sabato 24 aprile 2010

Affonda in mare la piattaforma petrolifera esplosa due giorni fa

E’ colata a picco la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico gravemente danneggiata tre giorni fa da un’esplosione che ha provocato diciassette feriti, quattro dei quali gravi, e undici dispersi. Lo ha annunciato la Guardia costiera. L'affondamento della «Deepwater Horizon» al largo della Louisiana, dopo l'esplosione e l'incendio sviluppatosi a bordo tre giorni fa, potrebbe causare una catastrofe naturale nel Golfo del Messico. È l'allarme lanciato da alcuni ambientalisti nel sottolineare che la piattaforma è colata a picco con circa 700 mila galloni (2,6 milioni di litri) di greggio. Undici operai continuano a risultare dispersi nell'incidente accaduto martedì notte. David Rainey, responsabile delle esplorazioni petrolifere nel Golfo del Messico, non lascia molto spazio all'ottimismo: «Senza dubbio - ha detto - esiste la possibilità di un grande sversamento di greggio». La piattaforma si trovava a 70 chilometri dalle coste dello stato americano della Louisiana. «Stiamo ancora portando avanti l’inchiesta» per fare luce sulle ragioni per cui la piattaforma è collassata, ha spiegato Ashley Butler, portavoce della Guardia costiera.

Lotta con le fiamme, poi il crollo

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LA GUARDIA COSTIERA: «AL MOMENTO NON CI SONO RISCHI» - Anche se occorrerà del tempo per valutare i reali danni ambientali causati dall'incidente, la Guardia Costiera della Louisiana ha un atteggiamento molto più cauto: «Al momento non ci sono perdite» ha detto una portavoce, aggiungendo anche che nel caso in cui si verificassero «siamo pronti per affrontare l'emergenza». Queste affermazioni sembrano però essere smentite dalle foto aeree scattate nella zona, che mostrano invece ampie chiazze di greggio in mare. L'allarme quindi resta e la zona continua ad essere monitorata 24 ore al giorno. Il controammiraglio di Guardia Costiera Mary Landry, che sovrintende alle operazioni, in un'intervista concessa alla ABC ha comunque escluso che possa esserci un'emergenza ambientale di proporzioni importanti. I rischi derivanti da una possibile marea nera sono considerati bassi, e i tecnici ritengono che la maggior parte del petrolio sia bruciato nell'incendio seguito all'esplosione. L'unica vera preoccupazione delle autorità riguarda le condizioni atmosferiche previste per il fine settimana. Il mare nel Golfo del Messico dovrebbe ingrossare, il che renderebbe molto più difficili le operazioni di recupero della "striscià oleaosa". C'è quindi ancora il rischio che il petrolio arrivi alla costa.

PREOCCUPAZIONE DI OBAMA - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si era incontrato giovedì con i responsabili dei soccorsi e della Protezione Civile americana per fare il punto della situazione, e aveva definito l'emergenza al largo di New Orleans «la priorità numero 1» del governo americano

fonte: corriere.it

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