venerdì 30 novembre 2007

Anche l'Indonesia vittima dei cambiamenti climatici

L'impatto devastante del riscaldamento globale è più che tangibile in Indonesia, un paese particolarmente vulnerabile per la combinazione di alta densità della popolazione e alto tasso di biodiversità presente lungo gli 80.000 km di coste e sulle 17.500 isole che la compongono. A pochi giorni dall'avvio del vertice sul clima che si svolgerà nell'isola indonesiana di Bali, il WWF lancia al livello globale il nuovo rapporto Il cambiamento climatico in Indonesia - Le conseguenze per gli esseri umani e la natura che registra la diminuzione del 2-3% delle piogge rispetto alla media, una situazione aggravata dal fatto che l'Indonesia è il quarto stato più popoloso del mondo (232 milioni di abitanti) dopo Cina, India e Stati Uniti.

"La diminuzione delle piogge durante la stagione umida si traduce in un alto rischio di siccità e, di conseguenza, una minore resa delle coltivazioni, instabilità economica e, in definitiva, rischio che la popolazione non abbia di che nutrirsi" osserva Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF Italia "Una situazione che non consentirà all'Indonesia di fare passi avanti nella lotta alla fame e alla povertà".

L'incremento delle piogge durante la stagione secca, invece, provoca il rischio di alluvioni, come è accaduto proprio a Giacarta a febbraio scorso, quando l'acqua ha inondato ben 70.000 case costringendo circa mezzo milione di persone alla fuga. Le vittime sono state 69 e le perdite quantificate in 4.1 miliardi di rupie indonesiane, circa 300 milioni di euro. Gli impatti dei cambiamenti climatici sono riscontrabili in tutta la regione dell'Asia-Pacifico. Ondate di calore più frequenti e intense, alluvioni, eventi meteorologici estremi e periodi di siccità prolungata continuano a provocare danni, malattie e purtroppo anche morte. La temperatura in continua ascesa causerà un numero sempre crescente di casi di malaria, di febbre dengue e di altre malattie infettive che sono una diretta derivazione malnutrizione, dovuta alla minore disponibilità di cibo. L'Indonesia inoltre è un significativo produttore di gas serra a causa della deforestazione e dal cambio d'uso dei terreni; si stima che ogni anno siano interessati a questo processo circa 2 milioni di ettari di terreno e che ad esso sia dovuto l'85% del totale delle emissioni indonesiane. Da non sottovalutare il fatto che il paese è un buon produttore e consumatore di carbone.

"L'Indonesia ospita un'incredibile quantità di esseri viventi e gran parte della biodiversità del pianeta. Il governo indonesiano deve guidare in maniera seria la lotta contro i cambiamenti climatici" prosegue Bologna. "La sfida è mettere in cima all'agenda politica ed economica l'adattamento ai cambiamenti climatici e l'uso sostenibile della terra anche con l'aiuto dei paesi industrializzati. Il summit dell'ONU sul clima che si terrà a Bali è una sfida e un'opportunità: i ministri di 190 paesi dovranno lavorare duramente e mettersi d'accordo su tagli drastici alle emissioni di CO2 a partire dal 2012".

Il dossier "L'impatto dei cambiamenti climatici nei paesi dell'Asia-Pacifico" (in inglese, pdf) >

I documenti WWF sul meeting di Bali, il report Indonesia tradotti in italiano >

Partecipa al blog del climatologo del CNR Antonello Pasini, Kyoto Fisso >


fonte: wwf.it

E' partita la rinascita del bosco di Vanzago

Cento ascoltatori di RDS, provenienti da tutta Italia, hanno dato il via al progetto di recupero e ampliamento del Bosco WWF oasi di Vanzago.

La messa a dimora di oltre duecento querce tra farnie e roveri, oltre che alcuni tassi e agrifogli, è il primo tassello di un più ampio progetto che prevede la messa a dimora di circa 10.000 tra alberi e arbusti.
L’Oasi WWF Bosco di Vanzago, a nord di Milano vicino alla nuova fiera, è uno degli ultimi lembi degli antichi boschi padani, tipici dell’alta pianura, caratterizzato da roveri secolari, farnie, olmi, aceri campestri, carpini bianchi, tigli, ciliegi selvatici. Il bosco è però in uno stato di sofferenza per l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

“Grazie agli amici di RDS che negli scorsi mesi hanno avviato una campagna di raccolta fondi che ha portato circa 100.000 euro, vogliamo recuperare almeno un tassello di natura italiana, che sta soffrendo a causa dei cambiamenti climatici.” – commenta Enzo Venini, presidente WWF Italia –“ Il grande contributo arrivato dagli ascoltatori di RDS e dagli amanti della Natura ci permette di fare un buon progetto, potendo contare sulle risorse necessarie. Quello iniziato oggi è un gesto concreto, che il WWF restituirà alla collettività mettendo l’oasi a patrimonio di tutti, com'è nello spirito della gestione delle Oasi WWF”.

“Gli interventi che abbiamo programmato, la messa a dimora di specie autoctone dell’alta pianura e il controllo delle specie esotiche, vogliono migliorare il bosco per rispondere ai cambiamenti climatici che anche qui in pianura padana si fanno sentire” ha detto Antonio Canu responsabile scientifico di WWF Oasi.

"Insieme ai nostri ascoltatori abbiamo raggiunto e superato l’obiettivo che ci eravamo fissati. L’impegno di questa estate ha dato i suoi frutti e ora guardiamo già avanti verso il prossimo progetto: RDS e WWF saranno ancora in prima linea per salvaguardare le aree verdi italiane dagli effetti dei cambiamenti climatici” ha commentato Edoardo Montefusco presidente di RDS >

fonte: wwf.it

Bruxelles. Lobby Ogm alle spalle della Commissione

Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in scena a Bruxelles. Hanno eseguito una parodia di fronte alla sede della Commissione Europea: "travestiti" da lobbisti di aziende biotech chiedevano autorizzazioni per vendita e commercio di Ogm in Europa. Dietro la parodia c'è la forte e seria richiesta di maggiore trasparenza sulle "relazioni lavorative" tra lobby biotech e Commissione.

Nei prossimi giorni, i commissari europei voteranno una proposta del commissario all'Ambiente, Stravos Dimas, per negare l'autorizzazione di due mais Ogm, dannosi per l'ambiente. I due mais Ogm in questione sono prodotti da Syngenta e Pioneer/Dow, modificati per essere teoricamente resistenti ad alcuni parassiti.

Recenti studi dimostrano che piante transgeniche in grado di produrre tossine possono avere una serie di effetti non voluti e imprevisti: dall'avere effetti negativi su effetti benefici al contaminare la vita acquatica

Gli attuali regolamenti Ue richiedono alla Commissione Europea - nel momento in cui si trova a decidere per l'autorizzazione di nuovi Ogm - l'applicazione del principio di precauzione, considerando gli effetti rilevanti legati agli Ogm, come nuove evidenze scientifiche o fattori di rilevanza sociale.

I sondaggi continuano a mostrare che gran parte degli europei è contraria all'utilizzo di Ogm, sia per uso alimentare che per il rilascio in ambiente. Inoltre una maggioranza di stati europei si è ripetutamente espressa contro gli Ogm. Nonostante ciò, la Commissione Europea li continua ad autorizzare. Con il forte supporto del governo statunitense.

Greenpeace denuncia la sproporzionata influenza dell'industria Ogm in alcuni uffici della Commissione. I gruppi di lobby come la European Federation of Biotechnology (EFB) ed EuropaBio - che rappresentano gli interessi della aziende agrochimiche - hanno eccellenti relazioni lavorative con la Commissione.

fonte: greenpeace.org

Finanziaria: Pecoraro, i mille treni per i pendolari sono un dovere

Necessari per cittadini, mobilità sostenibile, ambiente e clima

“Trovare la copertura per l’acquisto dei mille nuovi treni per i pendolari, su cui l’esecutivo si era già impegnato, è un dovere a cui il Governo non può sottrarsi. Proprio per queste ragioni ho scritto, già nei giorni scorsi, una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi ed al Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa”. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare Alfonso Pecoraro Scanio.

“Il potenziamento delle tratte per i pendolari e l’acquisto di nuovi treni per i pendolari - sottolinea il ministro dell’Ambiente - sono misure necessarie a modernizzare l’Italia ed indispensabili sia per migliorare la qualità della vita dei cittadini che per affermare un sistema di mobilità realmente sostenibile che riduca le emissioni dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici”.

“Sono sicuro che il Governo - ha concluso Pecoraro Scanio -, che si è già impegnato in una riunione di maggioranza per trovare le risorse necessarie per la copertura economica dei mille treni e far si che i finanziamenti per il trasporto pubblico locale diventino strutturali, saprà accogliere questa forte richiesta di civiltà ed innovazione, per il bene dei cittadini e del Paese”.


fonte: minambiente.it

«Le foreste salvano l'Italia»

Nel nostro paese l'inquinamento da carbonio è in aumento ma le foreste in espansione hanno assorbito il 10% in più del totale delle emissioni. Uno studio dell'Università di Helsinki condotto sui 27 paesi Ue e pubblicato da "Energy policy"/Sos Amazzonia
A dispetto del protocollo di Kyoto, in Italia l'inquinamento da carbonio è aumentato nell'ultimo decennio ma per fortuna le foreste, in espansione, hanno assorbito il 10 per cento in più del totale delle emissioni ed evitato guai. Lo segnala uno studio dell'Università di Helsinki condotto sui 27 paesi dell'Unione Europea, pubblicato oggi dalla rivista britannica 'Energy Policy'. Secondo gli esperti finlandesi proprio le foreste sono la chiave di volta per raggiungere l'obiettivo europeo di ridurre la produzione di gas serra del 20 per cento entro il 2020.

Gli esperti hanno scoperto che a dispetto della crescita di popolazione e della diffusa preoccupazione per i rischi della deforestazione, i boschi di 22 dei 50 paesi con la maggiore superficie arborea, tra cui numerosi membri dell'Ue, si sono ulteriormente estesi. Quest'espansione ha permesso il contenimento di ben 126 milioni di tonnellate in più di carbonio all'anno nei 27 paesi europei, cifra equivalente all'11 per cento di emissioni totali prodotte nel territorio.

La percentuale di biossido di carbonio catturata dagli alberi varia da stato a stato: si va dal 15 per cento di paesi come Lettonia - dove le foreste bilanciano anche più delle emissioni pro capite -, Lituania, Bulgaria e Slovenia, al 10 per cento di paesi con pochi boschi come Belgio, Olanda e Danimarca. L'Italia, densamente popolata e scarsa di foreste ma dalla ricrescita arborea sorprendentemente veloce, si attesta nella seconda metà della classifica.

«Le emissioni italiane sono piuttosto aumentate negli ultimi 10 anni: dai 117 milioni di tonnellate di carbonio prodotte nel 1994 si è passati ai 131 milioni del 2004, cifra che supera le emissioni francesi e spagnole», ha spiegato all'Ansa Pekka Kauppi, professore di scienze e politiche ambientali all'università di Helsinki e co-autore dello studio. Nonostante ciò, gli alberi da soli nel 2005 hanno contenuto 636 milioni di tonnellate rispetto alle 423 del 1990: 113 tonnellate annue assorbite in più nell'arco di 15 anni, quasi il 10%.

«Politiche che accelerano l'espansione della biomassa delle nostre foreste non solo rappresentano una strategia vincente per cambiamenti climatici e biodiversità, ma aprono anche opportunità economiche - ha commentato Laura Saikku, collaboratrice del progetto - I proprietari terrieri possono beneficiare di nuove industrie come quelle di produzione di bioenergia a partire dalle foreste, il che aiuta anche a ridurre uno dei maggiori pericoli contro l'espansione dei boschi: la deforestazione effettuata al fine di produrre biocarburanti agricoli in alternativa ai carburanti fossili».

fonte: lanuovaecologia.it

«Finanziaria ammazza-treni»

Oltre ai 1.000 nuovi treni "promessi e non mantenuti", sulle linee più calde sparirà un treno su quattro. O i biglietti aumenteranno del 20%. I pendolari protestano al fianco di Legambiente davanti a Montecitorio/Ecco le linee a rischio
Varese–Milano, Torino–Novara, Genova–Savona, Bologna–Verona, Roma–Ciampino, Bari–Barletta, Palermo-Messina. Sono alcune delle tratte pendolari più calde e le prime a essere sacrificate dalla Finanziaria 2008. «I pendolari italiani non sono disposti ad accettare la beffa di nuovi tagli, per cui sparirà dalle linee più frequentate 1 treno su 4. E soprattutto rivogliono i mille treni promessi e “scomparsi” dalla Legge di Bilancio. Per questo oggi manifestano con Legambiente davanti a Montecitorio» spiega in una nota l'associazione ambientalista.

«Siamo di fronte a una Finanziaria ammazza-treni - denuncia Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - I 1.000 nuovi treni pendolari previsti nel piano industriale delle Ferrovie dello Stato approvato dal governo ora non hanno copertura economica. E adesso salta fuori anche l’ammanco di 425 milioni di euro per i contratti di servizio delle Regioni. Il che significa un taglio netto del 25% rispetto a quanto previsto per il 2008, come dire un treno in meno ogni 4. E proprio sulle linee pendolari più calde».

L’esecutivo nel maggio scorso aveva annunciato che ci sarebbero stati mille nuovi treni per i pendolari entro il 2011, un progetto finalmente all’altezza dei problemi di chi si muove in treno nelle città italiane con un investimento complessivo di 6,4 miliardi, finanziato dallo Stato e dal Piano di investimento di Fs. E nella Finanziaria 2008 la prima tranche di 300 milioni di euro. Peccato che nel testo licenziato dal Senato di questi 300 milioni non ci sia nemmeno l’ombra.

Nella legge di bilancio mancano le risorse per i contratti di servizio delle Regioni, quelli necessari per aggiornare il contratto di servizio stabilito nel 1999 (pari a 1.292 milioni di Euro) al tasso di inflazione (311milioni di euro) e per adempiere agli impegni stabiliti da Trenitalia con Governo e Regioni (100milioni di euro). Complessivamente si tratta di una riduzione rispetto al 2007 del 20% e invece rispetto a quanto previsto per il 2008 addirittura del 25%, pari alla cancellazione di un treno ogni quattro.

Le ipotesi che circolano in casa Fs sono sostanzialmente due. Un aumento consistente del prezzo dei biglietti (15-20% l’anno per tre anni), oppure un taglio di convogli spalmato nelle diverse città interessate dal servizio regionale e metropolitano che, paradossalmente, per produrre risultati sarebbe proprio sulle linee più trafficate, perché nei cosiddetti “rami secchi” tagliare ancora significherebbe la chiusura dei binari.

Legambiente, che anche quest’anno è accanto agli utenti ferroviari con la sua campagna Pendolaria (per un trasporto ferroviario locale più forte e più moderno), chiede che il Parlamento intervenga per ripristinare la copertura economica ai 1.000 treni e per ristabilire un ordine di priorità per gli investimenti nei trasporti. Perché non ha alcun senso investire nelle autostrade e abbandonare a se stesso il trasporto pendolare ferroviario gestito dalle Regioni con i contratti di servizio. Rivedere queste scelte ha tanto più senso perché il bacino della domanda pendolare è dieci volte superiore a quello che ogni giorno si sposta sui treni a percorrenza nazionale (2 milioni contro 200mila circa) e perché il trasporto locale su ferro contribuisce alla riduzione di traffico e smog nelle aree metropolitane italiane.

fonte: lanuovaecologia.it

Infrastrutture, in arrivo 700 milioni di euro

Il ministero delle Infrastrutture-Direzione generale per la programmazione e i programmi europei sottoscriverà domani con il ministero dello Sviluppo economico, la Regione siciliana e l'Anas, il primo atto integrativo all'accordo di programma quadro per il trasporto stradale. L'accordo ha un valore totale di 700 milioni di euro ed è finanziato con le risorse assegnate alla Regione dalla delibera Cipe del marzo 2006 per interventi infrastrutturali, a valere sui fondi Fas.

Con questi finanziamenti potranno iniziare i lavori per il primo lotto funzionale dell'itinerario Agrigento-Caltanissetta, nel tratto dal km 44 allo svincolo con la A/19 (importo di 300 milioni di euro); per il secondo lotto funzionale dell'itinerario Palermo-Agrigento, nel tratto Palermo-Lercara Friddi (190,051 milioni di euro); per il primo lotto funzionale dell'itinerario Ragusa-Catania SS 514 (149,207 milioni di euro) e per il primo lotto funzionale del percorso pedonale meccanizzato per il collegamento tra Enna bassa e Enna alta (spesa prevista 30 milioni di euro).

fonte: lasicilia.it

Il Web allo specchio si vede così

Rappresentare Internet, bella impresa! Eppure, che sia per vendere un prodotto o per dire la propria, raffigurare la rete è un gioco in cui si cimentano un po' tutti. Come rappresentare il Web e i suoi protagonisti? C'è chi ne ha disegnato una versione dal gusto retrò come quella fatta girare online da Randall Munroe che si è dedicato alle community online. La Web Trend Map 2007, invece disegna lo sviluppo del Web ricalcando il modello della metropolitana di Tokyo ed evidenziando importanza e caratteri principali degli attori digitali degli ultimi anni. L'animazione più famosa che ha illustrato il funzionamento di internet è Warriors of the net , animazione dal gusto cyberpunk, molto robotica, ma ancora assolutamente efficace. Infine una mappa bellica che rappresenta la «Guerra del software» contro l'impero di Microsoft: dai database al copyright. Ecco le rappresentazioni più in voga oggi spiegate nei dettagli

Touchgraph.com - Il servizio della Touchgraph.com è gratuito, piuttosto articolato, ma non difficile da utilizzare. Attraverso il suo motore è possibile visualizzare grafici elementari su tre livelli di ricerca: Amazon, Google e FaceBook. In pratica inserendo una parola chiave di ricerca con Touchgraph è possibile illustrare graficamente il ranking dei siti su Google, la prossimità contenutistica tra i libri di Amazon e i collegamenti tra gli utenti di Facebook. L'esplorazione può articolarsi anche evidenziando solo alcuni tra i nodi visualizzati.

Web Trend Map 2007
- Si tratta di una metafora giapponese realizzata da Information Architecs, una delle più note agenzie di design del mondo. Aggiornata al 2007, la cartina rappresenta lo sviluppo della rete. La mappa è fornita di una legenda con la quale è possibile orientarsi tra le fermate della metropolitana di Tokyo, in questo caso rivisitate in chiave Web 2.0. E' curioso notare che mentre Google corrisponde alla stazione di Shinjuku, un caotico quartiere controllato dalla Yakuza(mafia giapponese), YouTube è al centro del quartiere Shibuya, il posto attualmente più interessante per le nuove generazioni. Il punto in cui, al centro della mappa, ci siamo noi è nella realtà il palazzo dell’Imperatore. Questi particolari svelano un intento comunicativo che va oltre le informazioni chiaramente visibili, come i nodi di relazione tra un servizio e l’altro, e non sfuggiranno a chi conosce la conformazione sociale della città.

Map of online communities di Randall Munroe - Una mappa in stile Pirati dei Caraibi. Si tratta di una trasposizione grafico-fumettistica del numero di utenti delle varie community in una geografia spaziale. Rende bene l’idea del meccanismo di territorializzazione degli spazi mediali. Tuttavia non è più perfettamente aggiornata. Quando Munroe la disegnò (lo scorso aprile anche se sembrano 2 secoli fa) MySpace dominava ancora insieme a YouTube lo spazio delle novità, mentre Flikr e FaceBook non erano ancora così in auge. Interessante notare la rappresentazione di Wikipedia che estende la propria geografia attraverso "ponti" di collaborazione.

Warriors of the net - Si tratta di un video, non di una mappa. Tuttavia Warriors of the net ha il pregio di aver raffigurato con uno stile semplice, didattico, il funzionamento dei principali protocolli di comunicazione. Misteri che per la maggior parte degli utenti, anche tra coloro che usano internet tutti i giorni, rimangono tali. In pratica il video illustra i passaggi tecnici che concorrono all'invio di un pacchetto di informazioni dalla propria macchina verso un destinatario, attraverso le "autostrade digitali". Datato 1998, questo video ha fatto storia. E’ stato creato da Gunilla Elam, Tomas Stephansson, Niklas Hanberger and Monte Reid, dell’Ericsson Medialab, in Svezia.

La Guerra del Software - La Mappa bellica vede al centro il grande Impero di Bill Gates, assediato su più fronti dai suoi competitors. Da nord-ovest l'attacco è sferrato al contempo da Google e da Apple, mentre una tromba d'aria di "problemi di sicurezza" imperversa sul campo. A sud il colosso Microsoft a focolai aperti su più fronti: la battaglia sui database (Ibm, Oracle), la lotta sui linguaggi di programmazione contro Java (dove Redmond sfodera .net, c# e ASp). A Est Bill Gatesdeve far fronte alla lunga linea d'assedio del Free Software, mentre un altro ciclone di "problemi di sicurezza" fa vacillare ancora una volta la sua forza in campo

fonte: corriere.it

giovedì 29 novembre 2007

Lo stile "eco" degli italiani

Temono i cambiamenti climatici. Vogliono cambiare alcune abitudini, ma faticano a farlo. La Nuova Ecologia presenta un sondaggio sulla disponibilità a "vivere con stile". A Raffaele Del Giudice il premio Ambientalista dell'anno/Scarica il sondaggio
Clima, il "peso" degli italiani
La consegna del premio Ambientalista dell’anno a Raffaele Del Giudice e un’intera giornata di dibattiti sugli stili di vita ecocompatibili aprono la dieci giorni di convegni verso il congresso nazionale di Legambiente (7-9 dicembre all’ex Fiera di Roma). Questa mattina La Nuova Ecologia, nell’ambito del convegno “Vivi con stile: saperi, mode, comportamenti.Dentro le nuove culture ambientali”, ha presentato i risultati di un sondaggio di Lorien consulting che testimoniano l'evoluzione della sensibilità ambientalista degli italiani. Dal campione di mille persone rappresentative della popolazione adulta emerge che la maggioranza dei nostri connazionali è consapevole della gravità della crisi ambientale e che anche i comportamenti dei singoli sono importanti per affrontare la crisi climatica.

L’insicurezza ambientale
Gli italiani che si dicono preoccupati dalla sicurezza ambientale sono quattro su dieci (43,4%). Questo timore arriva subito dopo la disoccupazione (59%) e la sicurezza personale (50,4) e addirittura prima dell’aumento del costo della vita (41,1%). «La consapevolezza delle criticità legate a inquinamento ed effetto serra è ormai giunta a uno stadio di maturità», spiegano le note. Al problema, svela ancora l'indagine, sono leggermente più sensibili gli elettori di centrosinistra, ma è vissuto ormai in maniera sostanzialmente trasversale.

Gli stili di vita
Altro significativo passo avanti è poi il fatto che gli italiani, soliti invocare davanti ad ogni problema l'intervento dello Stato, nel caso dell'ambiente colgono che il


problema ha una dimensione fortemente legata alla responsabilità individuale. Secondo il sondaggio, sei su dieci sono convinti che i cittadini debbano impegnarsi direttamente per contrastare i cambiamenti climatici. Per questo la maggioranza si dice disposta a modificare alcune condotte, anche se il passaggio dall’intenzione alla pratica stenta a decollare.

Un gap tra dire e fare«Emerge, tuttavia, un gap non marginale tra la disponibilità all’attuazione di comportamenti ecocompatibili e la loro effettiva pratica: segno tangibile che il “vivere con stile” sia un percorso avviato, ma ancora lungi da una completa realizzazione» recita la nota che accompagna il sondaggio. L'86,2% degli intervistati si dice ad esempio pronto ad effettuare la raccolta differenziata, ma poi solamente il 51,5 raccoglie separatamente carta, vetro, plastica e gli altri rifiuti. Il 72,5% si dice disposto a sostituire in casa le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo, ma poi solo il 53,7 lo fa davvero. Una forbice che resta più o meno larga per tutti i possibili campi d'intervento, passando dal divario minimo tra chi è pronto a cambiare gli elettrodomestici con modelli energeticamente più efficienti (36,3%) e chi


lo fa sul serio (26,8%), e quello massimo tra chi si dice disposto a passare ai mezzi pubblici (59,1%) e chi li usa davvero (21,6%).

L’ambientalista dell’anno
Durante il convegno è stato consegnato il premio ambientalista dell’anno 2007 a un esponente campano di Legambiente impegnato da anni nella lotta alle ecomafie. Si tratta di Raffaele Del Giudice, educatore ambientale - opera anche nel penitenziario minorile di Nisida - che denuncia quotidianamente lo “scandalo al sole” della Terra dei fuochi: il triangolo Giugliano-Qualiano-Villaricca, nel napoletano, dove vengono sversati illegalmente e dati alle fiamme rifiuti di ogni genere. Le battaglie di Del Giudice sono arrivate la scorsa settimana anche al Torino Film Festival, dove è in concorso il documentario “Biutiful Cauntri”, dedicato proprio alle ecomafie in Campania.
Il concorso è stato lanciato Legambiente e La Nuova Ecologia per portare in evidenza quelle persone che si sono distinte nella difesa del territorio e nella promozione dell’ecologia negli ultimi dodici mesi. Quindici i candidati valutati da una giuria di esperti composta da Roberto Della Seta, Marco Fratoddi, Toni Mira, Sveva Sagramola e Mario Tozzi.

fonte: lanuovaecologia.it

Grecia, multe salate per veleni nel lago

Il ministro greco dell'ambiente, Georges Souflias, ha inflitto multe per un totale di 700mila euro a venti società che hanno inquinato il lago Koronia, nel nord del paese. A settembre erano morti centinaia di uccelli
Il ministro greco dell'ambiente, Georges Souflias, ha inflitto oggi numerose multe per un totale di 700mila euro a venti società per aver inquinato il lago Koronia nel nord del paese. A settembre sono morti centinaia di uccelli a causa della presenza di rifiuti tossici nella riserva naturale.

In un comunicato il ministro ha ammesso che nell'area sono assenti le infrastrutture necessarie per lo smaltimento dell'acque usate e dei rifiuti assicurando che i lavori per lo smaltimento sono stati inseriti in una misura d'urgenza.

«I controlli delle attività industriali nella regione saranno continui e le sanzioni molto severe in caso di infrazione», ha dichiarato il ministro. All'inizio del mese il ministro aveva inflitto multe per un totale di 1,4 milioni di euro ad altre industrie per l'inquinamento del fiume Asopos in Beozia.

L'Unione Europea e le organizzazioni ambientaliste, come il Wwf e Greenpeace, hanno frequentemente rimproverato la Grecia di non vigilare sul rispetto delle regole per la tutela dell'ambiente. Il governo greco si è mobilitato a seguito degli incendi che ad agosto hanno devastato più di 200 mila ettari di terreno e causato 67 morti.

fonte: lanuovaecologia.it

Le sanzioni nell’utilizzo di lavoratori irregolari di competenza del giudice tributario

Con ordinanza del 19 – 23 novembre 2007, n. 395, la Corte costituzionale ha dichiarato che non poteva essere ammessa la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (in materia di “Poteri delle commissioni tributarie”: che testualmente cita: “Non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale”…) nella parte in cui non consente di ammettere la prova per testimoni nel processo tributario.
La citata ordinanza, dunque, non ha esaminato il problema della ammissibilità dei testi al processo tributario nel citato procedimento di incostituzionalità perché sul punto la legge è chiara. Al contrario, la Corte ha affrontato un altro punto controverso e propedeutico al ricorso: quello relativo alla giurisdizione n ordine alle controversie relative alle sanzioni amministrative per l’utilizzo di lavoratori irregolari.

Fatto e diritto - La questione era sorta nel corso del giudizio di impugnazione del provvedimento con cui l’Agenzia delle entrate di Milano aveva irrogato, nei confronti di un titolare di un salone per parrucchiere, la sanzione pecuniaria dovuta all’utilizzo di una lavoratrice non risultante dalle scritture obbligatorie, prevista dall’art. 3, comma 3, del D.L. 22 febbraio 2002, n. 12 “Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all’estero e di lavoro irregolare”, convertito dalla legge 23 aprile 2002, n. 73).
L’irrogazione della sanzione amministrativa prevista per l’utilizzo di lavoratori irregolari per il citato D.L. n. 12 del 2002 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 73 del 2002) spettava all’Agenzia delle Entrate, ma per l’art. 36bis, comma 7, lett. b), del D.L. n. 223 del 2006 (che lo ha sostituito) l’irrogazione di tale sanzione toccava alla DPL territorialmente competente.
La Commissione tributaria provinciale di Milano aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell’art. 30 della L. 30 dicembre 1991, n. 413) nella parte in cui esclude la prova testimoniale dall’ambito dei mezzi istruttori utilizzabili nel processo tributario.
Le ragioni del datore di lavoro
Il titolare del salone per parrucchiere aveva contestato che la sanzione fosse stata calcolata per 7 mesi sostenendo che il rapporto di lavoro irregolare aveva avuto inizio soltanto pochi giorni prima della constatazione dell’infrazione e, dunque, aveva chiesto di essere ammesso a provare con testimoni tale circostanza.
La disposizione censurata avrebbe violato il diritto di difesa perché il ricorrente “potrebbe difendersi solo provando con testi il “fatto” sul quale ha fondato la domanda” e contrasterebbe altresì con l’art. 111, secondo comma, Cost., perché le parti non sarebbero in condizioni di parità, essendo riconosciuta solo all’amministrazione la possibilità di «usufruire di dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale”.
Il gestore del salone ha quindi ritenuto che l’ammissione dei testimoni fosse estremamente rilevante ai fini della causa.

La decisione della Corte Costituzionale - Per la Corte Costituzionale, che si sarebbe già pronunciata con precedenti ordinanze sul divieto di prova testimoniale nel processo tributario, l’esclusione della prova per testi dal processo tributario sarebbe frutto di una precisa scelta del legislatore, giustificata dalla peculiarità della materia tributaria e dalla sostanziale inutilità di una prova priva della attendibilità della prova documentale.
La citata ordinanza, mentre non ha esaminato quindi il problema della ammissibilità dei testi al processo tributario nel citato procedimento di incostituzionalità perché sul punto la legge è chiara, ha invece affrontato un altro punto controverso e propedeutico al ricorso: quello relativo alla giurisdizione n ordine alle controversie relative alle sanzioni amministrative per l’utilizzo di lavoratori irregolari.
La Corte Costituzionale ha fatto quindi rilevare come il giudice remittente abbia tenuto conto, “sia pure implicitamente”, delle modifiche normative intervenute nel corso del giudizio, e che, anteriormente ad esse, le controversie in esame appartenessero alla giurisdizione tributaria.
Al riguardo dice la Corte Costituzionale che sono rilevabili due orientamenti giurisprudenziali. Il primo stabilisce la competenza del giudice tributario competente su “tutte le controversie aventi ad oggetto sanzioni amministrative, comunque irrogate da uffici finanziari”, mentre l’altro orientamento, del tutto diverso, stabilisce che, per le controversie connesse a tributi per l’utilizzo dei lavoratori irregolari, non debba essere competente la Commissione tributaria, in quanto l’elusione avrebbe per oggetto gli oneri contributivi e la violazione di norme previdenziali.
La Corte Costituzionale ha fatto rilevare che il giudice remittente avrebbe dovuto verificare la possibilità di seguire una diversa interpretazione conforme alla Costituzione, “valorizzando, in particolare, la natura tributaria del rapporto cui deve ritenersi imprescindibilmente collegata la giurisdizione del giudice tributario”, ha, quindi, dichiarato la manifesta inammissibilità della questione sollevata per difetto di motivazione in quanto il giudice che ha sollevato la questione non avrebbe espressamente motivato la riconducibilità alla giurisdizione tributaria della controversia sottoposta al suo esame, nonostante non esistessero a tale riguardo orientamenti univoci.

Corte costituzionale, ordinanza n. 395 del 19 – 23 novembre 2007
Scarica il documento completo in formato .Pdf

fonte: newsfood.it

Pecoraro, con approvazione decreto fiscale Italia più verde

“Con l’approvazione definitiva del Decreto Fiscale al Senato l’Italia è ancora più verde. Ci sarà una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente, del clima, di Kyoto, dei Parchi nazionali e sull’acqua come bene pubblico”. Così il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio ha commentato l’approvazione definitiva da parte del Senato del Decreto fiscale collegato alla Finanziaria.

“Di grande importanza ed in perfetta sintonia con le conclusioni della prima Conferenza Nazionale sul Clima - ha aggiunto il Pecoraro Scanio - è il finanziamento straordinario di 10 milioni di euro per interventi di adattamento e misure di mitigazione per i territori soggetti ai problemi ambientali legati ai cambiamenti climatici in atto, con una particolare attenzione alla tutela della biodiversità e della prevenzione dei dissesti idro-geologici, mentre 20 milioni sono destinati alla difesa del mare”.

“Il decreto - sottolinea il ministro - contiene anche norme a favore dell’applicazione del protocollo di Kyoto, come quella che prevede che tutti gli interventi pubblici debbano essere accompagnati da una certificazione che attesti la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, l’adozione di sistemi per l’efficienza energetica e la produzione di una quota di energia da fonti rinnovabili e pulite. E’ prevista, inoltre, anche una prima e concreta forma di riconoscimento dell’acqua come bene comune, come dimostra la moratoria di dodici mesi sulla gestione dei servizi idrici e l’avvio di una verifica sul rispetto della salvaguardia del patrimonio idrico, sull’efficacia delle politiche di risparmio e sull’effettiva garanzia di controllo pubblico delle tariffe”.

“Sono particolarmente soddisfatto, - ha concluso il ministro Pecoraro Scanio - per l’istituzione dei quattro nuovi parchi nazionali siciliani, quello delle Egadi e del litorale trapanese, delle Eolie, di Pantelleria e degli Iblei, in aree di particolare pregio ambientali”.

fonte: minambiente.it

Contabilità ambientale: utilità e comprensibilità

Come migliorare utilità e comprensibilità della contabilità ambientale” è il tema dell’incontro annuale del Gruppo di lavoro 'Contabilità ambientale-Clear', istituito all’interno del Coordinamento Agende 21 Italiane e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che si terrà a Reggio Emilia il 18 dicembre presso l’Aula Magna Pietro Manodori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in Viale Allegri 9.
Consulta il programma (pdf, 164 KB).

fonte: minambiente.it

Termini, devastato stabilimento Ergom

Un vasto incendio è scoppiato nella sede della "Ergom", ditta che realizza materiale plastico per la Fiat. Fortunatamente, anche se il condizionale è d'obbligo, non ci sarebbero feriti visto che tutti gli operai avrebbero lasciato lo stabilimento senza riportare conseguenze fisiche. Nelle delicate operazioni di spegnimento sono state impegnate numerose squadre dei vigili del fuoco di Palermo, Termini Imerese e Caltanissetta. Le fiamme, secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, si sarebbero sviluppate all'esterno della struttura e poi, in seguito al forte vento, si sono propagate verso lo stabilimento della "Ergom".

"Sono molto preoccupato sia per le conseguenze, certamente pesanti, sotto il profilo occupazionale sia per la possibilità che si accerti l'origine dolosa". Lo dice il sindaco di Termini Imerese, Enzo Giunta, in merito all'incendio che ha devastato l'azienda Ergom, che conta 150 dipendenti. "In questo caso - aggiunge Giunta - la gravità dell'accaduto impone un'attenta riflessione sulla presenza della criminalità organizzata nel nostro territorio, in un momento in cui i lavoratori, le organizzazioni sindacali, la cittadinanza, l'Amministrazione comunale guardano con fiducia al rilancio delle attività produttive ed alla creazione di nuova occupazione.

Se la criminalità intende occuparsi e "occupare" l'area imerese - conclude - sappia che troverà un esercito di cittadini pronti a contrastarla e a perseguirla. In ogni caso, confidiamo nell'attività di prevenzione e repressione condotta dall'Autorità giudiziaria e dalle forze di polizia".

Gli fa eco il presidente del Consorzio Asi, Alessandro Albanese: "Cercare soluzioni quando il danno è fatto non serve a nulla. Da tempo chiediamo l'istituzione di un presidio fisso di vigili del fuoco nelle aree industriali di Termini e Carini. Come Asi possiamo fornire gratuitamente locali dove ospitare le caserme e spazi esterni da utilizzare a parcheggio. A Brancaccio, invece, la caserma dei pompieri si trova a pochi metri dagli uffici del centro direzionale Asi e quindi nel cuore dell'area industriale.

In passato - aggiunge Albanese - è stato determinante l'intervento tempestivo dei vigili proprio perché dislocati all'interno dell'agglomerato. Speriamo, per il futuro, che gli organi competenti prendano in seria considerazione la nostra proposta, soprattutto per garantire la serenità delle imprese e la sicurezza dei suoi lavoratori".


fonte: lasicilia.it

Verso un taglio dei tassi? E le Borse volano

Sulle Borse arriva, improvvisa, una ventata di ottimismo. A scatenarla, l’attesa di un nuovo taglio dei tassi Usa, al quale potrebbe seguire un analogo provvedimento da parte della Bce. Ma c’è anche chi si lascia andare all’entusiasmo e parla di rally di fine anno (tradizionalmente a dicembre i listini si impennano, spinti soprattutto da banche e finanziarie, che possono così rivalutare il proprio portafoglio titoli in vista della chiusura dell’esercizio).

TITOLI - Non a caso sono stati proprio i titoli bancari a trainare oggi i rialzi sulle Borse europee, tutte in forte crescita. Significativo anche il recupero degli indici di Piazza Affari, con l’S&P/Mib in progresso del 2,06% e il Mibtel dell’1,85%. Nel paniere dei titoli più capitalizzati i rialzi superiori alla media sono la stragrande maggioranza. Unipol vola addirittura a +7,07% grazie al suo inserimento nella lista dei preferiti di Goldman Sachs. Nel comparto assicurativo corre anche Generali (+2,70%): in questo caso l’interesse del mercato è stato sollecitato dai nuovi segnali di contendibilità del titolo, ricordati nell’intervista a «Le Monde» dallo stesso presidente della compagnia, Antoine Bernheim. Consistente, poi, il rimbalzo (+5,76%) di Impregilo dopo il calo della vigilia e ritorno oltre il livello psicologico dei 18 euro per Fiat, il cui prezzo di riferimento segna un rialzo del 4,98% sulle attese di una nuova partnership che potrebbe essere annunciata entro l’anno. La lista delle performance più rilevanti fra i valori dell’S&P/Mib si completa poi con la Banca Popolare di Milano (+4,88%), nel pieno del dibattito sulla possibile aggregazione con Crédit Agricole. Superiori ai tre punti percentuali, inoltre, i progressi di Finmeccanica (+3,53%), Tenaris (+3,19%) e Ubi Banca (+3,02%), mentre un lungo elenco di titoli presenta rialzi di oltre il 2%: si va da Autogrill a Banco Popolare, da Bulgari a Intesa-Sanpaolo, da Lottomatica a Luxottica, da Pirelli a Prysmian, da Saipem a Unicredito. Fuori dall’S&P/Mib, infine, gran balzo di Ipi (+32%) e bene le utilities, con Acegas-Aps in forte rialzo (+7,36%) ed Edison in crescita del 3,06% sulle attese del piano industriale che verrà presentato giovedì nel corso di una conference call.

fonte: corriere.it

mercoledì 28 novembre 2007

VI edizione dell'Eco guida. Nintendo a zero

Televisioni e console. Sono le novità introdotte nella VI edizione dell'Ecoguida ai prodotti elettronici. E per la prima volta un'azienda - la Nintendo - ottiene un punteggio pari a zero. Anche la pagella di Philips e Microsoft è molto bassa pari rispettivamente a 2 e 2,7 su un totale di 10. Tra i vecchi concorrenti, Sony Ericsson toglie la leadership a Nokia.

Il mercato delle console per videogiochi è il settore maggiormente in crescita nell'industria elettronica. Nel 2006 sono state vendute 62,7 milioni di unità, con un incremento del 14.9 per cento in un anno. Nintendo e Microsoft dovranno affrontare un percorso lungo per migliorare le loro politiche e pratiche ambientali. Intanto Sharp e Microsoft hanno già fissato delle scadenze entro cui eliminare la plastica in PVC e tutti i ritardanti di fiamma bromurati dai loro prodotti.

Nokia perde il primo posto, ricevendo - insieme a Motorola - punti di penalità dovuti alle pratiche di recupero e riciclo dei prodotti in disuso. Recentemente, infatti, Greenpeace ha effettuato dei test sull'adozione di questi programmi laddove, sui propri siti web, Motorola, Nokia e Sony Ericsson dichiarano di ritirare i prodotti obsoleti.

Il personale assunto in centri Nokia in Tailandia, Filippine, Argentina, Russia e India non era informato dei programmi di recupero e riciclo dei prodotti Nokia, rilasciando anche informazioni fuorvianti. Lo staff Motorola, intervistato nelle Filippine, in Tailandia e India non è stato capace di fornire informazioni ai clienti su quali fossero i centri di raccolta dei prodotti in disuso. Così Nokia scende al nono posto, mentre Motorola slitta dalla nona alla quattordicesima posizione.

Apple, Panasonic, Samsung, Sharp, Sony e Toshiba hanno dichiarato recentemente di aver prodotto nuovi computer, pannelli LCD, videocamere e camere digitali – o perlomeno le maggiori componenti di questi articoli – senza l'uso di PVC e/o ritardanti di fiamma a base di bromo. In linea generale, le aziende di telefonia mobile sono quelle che hanno già oggi prodotti - o parti di questi - interamente privi di specifici composti pericolosi.

L'impegno di rendere in futuro le produzioni più pulite non basta. Per conquistare la vetta della classifica le aziende devono mettere sul mercato prodotti privi di composti pericolosi. Inoltre, devono offrire ai propri clienti - ovunque siano, sia negli Usa che in India - un servizio di recupero e ritiro dei prodotti vecchi allo scopo di avviarli alla filiera del riciclo.

Leggi l'Eco guida in italiano


fonte: greenpeace.org

Clima, il "peso" degli italiani

Con lo 0,9% della popolazione mondiale, l'Italia emette l'1,6% dell'anidride carbonica globale, con una media di 7,8 tonnellate di CO2 per cittadino. Se tutti facessero come gli italiani il budget sostenibile di carbonio verrebbe superato del 250%/
Nel mondo un miliardo a rischio
Con lo 0,9% della popolazione mondiale, l'Italia pesa con l'1,6% sul bilancio delle emissioni di anidride carbonica globali, con una media di 7,8 tonnellate di Co2 per ciascun cittadino.

Questo il dato - che si riferisce al 2004 - contenuto nel Rapporto sullo sviluppo umano pubblicato oggi dal Programma per lo sviluppo dell'Onu (Undp). Si tratta di un livello di emissioni inferiori a quelle di Paesi come gli Usa, in testa alla classifica dei "trasgressori".

Il che non significa che gli italiani siano virtuosi: se tutti i Paesi del mondo emettessero tanta anidride carbonica quanto l'Italia, il budget sostenibile di carbonio verrebbe superato del 250%.

Un bilancio ancora peggiore è previsto se tutti seguissero l'esempio della media dei Paesi dell'Ocse più ricchi, che on un 15% della popolazione globale sono responsabili di circa la metà di tutte le emissioni. In questo caso le emissioni toccherebbero un livello equivalente a 6 volte quello sostenibile per il Pianeta, visto che la media pro capite dei più ricchi si aggira sulle 13,2 tonnellate di CO2.

fonte: lanuovaecologia.it

Clima: l'Onu, a rischio un miliardo di persone

Ridurre dell'80% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Investire annualmente almeno 86 miliardi di dollari entro il 2015 in iniziative di adattamento delle infrastrutture e a tutela della popolazione povera a rischio per gli effetti del cambiamento climatico. Popolazione a rischio che già adesso ammonta a un miliardo di persone. E infine tassare le emissioni di anidride carbonica (Co2).


Sono queste le tre principali misure contenute nel rapporto dell'Undp (Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) in vista della conferenza di Bali (3-14 dicembre) che dovrà negoziare l'accordo che darà seguito all'attuale Protocollo di Kyoto.

IL RAPPORTO - Il Rapporto sullo sviluppo umano 2007/2008, intitolato «Resistere al cambiamento climatico», fa notare che la maggioranza dei paesi Ocse è in ritardo rispetto agli impegni assunti. Sottolinea inoltre la discrepanza tra gli obiettivi fissati a livello politico per ridurre le emissioni di gas serra e le politiche energetiche attuali in molti paesi dell'Unione europea. Gli autori sostengono che i paesi ricchi stanno alimentando una crisi del debito ecologico che si ripercuoterà nel modo più immediato e profondo sui poveri del mondo.
Secondo il rapporto, mutamenti pericolosi del clima «saranno inevitabili» nei prossimi 15 anni se le emissioni seguiranno la tendenza dei 15 anni precedenti. Per questo i cambiamenti climatici «impongono all'umanità scelte sostanziali» e per evitare «rischi catastrofici» si può «solo» scegliere di «intervenire con urgenza» ma la «consapevolezza di questa urgenza al momento manca». Tra le novità del Rapporto, la proposta di istituire un fondo ad hoc di 25-50 miliardi di dollari l'anno per le energie sostenibili.

Ecco secondo il rapporto i principali effetti dei cambiamenti climatici:

POPOLAZIONI IN PERICOLO - Quasi un miliardo le persone che già oggi rischiano eventi catastrofici: 344 milioni quelle esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 a siccità, 2,3 milioni a frane. L'approccio attuale all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero, cioè circa 2,6 miliardi di persone. Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi Ocse le catastrofi climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 19.

SALUTE - La diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare come la malaria, che già causa circa un milione di decessi all'anno e potrebbe colpire altri 220-400 milioni di persone. Inoltre l'espansione della febbre di dengue potrebbe aumentare le persone a rischio da 1,5 miliardi a 3,5 miliardi entro il 2080.

SICUREZZA ALIMENTARE - La malnutrizione potrebbe colpire 600 milioni entro il 2080.

ECOSISTEMI - Metà dei sistemi di barriere coralline è soggetto allo sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella regione artica. Con un aumento delle temperature così veloce piante e animali sono in pericolo: se il pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle specie terrestri sarebbe a rischio estinzione.

Ecco invece le possibili contromisure contenute nel rapporto:

OBIETTIVI - Riduzione di gas serra di almeno l'80% entro il 2050, con riduzioni del 20-30% entro il 2020 per i paesi ricchi (in linea con quanto deciso dall'Unione europea); riduzione del 20% di emissioni entro il 2050 per i paesi in via di sviluppo.

EMISSION-TAX - Tassazione delle emissioni a un livello di 10-20 dollari per tonnellata di Co2 nel 2010 con incrementi annuali fino alla quota di 60-100 dollari per tonnellata di Co2. L' adozione di sistemi di contenimento di scambio di quote di emissioni che riducano del 20-30% le emissioni di Co2 entro il 2020: il 90-100 per cento dei permessi deve essere scambiato entro il 2015.

ADATTAMENTO - Servono finanziamenti «nuovi e aggiuntivi» pari ad almeno 86 miliardi di dollari l'anno entro il 2015.

FONDO MITIGAZIONE - Creazione di un Fondo mitigazione cambiamenti climatici (Ccmf) dell'ammontare di 25-50 miliardi di dollari l'anno per investimenti in energie a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo.

MIX ENERGETICO - Per l'Onu il nucleare avrà un ruolo importante ma non sarà la soluzione. Il 20% di rinnovabili fissato dall'Ue per l'elettricità «è realizzabile». Importanti i capitoli efficienza energetica e cattura e stoccaggio delle emissioni

POST-KYOTO - Giungere a un accordo internazionale vincolante che comprenda i paesi in via di sviluppo e dove i paesi industrializzati assumano un ruolo guida.

fonte: corriere.it

martedì 27 novembre 2007

Ambiente, italiani pronti a cambiare stile

Rimane da salire un ultimo gradino, probabilmente il più difficile. In occasione dell'VIII Congresso nazionale di Legambiente, in programma a Roma da giovedì prossimo, La Nuova Ecologia presenterà i risultati di un sondaggio che testimoniano l'evoluzione della sensibilità ambientalista degli italiani.

A realizzare la ricerca è stata la Lorien Consulting intervistando un campione di mille persone rappresentative dell'intera popolazione nazionale adulta. Il quadro che emerge è quello di una maggioranza che ha finalmente colto la gravità della crisi ambientale, ha capito che intervenire spetta anche al singolo cittadino con i suoi comportamenti, che si dice disposta effettivamente a modificare alcuni suoi stili di vita, ma che stenta ancora a mettere in pratica questi buoni propositi.

Stando al sondaggio, gli italiani che si dicono preoccupati dalla sicurezza ambientale sono quattro su dieci. "La consapevolezza delle criticità legate a inquinamento ed effetto serra è ormai giunta a uno stadio di maturità", spiegano le note di accompagno alla ricerca. Al problema, svela ancora l'indagine, sono leggermente più sensibili gli elettori di centrosinistra, ma è vissuto ormai in maniera sostanzialmente trasversale.

Altro significativo passo avanti è poi il fatto che gli italiani, soliti invocare davanti ad ogni problema l'intervento dello Stato, nel caso dell'ambiente colgono che il problema ha una dimensione fortemente legata alla responsabilità individuale. Secondo il sondaggio, sei su dieci sono convinti che i cittadini debbano impegnarsi direttamente per contrastare i cambiamenti climatici. Dove rimane ancora da migliorare è nel gap che tutt'oggi rimane tra questa disponibilità ad impegnarsi in prima persona e l'effettiva messa in pratica di stili di vita ecocompatibili.

L'86,2% degli intervistati si dice ad esempio pronto ad effettuare la raccolta differenziata, ma poi solamente il 51,5 raccoglie separatamente carta, vetro, plastica e gli altri rifiuti. Il 72,5% si dice disposto a sostituire in casa le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo, ma poi solo il 53,7 lo fa davvero. Una forbice che resta più o meno larga per tutti i possibili campi d'intervento, passando dal divario minimo tra chi è pronto a cambiare gli elettrodomestici con modelli energeticamente più efficienti (36,3%) e chi lo fa sul serio (26,8%), e quello massimo tra chi si dice disposto a passare ai mezzi pubblici (59,1%) e chi li usa davvero (21,6%).

fonte: repubblica.it

Rifiuti, Noe blocca traffico

Un ingente quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da una ditta del Friuli, subivano un mero cambio del codice identificativo senza alcuna attività di trattamento. Coinvolte una ditta di finale Emilia e una di Lonato
Riformato il Codice ambientale
I Carabinieri del Noe di Bologna, a conclusione di prolungata attività investigativa, hanno denunciato ieri all'autorità giudiziaria di Modena l’amministratore unico di una società di Finale Emilia (Mo), il presidente del C.d.A. di una società di Lonato (Bs), entrambe operanti nel trattamento dei rifiuti, nonché l’amministratore, un socio e numerosi autisti della ditta di autotrasporti coinvolta, operante nel veronese.

In particolare, le indagini hanno consentito di evidenziare un traffico illecito di un ingente quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi. Tali rifiuti, provenienti da una ditta del Friuli, subivano un mero cambio cartolare del codice identificativo (cosiddetto “giro-bolla”) senza alcuna effettiva attività di trattamento.

In tal modo, i rifiuti potevano essere conferiti all’impianto di Lonato, aggirando le prescrizioni autorizzative imposte a quest’ultima società e garantendo, al contempo, indebiti guadagni. Il vantaggio economico ammonta a circa 650.000 euro.

fonte: lanuovaecologia.it

Al Nord caldo record nel 2007

Nell'emisfero Australe del pianeta la temparatura non è mai statae così elevata.Secondo il National climatic data center degli Stati Uniti quello in corso è il terzo anno più caldo degli ultimi 127/«Basta condoni sul clima»
Il 2007 si avvia ad essere l'anno più caldo del secolo per quanto riguarda l'emisfero Nord del pianeta. Lo ha rilevato il National Climatic Data Center degli Stati Uniti, che ha registrato le temperature medie degli ultimi 127 anni.

In base a queste rilevazioni, rese note oggi dal quotidiano nazionale Usa Today, il 2007 si avvia



ad essere più caldo del 2005, l'anno più caldo di sempre per quanto riguarda l'emisfero Occidentale. Per l'emisfero Sud, invece, il 2007 dovrebbe essere il nono più caldo di sempre.

Da gennaio a ottobre la temperatura media dell'emisfero settentrionale è stata di pochi decimi di grado superiore alla norma. Se l'evoluzione del clima di quest'anno dovesse mantenersi tale, il 2007 dovrebbe superare il record segnato nel 2005.

Il 2007 - sempre stando ai dati del National Climatic Data Center - a tutto ottobre è il terzo anno più caldo degli ultimi 127 anni, da quando cioé il Centro ha cominciato a raccogliere i dati.

fonte: lanuovaecologia.it

OGM: STUDI UE

Uno stop all'autorizzazione alla coltivazione di due mais transgenici per motivi ambientali.

È quello che si appresta a proporre il commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas, in quella che potrebbe essere una prima assoluta. La decisione, i cui tempi non sono ancora definiti, sarà presa dalla Commissione Ue nel suo insieme, ma l'esito non è per nulla scontato, perchè la posizione di Dimas appare abbastanza isolata all'interno dell'esecutivo Ue.

Nel frattempo continuerà la battaglia italiana, alleata alla Francia, per ampliare il fronte dei paesi Ue contrari alle aperture agli Ogm, anche con la consegna in commissione Ue, come annunciato la scorsa settimana dal ministro delle politiche agricole Paolo Di Castro, dei tre milioni di firme raccolti in Italia per un passo indietro sugli Ogm.

L'orientamento di Dimas sui due mais Ogm era già trapelato nelle scorse settimane, ma oggi il diretto interessato l'ha confermato per la prima volta, sottolineando che numerosi studi scientifici lasciano aperta la questione dei rischi elevati a lungo termine per l'ambiente derivanti dalla loro coltivazione. Ad essere nel mirino del commissario sono il Bt11 della svizzera Sygenta e il 1507 della statunitense Pioneer per i quali Dimas è intenzionato a proporre un parere negativo malgrado l'Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare, abbia dato un parere favorevole nel 2005.

Stando alla bozza di decisione preparata dal commissario per l'Ambiente, e anticipata oggi dal 'Herald Tribunè, i rischi riguarderebbero soprattutto alcune farfalle, in particolare la monarca. Nella bozza si citano studi secondo i quali la coltivazione di questi mais potrebbe portare ad "un danno potenziale irreversibile all'ambiente" e ad un "livello di rischio inaccettabile" con conseguenze anche su altri insetti acquatici e quindi sui volatili che se ne cibano.

In assenza di una "certezza assoluta" che la coltivazione di questi due Ogm non abbia un impatto negativo sull'ambiente, il commissario Ue può appellarsi al principio della precauzione per motivare il suo parere negativo alla richiesta di autorizzazione. Una mossa che farebbe il paio con la richiesta venuta da Dimas alla fine di ottobre di ulteriori accertamenti sulla superpatata, alla cui autorizzazione alla coltivazione per fini industriali manca solo il via libera della Commissione Ue.

Dalla fine della moratoria, nel 2004, sono 15 gli Ogm autorizzati in Europa, portando il totale a una trentina di prodotti biotech che possono essere commercializzati nell'Ue. Ma solo uno, il mais Mon 810, approvato alla fine degli anni novanta, è destinato alla coltivazione.

fonte: ambiente.it

Nasce il sito per le comunicazioni obbligatorie on line

Il Ministero del Lavoro ha annunciato la nascita del sito dedicato alle comunicazioni obbligatorie. Da marzo 2008, in particolare, i datori di lavoro potranno comunicare l’instaurazione, la proroga, la trasformazione e la cessazione di un rapporto di lavoro direttamente dal sito www.lavoro.gov.it/co, che mette a disposizione un unico modello ed i link per accedere ai siti delle Regioni (che saranno attivati dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007).

Il nuovo Sistema telematico, dunque, sostituisce con un unico modello i moduli cartacei che le aziende dovevano compilare ed inoltrare ai Centri per l’impiego (CPI), all'INPS, all'INAIL e al Ministero del lavoro ed è in grado di monitorare tutte le informazioni che riguardano la formazione e la vita lavorativa dei cittadini: dalla ricerca di prima occupazione, all’ingresso nel mercato del lavoro fino alla pensione.
Il Sistema, quindi, consente di migliorare il servizio offerto alle imprese (semplificando le procedure e diminuendo i tempi e gli oneri), di dare ai cittadini un servizio più rapido e trasparente, di rendere più efficiente ed evoluta la PA e di assicurare l'unitarietà e l'omogeneità dei dati, nonchè la tempestività della trasmissione.
Il Servizio Informatico CO è destinato agli utenti abilitati, che comprendono sia i datori di lavoro (che sono obbligati alla trasmissione) sia gli intermediari che operano in nome e per conto dei datori di lavoro.
Per accedere al servizio è necessario accreditarsi secondo le modalità indicate da ciascuna Regione o Provincia Autonoma dove è ubicata la sede di lavoro (le agenzie di somministrazione fanno riferimento all’ubicazione delle sedi operative).

fonte: newsfood.com

Il 20% di energia sarà rinnovabile

A modo loro, i vignaioli tedeschi si sono adattati al surriscaldamento del clima. Un vino da dessert, l'Eiswein, realizzato con grappoli raccolti in inverno quando la temperatura è sotto zero di almeno sette gradi, è ormai difficilissimo da produrre: la stagione scorsa, la vendemmia è stata possibile solo il mattino del 27 dicembre e del 26 gennaio. Così, molti produttori hanno rovesciato il loro mondo e sono passati al Trockenbeerenauslese, estratto da grappoli essiccati sulla vite. Succede che, allo stesso modo, l'effetto serra, in Germania, sta rovesciando il modo di vivere e di lavorare di tutti. Un po' per forza, molto perché la cancelliera Angela Merkel e il suo governo di Grande Coalizione hanno deciso di fare della lotta al cambiamento del clima la «priorità più alta» del loro programma. E hanno deciso di puntare, tra le altre cose, sulle energie rinnovabili: scelta coraggiosa perché non tutti, nel mondo, pensano che questa sia la strada più facile per combattere l'effetto serra.

La settimana prossima, dunque, alla conferenza sul clima indetta a Bali dalle Nazioni Unite, la Germania vorrebbe giocare un ruolo di punta. Per convinzione. Ma anche perché Frau Merkel e il suo ministro dell'Ambiente Sigmar Gabriel sostengono che questa sia anche un'occasione per proiettare l'economia tedesca nel Ventunesimo Secolo, se è vero che quello legato all'ambiente, e in particolare quello delle energie alternative ai combustibili fossili, sarà uno dei business a maggiore crescita. La scommessa è alta. Il Programma Integrato per l'Energia e il Clima è la cornice entro la quale la signora Merkel fa rientrare i suoi obiettivi. In essenza, la cancelliera ha un piano per ridurre le emissioni tedesche di anidride carbonica del 40% (rispetto al livello del 1990) entro il 2020.

E vuole che in quell'anno le energie rinnovabili arrivino a coprire il 20% di tutte le fonti, dall'8% o 12% attuale (a seconda di chi fa i calcoli). Se riuscisse in questo secondo obiettivo, la Germania diventerebbe il modello globale di lotta al «pianeta caldo ». E conquisterebbe un vantaggio competitivo in fatto di tecnologie del vento, del solare, delle biomasse sugli altri Paesi. Il piano — che dovrebbe essere perfezionato nelle prossime settimane — consiste in regole per l'installazione di sistemi nuovi di riscaldamento, in ulteriori collegamenti per lo sfruttamento dell'energia eolica, nella produzione di automobili a bassa emissione o elettriche oppure a idrogeno. Le nuove costruzioni dovranno poi essere a basso consumo di energia e almeno in parte alimentate da celle solari, biogas e pompe di calore. Ovviamente, il piano va anche oltre le energie alternative: ma è in questo campo dove la scommessa è probabilmente più forte. La portata delle misure è ampia.

E va ad aggiungersi alla riduzione di emissioni già effettuata dalla Germania negli anni scorsi: dai 1.228 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente del 1990 ai circa mille del 2005 poi però saliti a 1.007 nel 2006. Così ampia che una parte consistente dell'industria vi si oppone. E che anche le associazioni degli inquilini hanno deciso di mobilitarsi contro: nel breve periodo, dicono, le energie alternative negli edifici sono troppo costose. Con il risultato che una parte dei ministri della Grosse Koalition cerca di frenare. Ma su questo la cancelliera ha giocato la sua reputazione e sostiene che la legge tedesca— che consente ai singoli condomini che producono energia solare in eccesso di rivenderla a prezzi vantaggiosi — offre già ora la possibilità di tenere bassi i costi delle energie alternative. Merkel e Gabriel sono convinti che questa spinta darà all'economia della Germania anni di vantaggio sulle altre. La ministra della Ricerca, Annette Schavan, ha appena lanciato un piano da un miliardo finalizzato a tenere insieme ricercatori e business e a tagliare i tempi di sviluppo dei prodotti innovativi nel campo delle energie rinnovabili. Infatti, i maggiori gruppi economici del Paese hanno iniziato a fare sul serio.

Molti hanno fissato obiettivi di riduzione delle loro emissioni. Altri hanno trasformato le energie rinnovabili in un settore d'affari. Il gruppo Thyssen ha una società controllata che è la numero uno al mondo in tecnologie per l'energia dal vento. La Bosch spende il 40% della sua ricerca per sviluppare prodotti legati al risparmio di energia e alle tecnologie che non usano combustibili fossili. La settimana scorsa, la Solar di Berlino ha vinto un contratto per costruire sei impianti di produzione dell'energia solare in Puglia. E casi del genere di imprese tedesche che vincono contratti nelle energie rinnovabili sono sempre più frequenti in tutto il mondo.

fonte: corriere.it

lunedì 26 novembre 2007

Sicilia, aumentano gli incidenti sul lavoro

Nel 2006 in Sicilia gli infortuni sul lavoro sono aumentati dell'1,3% rispetto all'anno precedente, con 232 casi in più. In diminuzione invece gli incidenti mortali, 78 a fronte degli 88 del 2005. In totale gli incidenti denunciati sono stati 34.051. È quanto emerge dal rapporto annuale regionale dell'Inail presentato oggi a Palazzo dei Normanni.

La maggior parte degli infortuni si è verificata nel settore industria e servizi, 28.775; seguono quelli in agricoltura con 2.993 casi e gli incidenti occorsi ai dipendenti statali, 2.303. Il fenomeno si concentra soprattutto nelle province di Palermo, Catania, Messina e Ragusa.

"Dalla consapevolezza del fenomeno - ha detto il direttore regionale dell'Inail, Fernando Giannoni - nasce l'esigenza di creare una cultura della sicurezza che per approfondire e intervenire sulle cause dei vari eventi infortunistici".

I cosiddetti infortuni in itinere, cioè avvenuti nel percorso casa-lavoro-casa, sono stati 2.274. Il fenomeno ha interessato soprattutto le province di Catania (558), Palermo (519), Ragusa (328); 11 gli incidenti mortali, due in più dell'anno precedente.

Rispetto al dato globale, 861 sono gli incidenti denunciati dai lavoratori apprendisti: 434 nell'artigianato, 228 nel terziario, 185 nell'industria, 14 in altre attività. Gli infortuni che hanno coinvolto i parasubordinati sono 165 (113 nel 2005), 122 gli addetti interinali (187). In aumento i casi che riguardano gli extracomunitari, 251 rispetto ai 207 dell'anno precedente.


fonte: lasicilia.it

Non piove? Ionizziamo l'aria

VA subito detto che quanto proposto dal governo australiano ha già trovato un forte dissenso da gran parte della comunità scientifica e dall'Organizzazione Mondiale Meteorologica. Il perché è presto detto: se quanto ipotizzato da un ricercatore australiano, Jurg Keller dell'Università del Queensland diverrà realtà, per la prima volta l'uomo sarà realmente in grado di trasformare il "tempo" a suo piacimento, in particolare sarà in grado di ottenere la pioggia dal cielo sereno. Keller ha già ottenuto un finanziamento di 10 milioni di dollari dal Governo dell'Australia, per dare il via ai primi esperimenti.

Con una nuova tecnologia infatti, lo scienziato tenterà di creare nuvole di pioggia partendo dal un cielo totalmente privo di nubi e generando ioni (gli ioni sono atomi o molecole a cui è stato tolto un elettrone e diventano così reattivi al punto da cercarsi l'un l'altro) nell'atmosfera. Questa metodologia è totalmente diversa da quelle sperimentate finora, che utilizzano particolari sali che, sparsi nelle nubi, permettono l'aggregazione delle goccioline d'acqua già presenti. Una tecnologia è già utilizzata da lungo tempo in Australia e anche in alcuni Paesi del Medio Oriente, anche se i risultati non sono mai stati molto interessanti.

Spiega Keller: "La ionizzazione dell'aria avverrà attraverso un apparecchio posto a terra che darà modo alle molecole del vapore acqueo presenti naturalmente nell'atmosfera di attirarsi l'un l'altra. Ad un certo punto saranno le molecole stesse ad unirsi tra loro come avviene normalmente e da ciò si creeranno le nubi e quindi le piogge". Al momento non si sa nulla della macchina in grado di ionizzare l'aria, ma si pensa che sia un sistema che produce dei campi elettrici nell'aria. La metodologia non è del tutto nuova a livello teorico, in quanto già nel passato se ne parlò in Russia, ma ufficialmente sembra che non sia mai stata sperimentata.

I primi commenti negativi giungono da Roelof Bruintjes, un fisico dell'atmosfera del National Center for Atmospheric Research a Boulder (Colorado - Usa), il quale ha detto che bisogna stare molto attenti ad ionizzare l'aria perché ancora si conosce poco a tal proposito dal punto di vista teorico e quindi le conseguenze non sono del tutto note. Inoltre il ricercatore americano sottolinea: "Secondo me è impossibile ionizzare le particelle di aria su una vasta area e quindi penso che gli esperimenti non porteranno a risultati concreti".

Andrew Campbell, dell'Australian Rain Corporation dice invece, che è giusto realizzare degli esperimenti di tal genere, perché se Keller avesse ragione molto si potrebbe fare per risolvere le gravissime siccità che stanno colpendo l'Australia da qualche anno a questa parte. Nonostante le critiche Keller partirà con i propri esperimenti ed ha già scelto un'area del Queensland dove effettuerà le prime prove a partire dai prossimi mesi.

fonte: repubblica.it

EVENTI INTERNAZIONALI

CALL FOR ABSTRACTS: Interannual Trends in Phytoplankton Dynamics in Coastal Ecosystems.Ocean Sciences Meeting: From the Watershed to the Global Ocean. Orlando, Florida, on March 2-7, 2008. *Abstract deadline is October 2, 2007* http://www.aslo.org/orlando2008

CALL FOR ABSTRACTS: Long-term Ecological Research in the Deep Sea 2008 Ocean Sciences Meeting Orlando, Florida, USA. · 2-7 March 2008 · Submittal Deadline 2 October 2007 http://aslo.org/orlando2008


CALL FOR PAPERS AND PARTICIPATION INTERNATIONAL CONFERENCE ON MEDITERRANEAN STUDIES. ATHENS, GREECE 20-23 MARCH 2008, The Athens Institute for Education and Research (ATINER) organizes an International Conference on Mediterranean Studies in Athens, Greece, 20-23 March May 2008. The conference website is: www.atiner.gr/docs/Mediterranean.htm

fonte: societaitalianaecologia.it

CAMBIAMENTI CLIMATICI E RISCHI GEOLOGICI IN PUGLIA.

Convegno CAMBIAMENTI CLIMATICI E RISCHI GEOLOGICI IN PUGLIA. CASTELLO DI SANNICANDRO DI BARI 30 Novembre 2007. http://www.sigeaweb.it

fonte: societaitalianaecologia.it

Acqua: per una gestione intelligente ci aiuta l'economia

L’economia può avere un ruolo fondamentale per una gestione intelligente e sostenibile della risorsa acqua. E’ questa la grande novità della conferenza internazionale organizzata dal WWF a Torino nella prima giornata dell’Assemblea nazionale del WWF Italia che si sta svolgendo a Torino, presso l’Environment Park. Con l’incontro di oggi, dal titolo “Il ruolo dell'economia nella gestione dell'acqua. La Direttiva Quadro Acqua e l'analisi economica” per la prima volta in Italia si affronta l’economia come ambito strategico fondamentale per rilanciare, secondo i più recenti orientamenti ed esperienze europee, una corretta pianificazione e una gestione sostenibile della risorsa idrica nel nostro Paese.

Il recupero dei costi dei servizi idrici, compresi i costi ambientali a carico dei vari settori d’impiego (industria, famiglie, e agricoltura), è uno degli aspetti più importanti della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. Ma come stabilire questi costi? Quali politiche dei prezzi dell’acqua sono necessarie per raggiungere l’obiettivo del “buono stato ecologico” per laghi e fiumi previsto dalla normativa comunitaria? La conferenza intende rispondere a queste domande e non solo. Vi sono infatti interventi che prevedono costi eccessivi, non sostenibili (i cosiddetti “costi sproporzionati”), per raggiungere gli obiettivi di qualità della Direttiva, per questo è necessario conoscere approfonditamente gli aspetti economici che comportano gli interventi e vagliare sempre possibili alternative.

“La Direttiva europea sulle Acque, malamente recepita ed inapplicata in Italia (il nostro Paese è stato più volte richiamato dalla Commissione e dalla Corte di Giustizia Europea), obbliga a redigere solide analisi economiche a livello di bacino idrografico per individuare scelte sostenibili sia da un punto di vista ambientale che economico - ha detto Andrea Agapito, responsabile programma Acqua del WWF Italia - Per questo risultano assurdi, ad esempio, i continui interventi di artificializzazione dei nostri fiumi e risulta assolutamente anacronistica la proposta di “bacinizzare” il Po, pervicacemente portata avanti anche in questi giorni, in occasione del IV Congresso del Po, da alcune Province padane: nessuna seria analisi economica accompagna questo progetto distruttivo per il nostro più grande fiume, ma sono chiare le richieste di finanziamenti allo Stato per garantire contributi a pioggia sul territorio che nulla hanno a che fare con il bene del Po e di chi vive nel suo bacino”.

La corretta applicazione della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE costituisce una delle ultime occasioni per rilanciare un governo sostenibile dell’acqua in Italia, anche grazie ad un approccio caratterizzato da trasparenza, partecipazione pubblica, pianificazione a scala di bacino, conoscenza approfondita dei sistemi naturali e delle pressioni e degli impatti antropici. “Nella tavola rotonda della Conferenza con i rappresentati dell’Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari (ANBI), Mineracqua, Federutility, Coldiretti, Assoelettrica e Contratto Mondiale dell’Acqua - dichiara Enzo Venini, presidente del WWF Italia - il WWF vuole continuare a promuovere quell’alleanza allargata per un confronto costruttivo con tutti gli attori coinvolti, alla ricerca di soluzioni percorribili che assicurino la necessaria disponibilità, qualitativa e quantitativa, per noi e per le generazioni future della risorsa acqua. Manca però una reale volontà politica. La conferenza vuole quindi essere un ulteriore costruttivo stimolo al Governo e alle istituzioni locali affinché vi sia un reale e concreto impegno per la tutela e la corretta gestione dell ’acqua in Italia”.

fonte: wwf.it

Soru fa il cattivo. E Greenpeace gli porta il carbone

Consegna a domicilio inattesa per Soru: questa mattina, all'alba, gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione e hanno scaricato sacchi di carbone davanti al palazzo della Regione, aprendo uno striscione per ricordare al Governatore che il carbone uccide il clima. E che l'Italia ha bisogno dell'eolico sardo.
I video di Greenpeace Il video su You TubeIl video su Libero Video

Alcuni climber, saliti sul tetto dell'edificio per aprire uno striscione più grande – "No carbone. Soru facci girare le pale" – sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Lo striscione è stato comunque affisso sulla nave di Greenpeace, la Arctic Sunrise, che da ieri si trova nel porto di Cagliari e, domani, sarà aperta al pubblico, per le visite.

Greenpeace denuncia la politica energetica di Renato Soru, che dimentica l'eolico e punta tutto sul carbone del Sulcis. Bloccare l'eolico e promuovere il carbone nell'isola è un crimine contro il Pianeta, paragonabile alla decisione dell'amministrazione Bush di non ratificare Kyoto: con questa politica, si raddoppieranno infatti le emissioni regionali di gas serra, andando contro gli obiettivi nazionali di Kyoto e contro il nuovo obiettivo europeo per la riduzione delle emissioni al 2020.

Aggiornamento ore 13.00

Dopo l'azione di questa mattina, Soru ha ricevuto una delegazione di Greenpeace: è stato un incontro teso, segnato da continui scatti di nervosismo da parte del governatore sardo. Il colloquio si è concluso con la promessa di un nuovo parco eolico, senza chiarire però dove ed entro quando l'impianto sarà realizzato. Soru è rimasto inoltre sostanzialmente sulle sue posizioni per quanto riguarda il carbone.


Soru ha anche chiesto che i contributi CIP6 per le fonti rinnovabili vengano dati al carbone nel Sulcis, aggiungendo in questo modo l'ennesimo tassello allo scandalo delle assimilate denunciato anche da Beppe Grillo.

La Sardegna è la regione italiana più ventosa: bloccare l'eolico qui significa compromettere lo sviluppo delle rinnovabili in tutta Italia. Entro il 2012 la Sardegna potrebbe trarre dal vento la metà dell'energia elettrica di cui ha bisogno, raggiungendo la tanto auspicata indipendenza energetica. Per fare questo basterebbe solo il 3 per cento del territorio sardo.

Da un recente sondaggio condotto da ANEV e Greenpeace, risulta che il 90 per cento dei Sardi non è contrario all'eolico, e il 60 per cento pensa che l'eolico sia un'opportunità positiva per la Sardegna. Greenpeace chiede Soru di prendere atto della volontà dei suoi elettori: occorre aprire all'eolico e rinunciare al carbone.

fonte: greenpeace.it

Codice, al via la riforma

Controlli potenziati, lotta alle ecomafie, Via con tempi certi e introduzione del principio "chi inquina paga". Il consiglio dei ministri ha approvato in seconda lettura lo schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale/
LE NOVITÀ IN PILLOLE
Più capacità di controllo senza burocrazia, inserimento dei principi comunitari di prevenzione, precauzione e del "chi inquina paga", tempi certi per la valutazione d'impatto ambientale. Cambia così il Codice dell'Ambiente. Il consiglio dei ministri ha approvato infatti, in seconda lettura, come prescrive la legge, su proposta del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio lo schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale (dl 152/2006).

Il decreto correttivo, già approvato in prima lettura dall'esecutivo il 13 settembre scorso, aveva ottenuto i pareri positivi delle commissioni parlamentari lo scorso 24 settembre. Ora, entro venti giorni, si attende il nuovo parere delle commissioni parlamentari per consentire il definito varo del provvedimento da parte del Cdm.

«Con questo nuovo provvedimento - ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio - colmiamo una lacuna, inserendo finalmente nelle normative italiane alcuni punti fermi comunitari, quali i principi di precauzione e prevenzione e "chi inquina paga". Restituiamo così logica e trasparenza alle norme ambientali garantendo il controllo per rafforzare la lotta a illegalità ed ecomafie ma eliminando gli inutili appesantimenti burocratici per le imprese. È un passaggio importante di riforma delle normative nell'ottica dello sviluppo sostenibile».

Il testo, riferiscono dal ministero dell'Ambiente, «è il frutto di un lungo e costruttivo confronto con le regioni, il mondo dell'impresa, il sindacato e le associazioni ambientaliste, ha accolto numerose condizioni contenute nel parere delle commissioni parlamentari e della Conferenza unificata e ha recepito alcune indicazioni contenute nel recente parere del Consiglio di Stato».

Il correttivo interviene su due settori normativi importanti per le politiche ambientali, quali i rifiuti e le valutazioni d'impatto ambientale. «Il ministero dell'Ambiente pone così rimedio - afferma una nota - ad una riscrittura delle norme voluta dal precedente governo che ha provocato, tra le tante criticità, l'apertura di numerose infrazioni comunitarie nei confronti dell'Italia».

fonte: lanuovaecologia.it

Blitz anti-carbone di Greenpeace a Cagliari

Gli eco attivisti hanno assaltato all'alba il palazzo del Consiglio regionale sardo. Con gli striscioni “Soru, il carbone uccide il clima” e “No carbone, Soru facci girare le pale” hanno chiesto al governatore il rispetto degli obiettivi di Kyoto
Un gruppo di attivisti di Greenpeace, giunti ieri a Cagliari a bordo della nave Artic Sunrise ha assaltato all'alba il palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, in via Roma, nel tentativo di issare uno striscione contro l'uso del carbone sardo per produrre energia. Gli scalatori ecologisti sono stati però intercettati dalle forze dell'ordine



prima che riuscissero a raggiungere la sommità del palazzo e fatti scendere. Dopo l'identificazione da parte della Polizia di Stato gli attivisti di Greenpeace hanno esposto lo striscione con la scritta “Soru il carbone uccide il clima” sul marciapiede davanti all'ingresso principale.

Secondo Greenpeace il ritorno al carbone, promosso dal governo nazionale e condiviso in pieno dal presidente della Giunta regionale sarda, Renato Soru, è dannosissimo per l'ambiente e viola gli impegni presi dall'Italia per rispettare gli obiettivi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di CO2 e investire seriamente sulle fonti rinnovabili. Gli ecologisti hanno spiegato di aver voluto ricordare ancora una volta a Renato Soru che bloccare l'eolico e promuovere il carbone nell'isola «è un crimine contro il Pianeta pari alla decisione dell'amministrazione Bush di non ratificare Kyoto, con la differenza che l'Italia l'ha già fatto».

Uno degli scalatori di Greenpeace è stato bloccato dalle forze dell'ordine quando era già arrivato sul tetto del palazzo e stava cercando di aprire un grande striscione con la scritta “No carbone. Soru facci girare le pale”. Lo striscione è stato poi affisso sulla murata della nave di Greenpeace Artic Sunrise, attraccata in porto.

Una decina di volontari dell'associazione ambientalista ha scaricato sacchi di carbone davanti al palazzo del Consiglio regionale, spiegando ai passanti che Greenpeace è entrata in azione per denunciare che la politica energetica di Renato Soru, porterà nei prossimi anni a un raddoppio delle emissioni regionali di gas serra, andando contro gli obiettivi nazionali di Kyoto, e contro il nuovo obiettivo europeo per la riduzione delle emissioni al 2020.

fonte: lanuovaecologia.it

Campania, tutto pronto per siti stoccaggio

I tecnici del commissariato per l'emergenza sono pronti a prendere possesso dei siti destinati ad accogliere per i prossimi mesi le ecoballe. Dovrebbero aprire il 20 docembre, quando chiude Taverna del Re/ECOMAFIA: Operazione Matrix
I tecnici del commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania sono già pronti per prendere possesso dei siti individuati nei giorni scorsi e destinati ad accogliere per i prossimi mesi le ecoballe prodotte dagli impianti di Cdr. Insomma, sta per scattare una corsa contro il tempo per gli allestimenti e i dettagli delle operazioni,



secondo indiscrezioni, sarebbero stati discussi durante un tavolo tecnico tenuto nel pomeriggio di ieri.

I siti dovranno essere pronti entro il 20 dicembre prossimo quando - come è stato più volte garantito - dovrà chiudere i battenti il sito di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano, l'unico rimasto in attività nella intera regione Campania e dove sono finiti circa 2 milioni di ecoballe.

Il commissario di governo e prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, nelle prossime ore potrebbe firmare anche le ordinanze per le discariche che sarà necessario aprire e dove dovranno essere sversati gli scarti della lavorazione degli impianti e che ora finiscono solo a Serre, nel salernitano. La situazione é diventata più difficile dopo il sequestro della discarica "Lo Uttaro", alla periferia di Caserta.

La Campania potrà uscire dalla emergenza solo verso la fine del 2008, quando l'impianto di termovalorizzazione di Acerra sarà pronto per bruciare le ecoballe. Ma nel frattempo si dovrà procedere anche al necessario adeguamento dei Cdr, dove attualmente si assemblano balle di rifiuti tritovagliati.

fonte: lanuovaecologia.it

Codice ambientale: Consiglio dei Ministri approva correttivo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina, in seconda lettura come prescrive la legge, su proposta del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio lo schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale (dl 152/2006). Il decreto correttivo, già approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 13 settembre scorso, aveva ottenuto i pareri positivi delle commissioni parlamentari lo scorso 24 settembre. Ora, entro venti giorni, si attende il nuovo parere delle commissioni parlamentari per consentire il definito varo del provvedimento da parte del Cdm.

“Con questo nuovo provvedimento – ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio - colmiamo una lacuna, inserendo finalmente nelle normative italiane alcuni punti fermi comunitari, quali i principi di precauzione e prevenzione e ‘chi inquina paga’. Restituiamo così logica e trasparenza alle norme ambientali garantendo il controllo per rafforzare la lotta a illegalità e ecomafie ma eliminando gli inutili appesantimenti burocratici per le imprese. E’ un passaggio importante di riforma delle normative nell’ottica dello sviluppo sostenibile”.

Il testo, frutto di un lungo e costruttivo confronto con le regioni, il mondo dell’impresa, il sindacato e le associazioni ambientaliste, ha accolto numerose condizioni contenute nel parere delle commissioni parlamentari e della Conferenza Unificata e ha recepito alcune indicazioni contenute nel recente parere del Consiglio di Stato. Il correttivo interviene su due settori normativi assai importanti per le politiche ambientali, quali i rifiuti e le valutazioni d’impatto ambientale. Il Ministero dell’Ambiente pone così rimedio ad una riscrittura delle norme voluta dal precedente Governo che ha provocato, tra le tante criticità, l’apertura di numerose infrazioni comunitarie nei confronti dell’Italia.

In sintesi, il decreto approvato questa mattina - rispetto alle norme in vigore - riscrive integralmente le norme in materia di VIA e VAS (Valutazione d’Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica) e stabilisce tempi certi per la VIA – che andrà fatta sul progetto definito e non più preliminare - dai 150 giorni ad un massimo di 330 giorni (per le opere più complesse) senza possibilità di prolungamenti indefiniti. E’ stato inoltre eliminato il silenzio-rigetto, ossia il meccanismo automatico in base al quale in assenza di risposte si considerava rifiutata la richiesta valutazione presentata. Ora si avrà sempre un provvedimento motivato entro i termini stabiliti. In caso di superamento dei termini il provvedimento andrà alla decisione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento recepisce anche le direttive comunitarie in materia di partecipazione dei cittadini che oggi sono sostanzialmente esclusi dal processo decisionale. I cittadini potranno così intervenire già all’inizio dell’iter procedimentale. La modifica delle norme relative alla Vas consentirà di superare le infrazioni comunitarie aperte nei confronti del nostro paese.

Per i rifiuti è stato migliorato il testo già approvato in Cdm a settembre con norme, come chiesto da Camera e Senato, che semplificano la tracciabilità dei rifiuti attraverso un sistema di controllo informatico, consentendo così il superamento dei vecchi sistemi cartacei. Sono state accolte poi le indicazioni di Camera e Senato che precisano la definizione di rifiuto, le norme sulle materie prime e seconde e in tema di deposito temporaneo e terre e rocce da scavo, portando fino a 3 anni la possibilità di deposito per le opere più rilevanti. Infine è stata riordinata la normativa relativa ai Consorzi di filiera accogliendo le indicazioni del Parlamento.

fonte: minambiente.it
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Passatempo Preistorico

Moonstone Madness

Pronti a partire, pronti per distruggere tutto? Bene, allora fate un salto indietro nell'era preistorica e immergetevi in questa nuova avventura dal gusto tribale. A bordo del vostro cinghiale dovrete raccogliere le gemme preziose necessarie per passare alle missioni successive, saltando gli ostacoli se non volete perdere il vostro bottino e distruggendo i totem a testate per conquistare altre gemme utili. Inoltre, una magica piuma vi catapulterà verso il cielo dove punti e gemme preziose sono presenti in gran quantità, per cui approfittatene! cercate di completare la missione entro il tempo limite, utilizzando le FRECCE direzionali per muovervi, abbassarvi e saltare, e la SPACEBAR per prendere a testate i totem.

Change.org|Start Petition

Blog Action Day 2009

24 October 2009 INTERNATIONAL DAY OF CLIMATE ACTION

Parco Sempione - Ecopass 2008