministeri, il tesoretto da 90 miliardi. Non spesi

Sono pochi soldi, per carità. Appena 3,1 milioni di euro: di certo insufficienti per «migliora­re la qualità urbana» di tre città del Mezzogiorno come Gela, Calta­nissetta e Quartu Sant’Elena. Però ci sono. Figurano nel bilancio del­lo Stato da undici lunghi anni e nessuno li ha mai usati. Forse di­menticati, come i fondi per i sema­fori e gli attraversamenti pedonali in Calabria e Sicilia, gestiti dal­­l’Anas: 4,5 milioni disponibili dal 2007 e ancora intatti. Oppure le ri­sorse per la Pedemontana veneta, 20 milioni assegnati alla Regione nel 2002, mai più toccati dopo una modesta erogazione nel primo an­no.

E così, di milione in milione, tra strade e ponti progettati e poi ab­bandonati, incentivi alle imprese che nel frattempo hanno chiuso, e i tanti programmi di spesa sempli­cemente sballati dai ministeri, nel 2008, si è arrivati alla stratosferica cifra di 90 miliardi di euro. Soldi che sono stati stanziati dal Parla­mento e che esistono nel bilancio pubblico, ma che i ministeri non sono riusciti a spendere. Non sem­pre per colpa loro: molto spesso di­pende dalla farraginosità dei mec­canismi di spesa, dal fatto che gli stanziamenti vengono resi disponi­bili sul finire dell’anno, a volte per gli interventi di conteni­mento amministrativo delle uscite di cassa. An­che se qualche volta, co­me ha rilevato la Ragio­neria dello Stato nel Rapporto sulla spesa 2009, l’incapacità di spendere deriva anche dalla «scarsa capacità di programmare dei ministeri» e dal­l’ «obsolescenza degli obiettivi».

Forse è per questo che i 53 milio­ni di euro messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economi­co alle Regioni per la «Sicurezza e la mobilità stradale» non sono mai stati intaccati. Per non parlare dei fondi, sempre del ministero dello Sviluppo, destinati alla «Mobilità locale». Lo stanziamento è anche superiore, 96,3 milioni di euro, ed è disponibile dal 2001, ma «in set­te anni — si legge nel rapporto del­la Ragioneria — non ci sono state richieste da parte dei Comuni».

Invece di verificare puntualmen­te la spesa effettiva, ragionare sul­la sua utilità ed eventualmente de­cidere di spostare gli stanziamenti altrove, molto spesso i ministeri preferiscono riproporre pari pari i vecchi programmi di finanziamen­to, anche se non producono gran­di risultati. Per le cooperative edili­zie, ad esempio, ci sono nel bilan­cio di quest’anno ben 204 milioni di euro di incentivi. Anche se sullo stesso capitolo c’è un arretrato di spesa deliberata e mai erogata che supera gli 800 milioni di euro.

Il fenomeno dei residui passivi si è un po’ attenuato negli ultimi due anni, da quando cioè la legge ha stabilito che queste somme va­dano in «perenzione», quindi ver­so la cancellazione dal bilancio, do­po solo tre anni e non più sette co­me prima. Ma resta preoccupante, perché quella spesa, in molti casi, può diventare un debito esigibile dai beneficiari, rendendo assai pre­cario il controllo sul bilancio.

Fatto sta che dopo la sforbiciata della perenzione i residui, da una media di 120 miliardi nel 2003-2006, sono scesi ai 90 del 2007-2008. Con la tendenza a resta­re costanti, perché ogni anno, tan­ti residui si smaltiscono, tanti se ne formano di nuovi. Nel 2008, a fronte di uno stanziamento inizia­le di bilancio a disposizione dei mi­nisteri di 730 miliardi di euro, pas­sato a 748 in sede di stanziamento definitivo, i pagamenti erogati ef­fettivamente non hanno superato i 711 miliardi.

In media, i residui passivi di spe­sa rappresentano circa il 20% del bilancio dei singoli ministeri. Ma ci sono casi particolari. Come il mi­nistero dello Sviluppo economico, che ha grandi difficoltà nella con­cessione di contributi in conto ca­pitale alle imprese. Su 4,7 miliardi di euro da concedere, solo il 15,2% risultava pagato alla fine del 2008. Altri 345 milioni sono fermi nelle casse di Invitalia, l’ex Sviluppo Ita­lia. Allo Sviluppo ci sono ben 10 miliardi di euro di residui in conto capitale accertati: di questa som­ma, 2,8 miliardi, secondo la Ragio­neria, può andare in perenzione, cioè essere cancellata, entro l’an­no.

Al ministero dello Sviluppo i residui passi­vi arrivano al 60% degli stanziamenti di bilan­cio. Lì le forbici della Ra­gioneria sono già inter­venute: il taglio delle somme non spese è sta­to di 170 milioni di eu­ro nel 2006, oltre 820 nel 2007 e altri 188 l’anno scorso. La Ragioneria dello Stato ha calco­lato che in bilancio, all’Ambiente, ci sono attualmente 656 milioni di euro di somme assegnate e non pa­gate relative al periodo 2006-2008. Di questi, 400 milioni riguardano il Fondo per il finanziamento delle misure di riduzione dei gas a effet­to serra, il cosiddetto Fondo Kyo­to. «Con riferimento agli esercizi 2006-2008 — sottolinea la Ragio­neria — risulta non speso il 100% degli impegni in conto residui». Stessa sorte per il Fondo per lo svi­luppo sostenibile della Finanziaria 2007, dove giacciono 48 milioni di euro inutilizzati al 96%.

fonte: corriere.it

Boom delle domande di disoccupazione

Cassa integrazione a livelli record e "boom" delle domande di disoccupazione. In un anno, tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009, le ore autorizzate per i trattamenti di integrazione salariale sono aumentate del 222,3%: la cassa integrazione ordinaria è salita del 409,4% (+660% nell’industria, +66,7% nell’edilizia) mentre quella straordinaria è aumentata dell'86,7%.

DISOCCUPAZIONE - In forte aumento anche le domande di disoccupazione presentate all'Istituto, cresciute del 53%, sopra quota 1,1 milioni, tra agosto 2008 e luglio 2009. A renderlo noto è il presidente e commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che traccia un bilancio dell'attività svolta a un anno dal suo insediamento. Con la corresponsione di un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione (che può variare da sei mesi ad un anno), l'Inps ha liquidato in totale 984.286 domande di disoccupazione (+52,2%). «La sfavorevole congiuntura economica che il paese ha dovuto affrontare in questi mesi ha riversato sulle casse e sugli uffici dell'Inps la responsabilità di sostenere i lavoratori in difficoltà» ha spiegato Mastrapasqua.

fonte: corriere.it

L'era dell’energia solare è alle porte

L’energia solare fotovoltaica sta diventando sempre più attraente dal punto di vista economico, visto che la tecnologia registra continui miglioramenti e, allo stesso tempo, il costo dell’energia prodotta da fonti fossili continua la sua crescita. Entro il 2020 centinaia di miliardi di dollari di capitali verranno investiti tanto da far schizzare da 20 a 40 volte l’attuale livello di potenza solare (FV e termodinamica) installata nel mondo.
Questo è in estrema sintesi il contenuto di un breve report pubblicato in questo mese di settembre dalla società di consulenza McKinsey, da titolo “The economics of solar power” (vedi allegato).

L’analisi conferma l’avvicinarsi della cosiddetta “grid parity” e, cioè, che entro i prossimi 3 o 7 anni la tecnologia fotovoltaica, senza più alcun sussidio pubblico, potrebbe avere un costo dell’energia elettrica prodotta pari o inferiore per l’utente finale a quella prodotta da fonti fossili o da altre fonti rinnovabili. I mercati di California e Stati Usa del Sud-Ovest, Italia, Giappone e Spagna sarebbero in pole position per il raggiungimento di questo traguardo. Un dato, questo, che era emerso anche nel maggio scorso nel corso del convegno internazionale PV Summit, svoltosi nell’ambito di Solarexpo (articoli Qualenergia.it: clicca qui, qui, qui).

Tuttavia anche se le previsioni di crescita del settore solare saranno rispettate al 2020, esso dovrà ancora considerarsi nella sua fase dell’infanzia. Infatti, secondo il report McKinsey, a quella data esso rappresenterà solo il 3-6% della potenza elettrica installata e circa l’1,5-3% della produzione elettrica totale.
In genere il solare è ancora un settore energetico emergente e dovrà trovare quindi la sua strada. Così, diverse tecnologie sono in competizione per cercare di ottenere l’obiettivo di portare i costi sempre più giù e primeggiare sul mercato. Ma al momento capire quale tecnologia solare la spunterà è molto difficile.

La recente storia della tecnologia fotovoltaica ci dice, ad esempio, che la sua rapida crescita ha portato a periodi di scarsa offerta e margini elevati per un numero ristretto di aziende operanti nella produzione del silicio e della componentistica (soprattutto celle e moduli). Ma poi nuovi operatori sono entrati nel mercato grazie all’immissione di capitali freschi (3,2 miliardi nel solo 2007) e ciò ha aumentato la competizione, ha fatto impennare l’offerta e, di conseguenza, ha permesso ai prezzi di calare vistosamente, facendo anche peggiorare le perfomance finanziaria di qualche gruppo.

Oggi ci troviamo di fronte ad un settore molto dinamico in cui ogni ipotesi che va al di là del breve periodo rischia di essere superata da nuove congiunture. Negli ultimi due decenni il costo di produzione e installazione dei sistemi fotovoltaici è diminuito del 20% ad ogni raddoppio della potenza installata. Se questo processo finirà per portare alla “grid parity” si potrà innescare un ulteriore circolo virtuoso con un calo dei prezzi di produzione molto maggiore.

Lo studio McKinsey prevede che entro l’anno 2020 almeno dieci aree con elevata radiazione raggiungeranno questa sorta “parità” economica con l’elettricità convenzionale. Nello specifico, il prezzo dell’elettricità solare potrà crollare dagli attuali 30 centesimi di dollaro per kWh a 12, o anche a meno di 10 cent$/kWh.

L’ipotesi dello studio è che da oggi al 2020, la potenza installata mondiale crescerà grosso modo del 30-35% all’anno: da 10 GW attuali a circa 200-400 GW (in questa cifra il report include anche il solare termico a concentrazione), con un fabbisogno di capitali di investimento non inferiori ai 500 miliardi di dollari.

Il livello di questa crescita e la sua rapidità dipenderanno però da tanti fattori e soprattutto dalla capacità di ridurre sempre di più i costi. Servirà quindi che uno sviluppo tecnologico importante (technological breakthroughs) venga dai produttori dei componenti solari e che, in sinergia, vi sia una forte domanda finale capace di sostenere questi rapidi progressi. Non va poi trascurato il ruolo delle società elettriche nella diffusione della tecnologia che generalmente hanno un maggior collegamento con i clienti residenziali, commerciali e industriali. Anche le normative e gli incentivi dovranno guidare questo processo, pertanto il ruolo del decisore pubblico avrà un peso rilevante.
“E’ un cammino ancora lungo e pieno di incognite, ma la nuova era dell’energia solare si sta avvicinando”, dice il report McKinsey.

fonte: qualenergia.it

Abusivismo nella Valle dei templi Espropri esecutivi dopo 30 anni

Il procedimento per l'esproprio fu avviato quasi trent'anni fa e oggi circa venti case che ricadono nella zona A della Valle dei templi di Agrigento saranno assegnate all'Ente Parco, appositamente istituito per valorizzarne il patrimonio archeologico. Nei giorni scorsi sono arrivate le notifiche agli abusivi. "La signoria vostra è invitata a lasciare libero l'immobile da persone e cose ed a essere presente alle operazioni al fine di constatare lo stato effettivo dell'immobile all'atto di immissione in possesso".

Una lettera, con poche righe, rende noto il Giornale di Sicilia, spedita dalla Soprintendenza di Agrigento. L'appuntamento è per lunedì mattina, ore 9, nel quartiere di San Calò Bianco. Il giorno dopo, si passerà alle case a ridosso della statale 115. Alla presenza di un funzionario della Soprintendenza ed altri tecnici verrà notificata la presa di possesso e da quel momento l'immobile diverrà definitivamente proprietà del Demanio della Regione.

Altre immissioni in possesso sono state già fatte lo scorso mese di luglio, altre a marzo. Ma finora i tecnici sulla loro strada hanno trovato solo terreni o vecchie abitazioni pericolanti. Adesso alcuni dei destinatari della missiva oltre al terreno hanno anche la casa dove vivono con la famiglia. La zona A che ricade nel vincolo di assoluta inedificabilità si estende per oltre 1.200 ettari di terreno.

Le procedure di esproprio avviate trent'anni fa ne riguardano solo una parte: poco più di 300. Ed ottanta sono stati acquisiti nell'ultimo anno. Vanno avanti gli espropri, ma anche le demolizioni. Dopo quelle fatte con le ruspe dell'esercito nel marzo del 2001 altre ne sono avvenute lo scorso anno.

fonte: lanuovaecologia.it

L'Ue: «A Bangkok incontro decisivo» Copenaghen a rischio fallimento

Ora occorre fare "passi in avanti decisivi per adottare un accordo globale ambizioso": questo l'appello rivolto ai negoziatori internazionali dalla presidenza di turno svedese della Ue e dalla Commissione europea, alla vigilia della sessione preparatoria di Bangkok, la penultima prima della conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Copenaghen a dicembre, dalla quale si dovrà negoziare il nuovo trattato che entrerà in vigore alla scadenza del protocollo di Kyoto.

"L'Unione Europea - afferma il commissario europeo per l'ambiente, Stavros Dimas - ha definito un programma esaustivo per concludere l'accordo globale ambizioso che sarà necessario per evitare che i cambiamenti climatici raggiungano livelli pericolosi. Ora, dopo due anni di dibattiti, è giunto il momento che tutte le Parti si decidano ad impegnarsi pienamente per preparare il terreno in vista delle decisioni che dovranno essere prese a Copenaghen. A Bangkok sarà dunque necessario fare dei progressi decisivi".
"L'Ue - aggiunge Andreas Carlgren, ministro dell'Ambiente svedese - accoglie positivamente qualsiasi passo avanti", dalla decisione presa da Tokyo di incrementare l'obiettivo di riduzione di emissioni, agli annunci delle maggiori economie emergenti. Ma "i messaggi provenienti dai vertici delle Nazioni Unite e del G20 - conclude Carlgren - devono avere ripercussioni e trovare un riscontro a Bangkok. Noi leader politici intendiamo raggiungere un accordo e i negoziatori dovranno concentrarsi sugli elementi sostanziali ed essenziali".

fonte: lanuovaecologia.it

Arnold Schwarzenegger 'termina" la doccia calda dei figli.

Forse voleva solo far breccia sul presidente Barack Obama, al quale di recente ha offerto i propri servigi come guru ambientalista, “anche non pagato”, quando il suo secondo mandato di Governatore della California scadrà e alla fine dell’anno prossimo si troverà senza lavoro. O forse voleva solo impartire un’onesta lezione dal sapore antico (“ai miei tempi sì che..”) alle nuove generazioni consumiste ed autoindulgenti del suo Golden State.

Comunque sia, l’ultima boutade ambientalista di Arnold Schwarzenegger ha finito per riaccendere il dibattito sulla responsabilità individuale dietro lo sforzo collettivo per affrontare l’emergenza climatica. “Se i miei figli passano più di cinque minuti sotto la doccia, io gli chiudo l’acqua calda, costringendoli a uscire intirizziti ed urlanti dal bagno”, ha dichiarato Schwarzenegger dal podio del Commonwealth Club of California di San Francisco, in occasione del terzo anniversario della storica legge californiana AB 32 per la riduzione dei gas serra.

fonte: corriere.it

sabato 26 settembre 2009

La catastrofe ecologica a scoppio ritardato del naufragio del Madagascar

Il naufragio della Gulser Anna (nella foto), un cargo turco di 285 metri colato a picco il 25 agosto in Madagascar, al largo di Faux Cap (Cap austral), mentre era in navigazione da Lomé, in Togo, verso l'India, sta provocando una catastrofe ecologica a scoppio ritardato.

Il naufragio aveva provocato lo sversamento di 383 metri cubi di carburante e di oltre 7.000 di rubricante, provocando successivamente la morte di tre balene.

Sul luogo del disastro sono stati chiamati a coordinare la bonifica 9 esperti stranieri della Tankers international oil pollution federation (Tiopf), ma secondo la radio nazionale malgascia il petrolio finito in mare ha comunque provocato un inquinamento grave che sta distruggendo anche le barriere coralline al largo della costa meridionale del Madagascar. All'inizio le correnti marine hanno fortunatamente portato petrolio ed inquinanti lontani dalla riserva marina di Cap Ste Marie e dai suoi fondali popolati di coralli.

Anche se gli esperti della Tiopf avevano assicurato che il naufragio non avrebbe provocato gravi conseguenze a medio e lungo termine, purtroppo non è ancora finita: la Gulser Anna, il cui equipaggio è stato tratto in salvo da una nave francese proveniente dalla Reunion, trasportava 39.000 tonnellate di fosfati, e la loro dispersione in mare starebbe ora provocando la morte di numerosi pesci, tanto che all'inizio di settembre il governo di transizione del Madagascar ha deciso di proibire la pesca al largo del mar australe per prevenire intossicazioni alimentari nella popolazione locale che vive in gran parte proprio di pesca.

Secondo gli ambientalisti malgasci i fosfati non sono direttamente nocivi per l'uomo, ma la loro abbondanza in mare dopo il naufragio accelererebbe la proliferazione e la decomposizione delle alghe, il che potrebbe favorire la produzione di tossine.

fonte: greenreport.it

CALABRIA: FIRMATO ACCORDO TRA REGIONE E CONAI

E' stato rinnovato questa mattina, nella sede della Presidenza di Palazzo Alemanni, il Protocollo d'intesa per l'incremento del recupero e del riciclo dei rifiuti di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata urbana. Il Protocollo, di durata biennale, è stato sottoscritto dal Presidente della Regione Agazio Loiero e da Piero Perron, Presidente del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi).

La presentazione dell'intesa è avvenuta contemporaneamente alla pubblicazione di un Bando regionale che prevede lo stanziamento di contributi per quindici milioni di euro a favore dei Comuni, o Consorzi di Comuni, che progetteranno e realizzeranno servizi di raccolta differenziata efficaci ed efficienti su tutto il territorio regionale. Per mettere i Comuni nelle condizioni di operare nonché di accedere ai fondi previsti dal Bando, la Regione ed il Conai realizzeranno un importante programma di formazione e sensibilizzazione sulla gestione integrata dei rifiuti, rivolto ai tecnici comunali ed agli amministratori locali.

"Questo protocollo ? ha detto il Presidente Loiero - conferma l'impegno della Regione in un settore così delicato ed importante per la salvaguardia dell'ambiente. Rientra, tra l'altro, nel nostro piano di informazione verso i cittadini e gli amministratori pubblici per rendere più incisiva ogni azione in materia di gestione dei rifiuti. Si tratta di una nuova azione che consentirà alla Regione di avviarsi verso l'autonomia gestionale nel settore dei rifiuti e, allo stesso tempo, di essere pronta ad affrontare le diverse nuove problematiche che si dovessero presentare, nel momento in cui sarà superata questa fase commissariale".

Il programma servirà proprio a fornire il "know how" e gli strumenti per una corretta progettazione e per l'avvio dei piani di raccolta: i dieci moduli formativi riguarderanno, infatti, la normativa italiana ed europea, la gestione degli imballaggi, la definizione di modelli ottimali di raccolta, l'applicazione della tariffa sui rifiuti urbani, la redazione dei contratti di servizio ed i relativi controlli di qualità, la comunicazione per i cittadini. Il piano di interventi sarà supportato dal Dipartimento Politiche dell'Ambiente della Regione attraverso un Tavolo Tecnico, costituito insieme ai rappresentanti di Conai, con l'obiettivo di fornire ai vari soggetti interessati tutto il supporto tecnico e la consulenza necessari a dare concreta attuazione al piano e garantire pertanto l'effettiva crescita dei risultati di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

"Questo protocollo - ha dichiarato, poi, il Presidente del Conai risulta notevolmente potenziato rispetto al precedente. Abbiamo deciso di rinnovare il nostro impegno con l'obiettivo di favorire la massima crescita qualitativa della raccolta e soprattutto la destinazione dei rifiuti di imballaggio a risorsa recuperabile, attraverso il riciclo. Nell'ambito di questa intesa, infatti, Conai rappresenta la garanzia che tutti i rifiuti di imballaggio ? acciaio, alluminio, carta, plastica, legno e vetro - provenienti dalla raccolta differenziata, vengano avviati a realtà industriali in grado di trasformarli in materia prima seconda utilizzabile in nuovi cicli produttivi".

Gli interventi previsti rientrano nel più ampio progetto che la Regione sta portando avanti, in ottemperanza al Piano regionale di gestione dei rifiuti, per l'adeguamento del sistema impiantistico: tra le azioni previste, la realizzazione di nuovi Centri di raccolta e l'adattamento dei Centri di raccolta esistenti alla normativa vigente.

fonte: ambiente.it

Cetraro, forse teschi sulla nave Gli appunti inediti di De Grazia

Forse sono due teschi quelli che si intravedono dagli oblò della stiva del relitto ritrovato al largo di Cetraro ed a bordo del quale si sospetta, secondo quanto riferito dal collaboratore di giustizia Francesco Fonti, ci sia un carico di rifiuti tossici. Le immagini sono state fatte - secondo quanto riportano stamani Repubblica e il Quotidiano della Calabria - dal robot utilizzato nel corso delle ricerche dell'imbarcazione. Sull'ipotesi che a bordo della nave ci siano dei resti umani il Procuratore di Paola, Bruno Giordano, ha detto che "il sospetto è nato dopo alcune riprese video e le foto scattate dai robot che sono scesi in profondità.

Uno dei motivi per cui è utile procedere al recupero della nave è anche quello di fare chiarezza sull'eventuale presenza a bordo delle persone". "In molti casi - ha in particolare detto Giordano a Repubblica - anche gli equipaggi, come tutta la nave, sono clandestini. È possibile che alcuni fossero stati lasciati all'oscuro delle intenzioni di chi aveva organizzato il naufragio. Oppure che fossero stati puniti dall'organizzazione. Anche a questi interrogativi si potrà dare risposta solo recuperando il relitto". Oggi a Paola, Giordano incontrerà l'ex segretario del Pd Walter Veltroni, che terrà successivamente una conferenza stampa.
Nell'inchiesta di Repubblica, che proseguirà anche domani, si pubblica un appunto inedito, scritto a mano nel 1995, di Natale De Grazia nel quale si fa riferimento ai luoghi ed alle navi che sono state affondate. "Le navi? – recita l’appunto – 7/8 italiane e a Cipro. Dove sono? Quali sono? I caricatori e i mandanti. Punti di unione tra Rigel e Comerio. Hira, Ara, Isole Tremiti. Basso Adriatico. Porti di partenza: Marina di Carrara m/v Akbaya. Salerno/Savona/Castellammare di Stabia/Otranto/Porto Nogaro/Fiume. Sulina Beirut. C/v Spagnolo. Materiale radioattivo".
Il capitano di fregata Natale De Grazia morì nel dicembre del 1995 in circostanze misteriose a Nocera Inferiore (Salerno) mentre stava andando da Reggio Calabria a La Spezia dove avrebbe dovuto verificare al registro navale i nomi di circa 180 navi affondate in modo sospetto negli ultimi anni. De Grazia stava indagando, su disposizione della Procura di Reggio Calabria, sull'affondamento di alcune navi cariche di rifiuti.

fonte: lanuovaecologia.it

Togo e Ghana liberi dai rifiuti

Attraverso Legambiente la campagna di Puliamo il Mondo arriva in Africa con due appuntamenti significativi. In Togo, nella cittadina di Klovidonou, sulla costa a una cinquantina di chilometri dalla capitale Lomè, ci saranno giornate intense di attività il 5 e 6 ottobre, precedute il 2 ottobre da una conferenza cittadina sull’ambiente.

I promotori dell’iniziativa, che fa seguito ad altre giornate di attivismo ambientalista già realizzate in passato con l’appoggio di Legambiente, sono il direttore, Amévi Gbadoe, e gli insegnanti della scuola Virgo Regina, che coinvolgono con gli oltre 150 ragazzi moltissime famiglie e cittadini nelle giornate di mobilitazione. Con Puliamo il mondo 2009 si farà un intenso lavoro di recupero delle strade del quartiere della scuola e la tempo lo stesso tempo si metteranno a dimora nelle zone verdi piantine di eucalipto, acacia e alberi da frutto

In Ghana, per il sesto anno consecutivo, si terrà Clean up Axim in otto aree della città con il coinvolgimento delle scuole nella raccolta di rifiuti. Un’occasione per mobilitare la cittadinanza e dar vita a una collaborazione tra cittadini e istituzioni locali, affinché le nuove prospettive di sviluppo superino definitivamente l’emergenza rifiuti.

fonte: lanuovaecologia.it

Smettiamola di nascondere i problemi

Torna Puliamo il Mondo 2009, la versione italiana del più grande evento di volontariato ambientale nel mondo, Clean Up the World, organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai. Per questa sedicesima edizione dell’iniziativa, il 25, il 26 e il 27 settembre un esercito di volontari muniti di guanti, rastrelli e ramazze si ritroveranno in ogni parte d’Italia per ripulire dai rifiuti abbandonati strade, piazze, parchi, spiagge e fiumi.
Tra i moltissimi appuntamenti, oggi a Napoli il Console Generale degli Stati Uniti, insieme ad altri diplomatici americani e membri dello staff del Consolato, parteciperà all’iniziativa di pulizia di via Piedigrotta con i volontari di Legambiente. La sua partecipazione vuole essere anche una risposta all’appello lanciato dal Presidente Obama lo scorso 11 settembre, quando invitò tutti gli americani a fare di questa ricorrenza un’occasione non solo di commemorazione delle vittime, ma anche di attivo impegno civile.
Non solo per il rispetto del territorio ma anche per chi lo vive: “Puliamo il mondo da ogni forma di violenza, pregiudizio,discriminazione!” è lo slogan dell’iniziativa organizzata in Piemonte a Stupinigi dove i volontari di Legambiente affiancati dall'Ente Parco Naturale di Stupinigi raccoglieranno i rifiuti abbandonati nelle aree di sosta aiutati dalle tante associazioni che si occupano dei diritti civili.
Domenica 27, invece, in Abruzzo a Tempera, una frazione dell’Aquila pesantemente colpita dal terremoto e situata sul fiume Vera, i volontari saranno impegnati nella pulizia degli argini del torrente e il ripristino degli arredi urbani.
A Firenze, la tre giorni di pulizie si concluderà insieme alle comunità degli immigrati del Perù, Filippine, Sri Lanka, Ucraina, Romania, Moldavia e di molte altre ancora, che svolgono l’attività di badante presso le famiglie fiorentine.
Ad Agrigento saranno ripulite alcune aree delparco dell’Addolorata trasformate in discariche.
A Milano, pulizia del Tempietto della Notte ritrovato sotto la collinetta del parco di Villa Finzi, insieme agli speleologi.
A Poligano a mare in Puglia, pulizia dei fondali con la collaborazione del nucleo sommozzatori della Polizia di Stato.
Alla campagna possono dare la loro adesione amministrazioni comunali, associazioni, comitati di quartiere ma anche singoli cittadini. Per partecipare è sufficiente contattare il circolo Legambiente più vicino, telefonare allo 02.45475777, oppure ci si può presentare direttamente ai banchetti organizzati nelle varie zone coinvolte per ricevere la sacca degli attrezzi e partecipare alle operazioni di pulizia. Tutte le informazioni relative all'iniziativa sono inoltre disponibili sul sito www.puliamoilmondo.it.

fonte: lanuovaecologia.it

Valle dei Templi, esecutivi venti espropri

Il procedimento per l'esproprio fu avviato quasi trent'anni fa e lunedì prossimo circa venti case che ricadono nella zona A della Valle dei templi di Agrigento saranno assegnate all'Ente Parco, appositamente istituito per valorizzarne il patrimonio archeologico.

Nei giorni scorsi sono arrivate le notifiche agli abusivi. "La signoria vostra è invitata a lasciare libero l'immobile da persone e cose ed a essere presente alle operazioni al fine di constatare lo stato effettivo dell'immobile all'atto di immissione in possesso". Una lettera, con poche righe, rende noto il Giornale di Sicilia, spedita dalla Soprintendenza di Agrigento.

L'appuntamento è per lunedì mattina, ore 9, nel quartiere di San Calò Bianco. Il giorno dopo, si passerà alle case a ridosso della statale 115. Alla presenza di un funzionario della Soprintendenza ed altri tecnici verrà notificata la presa di possesso e da quel momento l'immobile diverrà definitivamente proprietà del Demanio della Regione.

Altre immissioni in possesso sono state già fatte lo scorso mese di luglio, altre a marzo. Ma finora i tecnici sulla loro strada hanno trovato solo terreni o vecchie abitazioni pericolanti. Adesso alcuni dei destinatari della missiva oltre al terreno hanno anche la casa dove vivono con la famiglia. La zona A che ricade nel vincolo di assoluta inedificabilità si estende per oltre 1.200 ettari di terreno.

Le procedure di esproprio avviate trent'anni fa ne riguardano solo una parte: poco più di 300. Ed ottanta sono stati acquisiti nell'ultimo anno. Vanno avanti gli espropri, ma anche le demolizioni. Dopo quelle fatte con le ruspe dell'esercito nel marzo del 2001 altre ne sono avvenute lo scorso anno.

fonte: lasicilia.it

L'anima gemella "green" Ecco dove e come trovarla

TROVARE l'anima gemella è complicato. Se poi si ha una spiccata sensibilità ambientalista l'impresa potrebbe risultare più ardua. Dove trovare il perfetto uomo o donna "green", che si preoccupa dello sterminio delle foche e dell'abbattimento delle foreste amazzoniche? Le occasioni sono tante. Basta sapere dove cercare. Il cuore eco-friendly batte su siti di incontri on line dedicati agli ambientalisti e negli appuntamenti face-to-face davanti a un cocktail verde, in tutti i sensi.

La ricerca. Un'ambientalista a caccia di un compagno altrettanto verde scrive disperata in un forum on line: "I miei ultimi appuntamenti sono stati uno show dell'orrore ecologico. Non chiedo di trovare un vegano che guida un'auto a biodisel, coltiva lattuga organica e veste con pantaloni di canapa, ma gli ultimi ragazzi con cui sono uscita trovavano difficile separare la carta dalla plastica. Dove posso trovare un'anima gemella attenta ai problemi dell'ambiente?". Niente di più semplice. Negli ultimi anni le occasioni di conoscersi per le persone eco-friendly si sono moltiplicate.

Aperitivo verde. Un'ottima occasione di socializzazione la offrono i Green Drinks. Un gruppo di persone riunite in un locale. La classica discussione: "Era rigore, no quello si è buttato", qui viene sostituita da "Secondo te l'eolico è l'energia del futuro?". Una rete internazionale di persone che si incontrano per un aperitivo e una chiacchierata su temi quali il cambiamento climatico e le energie rinnovabili. L'organizzazione, nata a Londra nel 1989 da un gruppo di stilisti con una coscienza ecologica, è attiva in 610 città sparse in giro per il mondo da New York a Milano, da Tokyo a Roma. Nella capitale italiana gli incontri sono organizzati dal mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. "Sono eventi estemporanei, non esiste un calendario preciso - dice a Repubblica il direttore Marco Fratoddi - contiamo di realizzarne uno in occasione del maxi-vertice climatico di Copenaghen di dicembre". Gli aperitivi verdi sono aperti a tutti, non solo agli "addetti ai lavori", ma anche agli eco-curiosi che vogliano conoscere meglio questo mondo. E naturalmente le bevande e il finger food sono biologici.

La mondanità incontra la sostenibilità durante i Green Drinks di Milano. Il terzo appuntamento meneghino si è svolto ad aprile nel cuore del Fuori Salone. "Hanno partecipato più di 250 persone - dichiara Stefano Indigenti di ClimatePartner Italia, organizzatore dell'evento - e abbiamo altri due Green Drink in programma entro la fine dell'anno". Nella lifestyle verde milanese si servono vino a chilometri zero e succhi di mela biologici da degustare in bicchieri in plastica riciclabile al 100 per cento accanto a stoviglie in amido di mais. E visto che l'ecologia è il trend del momento anche altri soggetti si sono lanciati nel mondo dell'aperitivo verde. Legambiente, e-gazette.it e Fa' la cosa giusta! hanno deciso di inaugurare a Milano un ciclo di sette incontri, gli apegreen, uno al mese da settembre 2009 a marzo 2010. Non convegni, ma momenti di formazione light davanti a un drink per tutti coloro che vorranno approfondire il tema della green economy.

Siti di incontri.
In questi anni di amore virtuale i siti di incontri si sono moltiplicati, ma trovare l'anima gemella verde prevede delle variabili che i siti generici non comprendono. Se siete vegetariani e non volete incappare in un amante della carne di manzo, vi conviene indirizzare le vostre ricerche su spazi dedicati a single con inclinazioni green: Planet Earth Singles, Green-Passions, GreenSingles e Whole Earth Friends. In questi contesti "amante degli animali" ha un significato ben più profondo di "coccolo il mio gatto come fosse mio figlio". In questo caso la persona ricercata sarà un vegano, probabilmente dedito allo yoga e alla filosofia buddhista che vive in armonia con la natura e tutte le creature. Addirittura gli appuntamenti sono puntualmente suddivisi per categorie: eco-friendly, vegetariani, biologici, diritti degli animali, pianeta Terra e molte altre variabili. Impossibile sbagliare. Planet Earth Singles dichiara approssimativamente di avere nei suoi data base 40 mila "green singles" a caccia di un compagno/a con cui condividere la loro personale definizione di romanticismo: "Cenare a lume di candela per risparmiare elettricità, fare la doccia insieme per non sprecare acqua, vestire indumenti di cotone, bamboo o canapa perché è più eco-sexy"

fonte: corriere.it

venerdì 25 settembre 2009

Ed anche i blogger per la libertà di stampa, cioè la loro libertà

logoSu Diritto alla Rete le ragioni per cui è importante che i blogger aderiscano alla manifestazione del 3 ottobre. Ecco l’appello che chiede due firme: una per l’appello sul sito di Repubblica, l’altro per la libertà di espressione in rete

Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.

L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.
Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata.

Muovendo da tali premesse riteniamo importante che la blogosfera e la Rete italiana partecipino alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di informazione, sottolineando che esiste una “questione informazione in Rete” che non può e non deve passare inosservata perché se la libertà della stampa concerne il presente quella della blogosfera riguarda, oltre il presente, il futuro prossimo di ciascuno di noi.
L’auspicio è pertanto che quanti hanno a cuore le sorti dell’informazione in Rete, il 3 ottobre aderiscano alla manifestazione chiedendo alla politica che, in futuro, ogni iniziativa governativa o legislativa si ispiri a questi elementari principi di libertà e democrazia che costituiscono la versione moderna dell’art. 11 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino:
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi per l’uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, pubblicare in Rete liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.
Nessun sito internet può formare oggetto di sequestro o di altro provvedimento che ne limiti o impedisca l’acceso se non in forza di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un giusto processo.

L’attività di informazione on-line di tipo non professionistico e non gestita in forma imprenditoriale è libera ed il suo svolgimento non può essere soggetto ad alcun genere di registrazione o altro adempimento burocratico.
La disciplina sulla stampa e quella sull’editoria non si applicano alle attività di informazione on-line svolte in forma non professionistica ed imprenditoriale.
Nessuno deve venir molestato per le sue opinioni, fossero anche sediziose, purché la loro manifestazione non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Guido Scorza – Istituto per le politiche dell’innovazione (guidoscorza.it)
Vittorio ZambardinoScene digitali (La Repubblica)
Alessandro GilioliPiovono rane (L’Espresso)
Enzo Di Frenna - enzodifrennablog.it (giornalista)
Arturo di CorintoFree hardware Foundation
Marco ContiniSocietà Pannunzio per la libertà di informazione
Ernesto BelisarioIstituto per le politiche dell’innovazione
Claudio Messora - Byoblu.con
Vincenzo Vita – Senatore della Repubblica
Giuseppe Giulietti – Portavoce Articolo 21

fonte: repubblica.it

Nasce il patto di Pittsburgh: il G20 sostituirà il G8

G8 addio, il vertice principale tra i grandi del pianeta diventa il G20. Che sarà l'unico ad occuparsi di questioni economiche mentre il G8, continuerà a riunirsi, ma si focalizzerà su altre questioni, come la sicurezza nazionale. Dal G20 nasce infatti una nuova intesa, che verrà denominata «Patto di Pittsburgh» dal nome della capitale della Pennsylvania dove si sta svolgendo il summit dei Grandi. Nella bozza del documento finale del vertice, si legge infatti che nasce il patto di Pittsburgh «per la crescita, con la creazione di un framework per lo sviluppo sostenibile. Questo patto prevede che il G20 diventi il forum dove i singoli paesi verificano l'implementazione e l'efficacia delle misure a sostegno dell'economia».

LA CASA BIANCA - È con un comunicato rilasciato dalla Casa Bianca dopo la cena di lavoro di stanotte a Phipps House a Pittsburgh che si segna l'inizio di un nuovo approccio alla governance economica globale e la fine del ruolo del G8 economico e dell'ordine economico come l'abbiamo conosciuto finora. Non più soltanto gestione della crisi, che appare superata, ma «la creazione di una architettura economica internazionale per il Ventunesimo secolo» come si recita nel titolo del comunicato. I 20 inoltre chiedono la costruzione di istituzioni internazionali più forti e più efficaci, con una maggiore apertura di Fondo Monetario e Banca Mondiale agli emergenti e con l'aggiunta del Financial Stability Board guidato a Mario Draghi come punto di riferimento per il controllo delle nuove regole, omogenee e verificabili per tutti che saranno finalizzate oggi. Fra queste, il rafforzamento dei parametri di capitale delle banche, controllo degli stipendi in funzione del rischio. Infine si indica il Global Forum come il principale veicolo per promuovere una maggiore trasparenza fiscale internazionale.

LE MISURE DECISE A PITTSBURGH - Ma oltre che ridefinire il nuovo ruolo del G20, nel vertice di Pittsburgh sono state prese diverse decisioni per riconfigurare l'economia mondiale sconvolta dalla crisi. Vediamo le principali.

DISOCCUPAZIONE - La disoccupazione - si legge nell'ultima bozza - rischia di crescere anche nei Paesi in via di ripresa. Nasce quindi la necessità di misure a sostegno dell'occupazione per favorire la formazione professionale di chi perde il posto e la creazione di nuovo lavoro, soprattutto nelle nuove tecnologie, nell'ambiente, nell'energia pulita e nelle infrastrutture. Il presidente di turno del G20, il presidente Usa Barak Obama, ha invitato il suo segretario al lavoro a organizzare, entro il 2010, un meeting internazionale, insieme all'Ocse, per valutare l'evoluzione del mercato del lavoro. Secondo i dati posti all'attenzione dei leader del G20 qui a Pittsburgh, gli interventi di stimolo all'economia varati dai governi hanno permesso di salvare tra i 7 e gli 11 milioni di posti di lavoro dall'inizio della crisi ad oggi.

BANCHE - Le banche - indica ancora il documento - devono contribuire a stimolare la crescita nel breve periodo assicurando un regolare flusso di credito a privati e imprese mentre nel lungo periodo devono rafforzare la propria base di capitale. Nel documento i leader ribadiscono inoltre gli obiettivi di maggiore trasparenza ed eticità del comparto finanziario onde evitare gli abusi degli ultimi anni. In quest'ambito viene ritenuto opportuno che i prodotti over the counter vengano trattati in mercati regolamentati entro il 2012. Inoltre viene delegato al Financial Stability Forum, l'organo guidato da Mario Draghi, uno studio che vagli ipotesi su come garantire maggiore trasparenza nei mercati dei prodotti derivati evitando abusi e manipolazioni.

LA REMUNERAZIONE DEI BANCHIERI - E proprio da Draghi arriva una proposta che prevede per i topo manager delle banche remunerazioni differite nel tempo, legate al rischio, al capitale e alle performance degli istituti di credito. Nessun riferimento ci sarebbe a eventuali tetti a bonus. Le linee guida del Fsb dovrebbero prevedere invece uno stretto legame ai nuovi standard di capitale delle banche: ci si attende un riferimento al fatto che le banche dovrebbero accumulare più capitale nei periodi di crescita economica, così da poter contare su un cuscino maggiore nei periodi di difficoltà.

ENERGIA - Bisogna ridurre gli incentivi fiscali sui combustibili fossili e 'convincerè i Paesi che li applicano - Cina e India in primis - a investire nell'energia pulita. È uno degli obiettivi che si pone il G20, come si legge nella bozza del documento finale. In particolare saranno l'Ocse e l'Aie a individuare soluzioni per ridurre i sussidi ai combustibili fossili nel 2020 per ridurre le emissioni di gas del 10el 2050. Il G20 chiede inoltre ai Ministri delle FInanze l'individuazione di possibili opzioni per finanziare soluzioni legate ai cambiamenti climatici.

fonte: corriere.it

A RIVA DEL GARDA TORNA LA BLOGFEST

Riva del Garda (Tn), una delle prime città in Italia ad essere completamente wifizzata, si prepara ad ospitare la seconda BlogFest. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre le blogstar nostrane e gli appassionati di social network e community in genere si riuniranno in occasione del festival italiano dedicato al web 2.0, alla passione per Internet e a tutto ciò che le gravita intorno: un momento d’incontro in cui superare le “barriere” del virtuale e dare volti e voci alle firme delle celebrità della rete.



Il viaggio nel “mondo del virtuale” inizierà per tutti dalla Vecchia Stazione di Riva del Garda, dove verranno distribuiti i badge ufficiali e i gadget, veri “feticci da nerd”. Da quel momento non ci sarà che l’imbarazzo della scelta fra i 8 BarCamp tematici allestiti nelle piazze del centro: uno generalista, ÈmortoilBarCamp?, che fa il punto sullo “stato di salute” di questi incontri aperti; un ErotiCamp Soft e uno Hard, in cui confrontarsi sui temi più piccanti; un PhotoCamp dedicato al mondo della fotografia; un MomCamp, in cui ritrovare tutte le mamme della rete e le community che le riuniscono; un To Do Camp, in cui parlare di produttività personale e “lifehacking”, pratica che nobilita l’ormai superato fai-da-te con creatività per trovare nuove soluzioni; un DissaporeCamp, dedicato al cibo, ai foodblogger e a tutti gli appassionati di cucina; uno YogaCamp per sgranchirsi e ritrovare il benessere dopo ore al pc.



Franco Bernabè, Amministratore Delegato di Telecom Italia – main sponsor della BlogFest 2009, ritroverà il pubblico degli utenti 2.0 in due diversi appuntamenti: la presentazione di Jpeggy - The art of shooting over ip, un progetto di Telecom Italia e Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per offrire uno spazio espositivo online ai fotografi emergenti; e l’incontro La blogosfera ritrova Franco Bernabé, in cui si parlerà della nuova Italia digitale.



E in tempi in cui la libertà di espressione e quella di informazione sono al centro dell’attenzione, si parlerà del ruolo dei blog anche nella twitterence - conferenza “anti-noia” nella quale gli interventi non potranno superare le 140 parole – Social world: un nuovo mondo costruito dal basso, in cui interverranno Paolo Ainio (fondatore di Virgilio, Banzai), Paolo Barberis (presidente Dada), Salvo Mizzi (responsabile digital service innovation Telecom Italia), Alberto Puliafito (regista, IK Produzioni), Stefano Rocco (direttore di Wired.it).



Per ripercorrere alcune tappe della storia della rete, in La storia siamo noi, nessuno si senta offline Gianluca Neri e Roberto Grassilli racconteranno – e illustreranno - i dieci episodi che hanno cambiato il mondo digitale quando il network era ancora asocial. Anche quest’anno si terrà poi la premiazione dei Macchianera Blog Awards 2009: a contendersi il premio per ognuna delle 26 categorie, i 5 blog più votati dalla web community, segnalati dagli stessi internauti.

A completare il calendario, numerose “chicche”: VenerdìNotte, un’edizione straordinaria di “SabatoNotte”, trasmissione radiofonica di musica, racconti e rumori, in onda su RadioNation, con Matteo Bordone, Gianluca Neri e Simone Tolomelli; il Workshop Futur3 e Progetto Luna sui servizi georeferenziati e gli scenari di hyperlocalmarketing con il lancio del test ufficiale dell’applicazione iLuna per iPhone/iPod Touch e LunaDesk per Windows, Linux e MacOSX; una WordPressFest per ricevere assistenza tecnica dagli utenti più esperti; un kindergarten con giochi e racconti per bambini ispirati alle fiabe; e tanta musica con il concerto dei Pausa Merlot e il dj set sotto le stelle di Fabio De Luca.

fonte: imgpress.it

Consiglio di Sicurezza, sì a risoluzione su disarmo e non proliferazione

STORICO - Si è trattato di un vertice storico. È la prima volta, infatti, che un vertice del Consiglio di sicurezza viene guidato da un presidente degli Stati Uniti da quando è stato costituito, nel 1946. E si è trattato inoltre del quinto meeting del Consiglio di sicurezza riunito a livello di capi di Stato, ed il primo a concentrarsi esclusivamente sulla proliferazione e il disarmo nucleare. «Ho convocato questo (vertice) per poter affrontare al più alto livello una minaccia fondamentale alla sicurezza di tutte le nazioni: la diffusione e l'utilizzo delle armi nucleari», ha detto Obama. «Questa importante istituzione è stata fondata agli albori dell'era nucleare, in parte perché la capacità umana di uccidere deve essere limitata, e nonostante abbiamo evitato un incubo nucleare nel periodo della Guerra Fredda, oggi affrontiamo una proliferazione di una complessità che richiede nuove strategie e nuovi approcci». Obama ha sottolineato che l'anno prossimo sarà «assolutamente critico» per determinare l'efficacia degli sforzi per fermare la diffusione e l'uso delle armi nucleari.

IL TESTO - La risoluzione presentata dagli Usa chiede «ulteriori sforzi nell'ambito del disarmo nucleare» ed esorta tutti i paesi che non hanno ancora firmato il trattato di non proliferazione nucleare del 1970 (Npt) a sottoscriverlo al più presto. La risoluzione chiede inoltre di porre fine alla proliferazione di armi nucleari, e ricorda ai membri dell'Npt di rispettare la promessa di non sviluppare armi atomiche. I cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza -- Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia -- sono tutti dotati di bombe atomiche. La risoluzione non menziona Paesi specifici, ma l'esortazione agli Stati che non hanno firmato il Tnp a partecipare allo sforzo per giungere al disarmo è un riferimento a India e Pakistan (mentre Israele non ha mai ammesso ufficialmente di avere ordigni atomici). La risoluzione, senza nominare direttamente Iran e Corea del Nord, menziona anche le «grandi sfide esistenti al regime di non proliferazione nucleare».

fonte: corriere.it

Navi dei veleni, Massimo Scalia: «Gli affondamenti sospetti denunciati sono 39»

L'agenda del confronto tra Governo e regioni, che viene rimandata di volta in volta, si è allungata ieri di un ulteriore punto: trovare tutte le navi dei veleni che giacciono in fondo al mare e bonificarle dai loro carichi di rifiuti. Una questione ritenuta di primario interesse nazionale e per questo di competenza diretta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo la richiesta partita dalla "Commissione ambiente e protezione civile" degli assessori regionali, coordinata da Silvio Greco, l'assessore all'ambiente della regione Calabria che si trova in prima fila sulla vicenda dopo la scoperta della nave affondata dalla 'ndrangheta davanti alle coste di Cetraro, e che è stata accolta all'unanimità dai rappresentanti delle regioni.

Il problema, dunque, hanno scritto nel documento approvato dalla "Commissione ambiente e protezione civile"delle Regioni, non è dei territori rivieraschi, ma dell'Italia intera.

«E' chiaro - ha dichiarato l'assessore all'ambiente della Calabria, Silvio Greco- che i traffici illeciti di rifiuti hanno una filiera lunghissima di responsabilità, che attraversa territori e confini. La cosa di cui ho paura e' il silenzio che abbiamo riscontrato su questa vicenda. Il ritrovamento della nave a Cetraro dimostra che il pentito di'ndrangheta Francesco Fonti aveva detto la verità ed indicatola localizzazione esatta del relitto, già molti anni fa, ma lo Stato non si era mosso».

La conferma che la Rigel, un'altra nave affondata sui fondali calabresi con un carico sospetto, fu fatta naufragare di proposito arriva dalla sentenza di condanna per naufragio doloso, in base all'art. 428 del codice penale, emessa dal tribunale di La Spezia il 20 marzo 1995, confermata in appello dal tribunale di Genova il 10 novembre 1999 e resa definitiva in Cassazione il 10 maggio 2001. E questa secondo Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente «costituisce un tassello fondamentale per giungere alla verità sulle navi dei veleni» ma continua Venneri «Per fare chiarezza sull'intera vicenda che vede coinvolti industriali, politici, trafficanti d'armi, faccendieri, mafiosi e servizi segreti deviati, è necessario riaprire l'inchiesta e individuare il relitto con il suo carico».

Secondo il pentito Fonti sarebbero almeno 30 le navi affondate con l'obiettivo di smaltire illegalmente rifiuti e oltre agli interi vascelli ci sarebbero in fondo al mare un numero imprecisato di fusti contenenti residui pericolosi. Una vicenda che pare coinvolgere anche il tratto di mare di fronte le coste toscane, per cui il governatore Claudio Martini ha scritto al premier per chiedere un intervento del governo.

Ne abbiamo parlato con Massimo Scalia (Nella foto), che è stato presidente della prima commissione bicamerale d'inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti, la commissione "Ecomafie", istituita nel 1995.

E' vero che si sapeva di questo sistema illegale di smaltimento di rifiuti e che lo Stato non si è mosso?

«Vorrei ricordare il 20 novembre 2000, quando nello stupendo palazzo dei Normanni a Palermo le commissioni parlamentari Antimafia e Ecomafie organizzarono il convegno "Le rotte delle ecomafie", presenti tutti i massimi responsabili delle forze addette al contrasto della criminalità organizzata. "Lo stato si è mosso", affermarono convinti molti dei partecipanti nella sala gremita. Non è stato purtroppo così. Il memoriale del pentito Fonti era già noto da tre anni, ma la sua complessità e la ricchezza delle sue informazioni erano state in qualche modo un fattore di scarsa credibilità, sembrava "costruito" si diceva. Oggi i riscontri effettuati dalla procura di Paola rilanciano invece le indagini e le ipotesi che varie procure e la commissione Ecomafie avevano avanzato nel corso degli anni '90: un panorama di traffici di rifiuti pericolosi o radioattivi, di smaltimenti criminali e complicità politiche in Italia e fuori. Si era capito che il traffico attraversava tutto il Mediterraneo, aveva superato lo stretto di Suez e la Ecomafie fu la prima sede istituzionale a ufficializzare la "waste connection" - armi per i signori della guerra somali in cambio di territorio per seppellire le scorie più nocive - per la quale Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono assassinati. In questo contesto il documento approvato dalla "Commissione ambiente e protezione civile" con la richiesta di un impegno a livello nazionale è un passo senz'altro importante».

Quanto ha inciso su questo traffico illegale il gap impiantistico, che riguarda soprattutto il settore dei rifiuti speciali nel nostro paese?

«L'inadeguatezza impiantistica e di sistema del nostro paese nella gestione dei rifiuti riguarda tutto il comparto. Basti pensare al grave ritardo che anche nel nord del Paese ha caratterizzato il raggiungimento dell'obiettivo di legge del 35% di raccolta differenziata. Questi ritardi e questa arretratezza, particolarmente vistosa per i rifiuti speciali, è alla base di quell'ininterrotto flusso di rifiuti che per vent'anni ha attraversato l'Italia da nord a sud per venire smaltito con i buoni uffici della camorra o della ‘ndrangheta, seguendo anche una "rotta adriatica" e esportando nelle aree non tradizionali la presenza della criminalità organizzata. Una situazione ampiamente documentata dalle, due commissioni Ecomafie che ho presieduto fino al 2001.

Ma quando parliamo delle ‘navi dei veleni' lo scenario assume inevitabilmente una dimensione internazionale, come ho già accennato».

Da quanto sostiene il pentito Fonti sarebbero molti i casi di affondamento, le risulta?

«C'è da precisare, nell'annosa vicenda delle "carrette" a perdere, che gli affondamenti sospetti presso le coste italiane, denunciati nel periodo che va dal 1979 al 1995, riguardano 39 casi.

Attenzione però, le cartine degli affondamenti forniscono solo indicazioni di massima e infatti, nonostante l'impegno della commissione Ecomafie in sinergia con l'azione delle procure più sensibili e attente alla questione, non si cavò un ragno da un buco, incluse le ricerche fatte espletare dall'Anpa per la "Rigel", affondata nel 1987 in prossimità di capo Spartivento nel sud della Calabria (non si trovò nulla: forse non fu felice la scelta della società operativa cui venne affidata la ricerca). Oggi il ritrovamento della Cunsky è il fatto nuovo».

Una volta che i carichi verranno trovati chi dovrà mettere le risorse per la loro rimozione e per le bonifiche e di chi sarà la competenza?

«Penso che da tutto questo scaturiscano alcune precise indicazioni operative. Dal punto di vista giudiziario indagini così complesse, impegnative e costose richiedono il supporto e il coordinamento della procura nazionale antimafia, a partire dalle indagini in corso e da quelle degli anni '90. Questo livello giudiziario esplicita il carattere nazionale del problema e indica nel governo il principale attore per un programma di individuazione e recupero dei relitti con il loro carico. Sperando che in tutti questi anni pressione, erosione e corrosione non abbiano già significativamente aperto la strada alla contaminazione dei veleni».

fonte: grenreport.it

Un calcio agli ogm

Questa mattina infatti, un enorme disegno di circa 800 metri quadri è comparso in una risaia biologica nella provincia di Milano. "L'Italia è il principale produttore di riso e di biologico a livello europeo, che senso ha rischiare col riso transgenico? Anche la Bayer ha ammesso che questo riso potrebbe accidentalmente germinare, col rischio di contaminare la produzione nazionale - denuncia Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia - Tutto ciò mentre permangono i dubbi sulla sicurezza per il consumo animale e umano degli OGM. Vogliamo mandare un messaggio forte al governo italiano e alle autorità europee per impedire l'importazione del riso transgenico."

Gli attivisti di Greenpeace hanno lavorato diverse ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM. L'obiettivo è proteggere il riso e l'agricoltura italiana dalla minaccia dell'ingegneria genetica nel settore agro-alimentare.

Il disegno è stato realizzato in un campo di riso della varietà "volano" in un'azienda convertita al biologico da ormai 20 anni, e compresa nel territorio del Parco del Ticino. L'attività di Greenpeace si è svolta con l'appoggio del Parco.

"Il Parco del Ticino da molti anni applica una politica agricola improntata all'agricoltura biologica e integrata per salvaguardare sia la biodiversità e per tutelare il paesaggio. - dichiara Milena Bertani, Presidente del Parco Ticino - Per questo appoggiamo la campagna di Greenpeace contro la commercializzazione di riso OGM, considerando che proprio il riso è uno dei prodotti più significativi del nostro territorio, che vogliamo mantenere non-ogm."

A livello europeo presto si dovrà votare per l'autorizzazione all'importazione del riso Ogm della Bayer (LL62), modificato per resistere a un erbicida tossico, il glufosinato. Il glufosinato, spiega una nota, è considerato così pericoloso per gli esseri umani e per l'ambiente che presto sarà vietato in Europa.

fonte: greenplanet.net

FEDERLEGNOARREDO: PRESENTATO RAPPORTO

FederlegnoArredo ha presentato il secondo Rapporto Ambientale, realizzato dall'Ufficio Ambiente della Federazione a sottolineare la centralità della sostenibilità ambientale nella filiera del legno-arredamento. E' un'analisi qualitativa e quantitativa dei dati pluriennali relativi ai principali indicatori ambientali determinati dai sistemi produttivi di filiera quali riciclo, produzione di rifiuti, consumi energetici. Emerge un deciso aumento nell'uso di materie prime con caratteristiche ecologiche (18,32% del totale, +59% rispetto al 2005, primo anno di indagine). Inoltre risulta fondamentale il contributo energetico derivante dall'utilizzo di scarti di produzione, che nel quadriennio in oggetto di indagine non e' mai sceso al di sotto del 20% che fornisce un contributo al fabbisogno energetico quasi pari a quello di metano e gas naturale. "La seconda edizione del Rapporto Ambientale - sottolinea Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo - testimonia l'impegno della Federazione ad affiancare le imprese del settore verso la sostenibilita' ambientale. Alla tradizionale qualita' produttiva e' infatti strategico e vitale affiancare prestazioni ambientali in linea con le aspettative odierne. Ritengo infatti che la ripresa passi attraverso le eccellenze ambientali, che la filiera del legno per sua natura gia' puo' vantare, supportate da un'innovazione tecnologica attenta ai temi legati all'ambiente".

Il Rapporto Ambientale assume ancora piu' importanza in vista dei nuovi accordi sul clima che saranno discussi a dicembre a Copenaghen e dove fondamentale e' porre l'attenzione anche sul ruolo che i prodotti in legno hanno nello stoccare carbonio per tutto il ciclo di vita. Questo sarebbe un ulteriore e decisivo passo per la diffusione del legno che oggi, proprio per le sue peculiarita', e' al centro delle attenzioni di progettisti e costruttori. Inoltre, in molti paesi industrializzati, l'utilizzo del legno al posto di altri materiali e' considerato strumento importante per le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici proprio per lo stock di carbonio in esso contenuto. Il secondo rapporto e' dunque strumento prezioso per le istituzioni italiane per decidere in merito. Le performance fotografate dal Rapporto derivano da un processo continuo di innovazione e investimenti in prodotti, processi e macchinari. Dai dati emerge infatti che i soli investimenti ambientali in impianti e macchinari superano 31 milioni di euro. "Indicativo che, in un anno difficile come il 2008 - sottolinea Enrica Foppa Pedretti, Presidente della Commissione Ambiente FederlegnoArredo - molte aziende si siano comunque orientate verso produzioni piu' sostenibili per essere piu' appetibili nei confronti dei consumatori e per soddisfare le esigenze specifiche dei mercati internazionali. C'e' infatti piena consapevolezza nelle aziende che il momento delicato che attraversiamo rende indispensabile concentrarsi su quelle che sono le vere priorita', quei temi che possono rappresentare una svolta per il rilancio della competitivita' delle nostre imprese e della nostra economia". I dati presentati sono il risultato dell'elaborazione di un questionario compilato da un campione di 75 aziende che rappresentano un fatturato di 2 miliardi 344 milioni di euro e piu' di 10.000 addetti.

fonte: ambiente.it

Berlusconi chiede sconti sulla CO2 L’Ue: «Limiti non sono negoziabili»

Berlusconi chiede lo sconto ma l’Europa non lo concede. Il presidente del consiglio avrebbe chiesto in una lettera rivolta al capo della Esecutivo Ue Barroso di concedere all’Italia un aumento sul tetto delle emissioni di anidride carbonica. La replica della Commissione, per bocca della portavoce Barbara Hellfrich, non si è fatta attendere. «I tetti sull’assegnazione sono stati definiti e adottati attraverso un processo basato sulla legislazione europea e non sono rinegoziabili» ha detto la funzionaria europea riferendosi alle voci di stampa che riportavano il contenuto della lettera.

Sulla vicenda è giunta nel pomeriggio una dichiarazione di Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del consiglio, che parla di un “caso” montato ad arte. «Il governo italiano – sostiene Bonaiuti – ha mandato una lettera al presidente Barroso per segnalare le gravi difficoltà per le aziende italiane a causa dell'assegnazione delle quote di riduzione del CO2 chiedendo il suo personale interessamento per arrivare ad una soluzione condivisa»
Bruxelles, comunque, conferma il tetto di emissioni assegnato al nostro paese nel 2007, quando alla proposta del governo di attribuire all’industria 209 milioni di tonnellate di CO2, la Commissione rispose assegnando il 6,3% in meno, pari a una quota annua di 195,8 milioni di tonnellate. In quell’occasione, fanno notare dall’Europa, l’Italia non ha presentato alcun ricorso entro il termine previsto di due mesi.
La notizia di una missiva che chiedeva maglie più larghe per gli inquinatori ha suscitato la reazione sdegnata di Dario Franceschini, secondo il quale «proprio mentre il tema ambientale diventa un punto di forza per uscire dalla crisi, il presidente del Consiglio insiste a chiedere sconti nell’impegno italiano per la riduzione di gas serra». Una posizione, spiega il segretario del Pd, che ridicolizza l’Italia agli occhi delle istituzioni internazionali.
In soccorso del premier giungono le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, secondo la quale «il presidente Berlusconi ha ribadito, intervenendo all’Onu, la centralità della questione ambientale­ nell’attuale contesto internazionale». Il ministro difende anche l’impegno dell’esecutivo verso un accordo a Copenaghen, rivendicando il merito del «raggiungimento al G8 de L’Aquila dell’accordo sul limite di 2 gradi alla crescita della temperatura rispetto ai livelli preindustriali».
Ma la portavoce dei Verdi, Grazia Francescato, definisce «una vergogna che Berlusconi cerchi di frenare l'Unione Europea nella lotta ai cambiamenti climatici. Invece di tentare sottobanco di rivedere i tetti di emissione – aggiunge Francescato – il governo italiano dovrebbe finalmente dotarsi di uno straccio di strategia per lo storico incontro di Copenaghen».

fonte: lanuovaecologia.it

Il pentito: 30 le navi dei veleni

Notizia Il relitto di Cetraro

Link Legambiente, 15 anni di denunce

Link La nostra inchiesta del febbraio 2008

E' da quel relitto adagiato sul fondo del mare di Calabria che partirà la nuova fase dell'inchiesta sui legami tra lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e criminalità organizzata. Inchiesta ora trasmessa "per competenza funzionale e logistica" alla procura di Catanzaro. Se il relitto è quello della Cunski, e se dal prelievo di campioni si accerterà la presenza di materiale radioattivo a bordo, allora le rivelazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti avranno una solida conferma. Fonti, legato per trent'anni alle cosche della 'ndrangheta di San Luca, ha raccontato di aver fatto affondare tre navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi. Una di queste era la Cunski, colata a picco nel 1992 con il suo carico: 120 fusti di metallo contenenti fanghi radioattivi. Il pentito ora non parla. O meglio: non parla con i magistrati. Per il momento mostra di preferire i giornalisti, almeno fintanto che non verrà riammesso al programma di protezione testimoni, come lui continua a chiedere.

In alcune interviste a organi di stampa, ha raccontato che nell'affondamento delle navi e, più in generale, dello smaltimento di rifiuti tossici e nocivi, c'é il coinvolgimento dei servizi segreti e di politici. L'uomo, che attualmente non è sottoposto ad alcun regime di protezione e si trova agli arresti domiciliari, ha riferito di avere partecipato direttamente all'affondamento di tre navi nei mari calabresi, la Cunsky, che potrebbe essere quella individuata a Cetraro, la Yvonne A e la Voriais, ma di avere saputo che complessivamente le imbarcazioni fatte affondare con i loro carichi di rifiuti sono una trentina. Secondo il collaboratore, i rifiuti provenivano da industrie chimiche e farmaceutiche italiane ed europee e che i servizi segreti facevano da filtro con i politici e da intermediari con le cosche della 'ndrangheta incaricate dello smaltimento. Al riguardo ha raccontato di avere incontrato esponenti della Dc e del Psi. Fonti, secondo il quale ogni carico veniva pagato dai 3 ai 30 miliardi di vecchie lire, ha anche riferito che parte dello smaltimento avveniva in Somalia.

Oggi il procuratore di Paola, Bruno Giordano, che finora ha condotto l'inchiesta, è stato ascoltato a Roma dalla Commissione bicamerale sui rifiuti. Un'audizione secretata data l'inchiesta in corso. "L'attenzione è stata estrema - ha commentato Giordano alla fine dell'incontro - e tutto lascia pensare che ci sia la volontà di venire a capo di questa situazione". Sul trasferimento dell'inchiesta ha poi detto: "Mi pare chiaro, quindi che gli ulteriori approfondimenti debbano ora essere operati dalla Direzione distrettuale antimafia in collegamento con le altre direzioni distrettuali, che già si sono occupate a vario titolo di Fonti e di altri casi analoghi. E poi perché la gestione dei collaboratori di giustizia è comunque un'attività della distrettuale". " Io ho rubato la mela, nel senso che ora nessuno potrà dire che non c'é l'albero che le fa. Ora, per le altre mele, chi ha spalle più larghe delle mie dal punto di vista logistico e della competenza, deve scuotere l'albero e metterci la rete sotto, possibilmente"

fonte: lanuovaecologia.it

Il ddl 'Comunitaria 2009' approvato dalla Camera

Il disegno di legge che comprende il Pacchetto Clima 20-20-20 è stato approvato oggi alla Camera, ora si attende il passaggio in Senato.
Entro il 2020, secondo i dettami del Pacchetto Clima, il Governo dovrà incentivare al risparmio energetico puntando al raggiungimento di obiettivi quali l’incremento dell’efficienza energetica del 20%, la riduzione dei consumi energetici del 20% nonché l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili di un ulteriore 20%.
Gli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi climatici saranno d’aiuto alla crescita dell’economia verde e aumenteranno la sensibilità nei confronti delle problematiche ambientali.

fonte: rinnovabili.it

Risorse rinnovabili esaurite la Terra entra in riserva

Signori, si chiude. Se il pianeta fosse gestito come una famiglia all'antica, di quelle che non chiedono prestiti, domani dovrebbe serrare i battenti: le risorse sono finite. Ovviamente il mondo andrà avanti, ma a credito. Prenderemo energia, acqua e minerali a spese del futuro, restringendo il capitale di natura che abbiamo a disposizione. Il 25 settembre è l'Earth Overshoot Day, il momento dell'anno in cui la specie umana ha esaurito le risorse rinnovabili a disposizione e comincia a divorare quelle che dovrebbero sostenere le prossime generazioni.

A calcolare la data è il Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica dell'umanità, cioè il segno prodotto sul pianeta dalla nostra vita quotidiana: dalle bistecche che mangiamo, dai cellulari che compriamo, dagli aerei che usiamo. Per millenni, fino alla rivoluzione industriale, questo segno è rimasto sostanzialmente invisibile. Ci sono stati scompensi ecologici anche violenti, ma localizzati: a livello globale gli effetti prodotti dall'esistenza di centinaia di milioni di esseri umani si confondevano con le oscillazioni periodiche della natura.

L'impatto si è fatto più consistente dall'inizio dell'Ottocento, ma solo negli ultimi decenni è cominciata la crescita drammatica che, a parte la battuta d'arresto prodotta dalla crisi economica, non accenna ad arrestarsi. Nel 1961 l'umanità consumava la metà della biocapacità del pianeta. Nel 1986 ci siamo spinti al limite ed è arrivato il primo Earth Overshoot Day: il 31 dicembre le risorse a disposizione erano finite. Nel 1995 la bancarotta ecologica è arrivata il 21 novembre. Dieci anni dopo i conti con la natura sono entrati in rosso già il 2 ottobre. Ora siamo retrocessi fino al 25 settembre: consumiamo il 40 per cento in più rispetto alle risorse che la Terra può generare. Nel 2050, se la crisi energetica non ci avrà costretto alla saggezza ecologica, per mantenere i conti in pareggio avremo bisogno di un pianeta gemello da usare come supermarket per prelevare materie prime, acqua, foreste, energia.

Forse non andrà così perché l'Earth Overshoot Day cade 80 giorni prima della conferenza di Copenaghen che costringerà il mondo a fare i conti con la più drammatica delle minacce create dal sovra consumo: il caos climatico derivante dall'uso smodato dei combustibili fossili e dalla deforestazione. La conferenza delle Nazioni Unite dovrà indicare la terapia per far scendere la febbre dell'atmosfera e la cura per ridurre le emissioni serra servirà anche a diminuire l'impronta complessiva dell'umanità.
L'esito del summit di Copenaghen appare però incerto ed è probabile che si concluderà con una faticosa mediazione, mentre solo una scelta forte a favore dell'innovazione tecnologica e di un ripensamento sugli stili di vita può rallentare il sovra consumo che mina gli equilibri ecologici. "La contro prova l'abbiamo avuta adesso", commenta Roberto Brambilla, delle Rete Lilliput che cura, assieme al Wwf, il calcolo dell'impronta ecologica. "Abbiamo sperimentato la crisi più grave dal 1929 e il risultato, in termini ecologici, è stato modesto: l'anno scorso l'Earth Overshoot Day è arrivato il 23 settembre, quest'anno il 25. Il colpo durissimo subito dall'economia mondiale ha spostato la data di soli due giorni. Questo significa che, se non si cambia il modello produttivo, neppure la malattia del sistema, con tutti i problemi connessi, può guarire l'ambiente. Al contrario diminuire il peso dell'impronta ecologica potrebbe aiutare l'economia. Ad esempio il 97 per cento del nostro patrimonio edilizio è costruito in modo inefficiente: ci sarebbe da fare cappotti isolanti per le pareti, tetti verdi e finestre con vetri ad alto isolamento da oggi al 2030".

fonte: repubblica.it
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Passatempo Preistorico

Moonstone Madness

Pronti a partire, pronti per distruggere tutto? Bene, allora fate un salto indietro nell'era preistorica e immergetevi in questa nuova avventura dal gusto tribale. A bordo del vostro cinghiale dovrete raccogliere le gemme preziose necessarie per passare alle missioni successive, saltando gli ostacoli se non volete perdere il vostro bottino e distruggendo i totem a testate per conquistare altre gemme utili. Inoltre, una magica piuma vi catapulterà verso il cielo dove punti e gemme preziose sono presenti in gran quantità, per cui approfittatene! cercate di completare la missione entro il tempo limite, utilizzando le FRECCE direzionali per muovervi, abbassarvi e saltare, e la SPACEBAR per prendere a testate i totem.

Change.org|Start Petition

Blog Action Day 2009

24 October 2009 INTERNATIONAL DAY OF CLIMATE ACTION

Parco Sempione - Ecopass 2008