venerdì 9 aprile 2010

Energy manager: c'è bisogno di informazioni di qualità

La green economy è ormai sulla bocca di tutti - politici economisti e imprenditori - anche se molto spesso è utilizzata a sproposito magari per nascondere un'operazione di green washing oppure viene ‘limitata' a «volano per la crescita» finalizzata a ricostruire il modello economico insostenibile spazzato via dalle crisi che si sono abbattute nel 2008 e nel 2009 in tutti gli ambiti. Ma in attesa di una economia che sia semplicemente sostenibile in sé, senza bisogno di aggettivi, è interessante provare a capire quali sono le principali problematiche affrontate dai responsabili della comunicazione delle aziende dell'energia. A questa domanda cercherà di dare una risposta la ricerca che sarà realizzata dalla Insintesi insieme a Fire (federazione per l'uso razionale dell'energia) e il Gifi (che raggruppa diverse imprese attive nel settore fotovoltaico) , e che comunque non fa che confermare ancora una volta come solo una gamba dell'economia ecologica sia considerata, i flussi di energia, mentre l'altra gamba, ovvero i flussi di materia, viene costantemente ignorata anche dai decisori politici, nonostante la dinamica dei prezzi delle commodities - in questi giorni alle stelle - dovrebbe dare qualche suggerimento sugli scenari che ci aspettano e sugli orientamenti da dare al mercato con le proprie azioni politiche.

Il progetto sarà realizzato attraverso una ricerca quantitativa via web e una qualitativa telefonica per approfondire le problematiche, ma è interessante fin da subito conoscere i dati di partenza della ricerca che si basano su quanto emerso in una prima fase in cui Insintesi ha analizzato le esigenze di informazione delle domanda. Quest'ultima ricerca ha coinvolto un campione di responsabili della gestione energetica delle aziende italiane e ha evidenziato il problema della valutazione dei ritorni di investimento e della conseguente esigenza di informazione di qualità. Con i risultati della nuova ricerca, si potrà realizzare un confronto tra come comunica l'offerta e come si informa la domanda con l'obiettivo di contribuire al miglioramento del processo di trasmissione delle informazioni.

Tra i freni segnalati dagli energy manager, emerge come fattore chiave - indicato dal 39,5% del campione - la difficoltà a valutare il ritorno degli investimenti (ROI) delle soluzioni per razionalizzare i costi e i consumi dell'energia. Questo dato indica la larga diffusione del problema che evidentemente influenza anche i freni relativi ai problemi finanziari segnalati dal 51% del campione e le esigenze di dare priorità agli investimenti core indicati dal 39,5% del campione. In sintesi, emerge che l'ostacolo principale allo sviluppo non è quindi rappresentato dalla carenza assoluta di fondi - solo il 27% ha infatti segnalato difficoltà di accesso al credito - ma dalla difficoltà da parte dell'offerta di trasmettere e motivare gli investimenti in innovazione nell'energia, attribuendo a quest'ultimo un adeguato valore nella scala delle priorità aziendali.

Proprio con la difficoltà di valutazione del ROI si spiega la notevole fame di contenuti: ad esempio, l' 86% del campione ha dichiarato molto importante ricevere dai fornitori informazioni di qualità, infatti, per investire è necessario conoscere il mercato con le sue dinamiche e, a quanto pare, i livelli di conoscenza attuali non sono in alcun caso adeguati.

Attraverso la ricerca, sono state raccolte le opinioni degli energy manager anche in materia di contenuti da cui è emerso un forte interesse verso le ricerche e le analisi per comprendere meglio gli scenari (90% del campione ) e una forte esigenza di conoscere i prodotti (90%). Internet e le testate di settore sono risultate le fonti più accreditate con i giudizi più elevati - rispettivamente 3,2 su 4 e 2,8 su 4. Non molto significativi i dati sulle singole fonti di informazioni consultate, in quanto ovviamente i primi energy manager campionati sono stati quelli delle imprese associate e in qualche modo le risposte (che in gergo tecnico erano ‘sollecitate' cioè proponevano già alcuni media in particolare) hanno fotografato un'inevitabile attenzione nei confronti delle fonti in qualche modo afferenti ai gruppi editoriali di riferimento: in ogni caso il Sole 24 Ore è il quotidiano più seguito con il 50% di lettori tra il campione, seguito tra i cartacei dal mensile Energia 24 e dal quindicinale di informazione giuridica professionale e tecnica Ambiente e sicurezza (sempre edito dal gruppo del Sole 24 ore). Tra le testate internet la più seguita è risultata Quotidianoenergia.it . Gli eventi considerati più utili e più partecipati sono quelli organizzati da realtà indipendenti come i media, le associazioni e gli analisti partecipati dall'81% del campione con una valutazione pari all' 8 scolastico.

fonte: greenreport.it

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