venerdì 27 febbraio 2009

Genova risparmia abbassando le luci

La Liguria risparmia e abbassa la luce. Anzi, in alcuni casi la spegne proprio. Tutto è contenuto nel regolamento stilato dall'assessorato all'Ambiente della Regione: «Ormai è pronto, lo presenteremo entro una decina di giorni» dice l'assessore Franco Zunino. Sicuramente farà discutere. Illuminazione pubblica con potenza ridotta almeno del 30% nelle ore notturne (indicativamente dalla mezzanotte alle cinque di mattina), insegne luminose spente dopo la mezzanotte, divieto di «sparare» la luce verso l'alto con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento luminoso che ha cancellato la visione delle stelle nelle città. Questi sono i punti salienti. Le disposizioni sono obbligatorie per tutti i Comuni.

È obbligatorio «l'impiego di dispositivi in grado di ridurre entro la mezzanotte l'emissione di luce, in misura superiore al 30 per cento rispetto alla situazione di regime». Smorz 'e light, come cantava Arbore. E la sicurezza che spesso si accoppia a una maggior illuminazione urbana? «Si deve usare il buonsenso — dice Zunino — è chiaro che la sicurezza va garantita, se ci sono necessità particolari dovranno essere evidenziate dai Comuni. Sono previste esclusioni, ovviamente, ma sempre facendo salvo il criterio del risparmio, lo spreco non aumenta la sicurezza. Sparare la luce verso l'alto non serve a proteggere i cittadini». Non si tratta solo di illuminare meno ma soprattutto di farlo meglio. Ad esempio pensionando le lampade a incandescenza, ad alto consumo, e utilizzando quelle a risparmio energetico. Il regolamento stabilisce tetti e limiti di watt e candele, e anche requisiti tecnici di maggior efficienza per i nuovi impianti, quelli vecchi si adegueranno. Il regolamento spazia dagli impianti sportivi ai monumenti ai negozi ai parcheggi. L'articolo 9 (in bozza) riguarda le insegne: «Tutti i tipi di insegne luminose non preposte alla sicurezza e ai servizi di pubblica utilità devono essere spente entro le ore 24.00 oppure alla chiusura dell'esercizio se successiva». Divieto assoluto su tutto il territorio regionale di usare «fasci di luce fissi o roteanti di qualsiasi colore o potenza, quali fari, laser e giostre luminose o altri tipi di richiami luminosi come palloni aerostatici o immagini luminose che disperdono la luce verso la volta celeste, siano essi per mero scopo pubblicitario o voluttuario, anche se di uso temporaneo».

Il legislatore regionale ha previsto deroghe per le luminarie di Natale (50 giorni) e per le feste patronali (10 giorni). Un regime eccezionale è previsto per l'illuminazione dei monumenti: preferibilmente deve essere «di tipo radente dall'alto verso il basso » ma questo non sempre è possibile. Allora i fasci di luce potranno essere orientati dal basso verso l'alto ma con basse potenze e in modo che ricadano all'interno dell'edificio o che «fuoriescano» per un massimo del 10 per cento. Se non si rispettano questi requisiti, spiacenti, ma anche il monumento dopo la mezzanotte finisce al buio. Ma la Lanterna no, quella non si spegne mai.

fonte: corriere.it

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