venerdì 25 marzo 2011

Il governo vara la moratoria 'Per ora niente ricerca dei siti'

Per il ritorno del nucleare in Italia c'è tempo. Come aveva anticipato 1 il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che "dispone la sospensione, per un periodo di 12 mesi, delle procedure riguardanti la localizzazione e la realizzazione di centrali e impianti nucleari sul territorio italiano". Una scelta che arriva sulla scia della crescente ostilità dell'opinione pubblica per l'opzione atomica e sondaggi sempre più preoccupanti 2 per la tenuta dei consensi del governo. Si tratta però di uno stop dai contorni ambigui, salutato da un coro di critiche da parte dell'opposizione, delle associazioni ambientaliste e dai comitati promotori del referendum che, è notizia di oggi, sono stati messi in calendario per il 12 e 13 giugno.

Il testo, come precisa una nota diramata nel pomeriggio dallo stesso dicastero di via Veneto, se da un lato fa sì che non si proceda "all'adozione degli atti necessari alla realizzazione degli impianti nucleari, a cominciare dalla predisposizione del documento programmatico sulla strategia nucleare", dall'altro fa in modo di confermare "il deposito nazionale per lo stoccaggio e il ruolo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, quale organo competente per lo studio e la programmazione delle politiche riguardanti la sicurezza nucleare".

"Quanto successo oggi in Consiglio dei ministri ha dell'incredibile - commentano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - Il governo ha approvato il decreto che fissa la road map per la realizzazione delle centrali nucleari e contemporaneamente ha deciso una moratoria di un anno prima di scegliere definitivamente il ritorno all'atomo. Il termine per la definizione del piano programmatico spostato ulteriormente in avanti a 24 mesi, cioè a fine legislatura, è un operazione ingannevole del governo che sa già che non servirà a nulla". Insomma, "è una truffa ai danni degli italiani - spiegano Della Seta e Ferrante - è il tentativo di salvare la faccia depotenziando il referendum in programma a giugno lasciando per altri mesi il paese senza lo straccio di una politica energetica finalmente orientata a innovazione, efficienza e allo sviluppo delle energie rinnovabili".

E la parola truffa è quella più ricorrente anche nei commenti delle associazioni ambientaliste. "Il governo vuole solo evitare che gli italiani vadano al voto con l'incubo del ritorno dell'atomo nel paese. Lo stop di un anno e addirittura due anni per decidere la strategia significa, di fatto, rimandare ogni scelta non solo oltre le prossime elezioni amministrative ma anche oltre quelle politiche del 2013", dice il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. Il Wwf parla invece di governo "attendista stregone", mentre per Greenpeace si tratta di "una foglia di fico con la quale l'esecutivo tenta di confondere le acque per dare a intendere ai cittadini che del referendum di giugno non c'è più bisogno". Di una "trappola, un diversivo per salvarsi dal referendum e non mettere a rischio le elezioni amministrative", parla anche il Comitato 'Vota Sì per fermare il nucleare', che ha inscenato tra l'altro un sit-in improvvisato davanti a Palazzo Chigi. "Ma gli italiani - prosegue la nota - non si faranno gabbare. No alla moratoria-truffa".

Sul fatto che lo stop di 12 mesi significhi davvero un ripensamento, piuttosto che una semplice presa di tempo, restano insomma forti e legittimi dubbi. La scelta potrebbe rivelarsi però comunque deleteria per le ambizioni di revival atomico del governo. Tra un anno le "quotazioni" del nucleare rischiano infatti seriamente di essere ancora più in ribasso di quelle attuali. Basti pensare alla nuova uscita odierna 3 della cancelliera Angela Merkel. "Più presto la Germania uscirà dal nucleare meglio sarà", ha detto la leader tedesca parlando a Francoforte. E dal Veneto arriva la notizia che anche la Lega si starebbe orientando verso il sostegno al referendum anti-atomo: "Nel centrodestra si aprono crepe evidenti", rileva il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

Il varo della moratoria da parte del governo è stata tra l'altro occasione oggi per un'iniziativa dei Verdi, che hanno presentato un dossier sui possibli danni per la salute del nucleare anche in mancanza di incidenti. Il documento cita una serie di studi e raccolte statistiche tedesche, spagnole e britanniche che secondo il Sole che ride "giungono a un'unica conclusione: il rischio di cancro si incrementa per i soggetti che vivono nelle vicinanze delle centrali atomiche e in presenza delle cosiddette 'piccole dosi' di radiazioni rilasciate dalle centrali durante il loro normale funzionamento".

fonte: repubblica.it

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