giovedì 18 marzo 2010

Legami antimafia

Milano si prepara ad accogliere i familiari italiani e stranieri di vittime delle mafie. Si svolgerà a Milano, il 20 marzo, la quindicesima edizione della “Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” promossa da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il pubblico, con il patrocinio del Comune di Milano, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata.

La giornata tradizionalmente si svolge ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ma quest’anno viene anticipata al sabato 20 marzo per favorire la massima partecipazione di quanti arriveranno da ogni parte d’Italia. Libera per la XV edizione ha scelto la Lombardia, ha scelto Milano. “Legami di legalita’, legami di responsabilita’ ” è lo slogan che accompagnerà questa giornata, durante la quale si incontreranno a Milano circa 500 familiari (italiani e stranieri) delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3000 familiari. Saranno presenti rappresentanti delle Ong provenienti da circa 30 paesi europee e di associazioni provenienti dall'America Latina. La presentazione della manifestazione stamane presso la sede dell'Acli di Milano alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, del sindaco di Milano Letizia Moratti e di Umberto Ambrosoli in rappresentanza dei familiari di vittime di mafie.

La Milano degli affari e della finanza, cuore economico d’Italia, ma anche città ricca di fermenti culturali e sociali. Una città e una terra dove le espressioni di impegno non sono mai mancate, sostenute da quella concretezza, tenacia e generosità che appartengono al “dna” di molti lombardi e hanno alimentato testimonianze di coraggio e coscienza civile. Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona. Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti: i vigili del fuoco Carlo Lacatena, Stefano Picerno e Sergio Pasotto e il vigile urbano Alessandro Ferrari, con loro Driss Moussafir, cittadino immigrato dal Marocco, venuto in Italia nella speranza di trovare lavoro e dignità.

Ma a Milano anche per denunciare e continuare a combattere la criminalità organizzata. La Lombardia è la prima regione per segnalazione operazioni sospette in tema di riciclaggio all’Ufficio Informazione Finanziaria e offre numerose e diversificate possibilità di reimpiego dei capitali accumulati illecitamente dalle cosche. La Lombardia è la terza regione per numero di aziende confiscate alla criminalità organizzata con 165 aziende, di cui ben 116 si trovano a Milano. La Lombardia è la quinta regione per numero di beni immobili confiscati con 665 beni immobili confiscati di cui ben 420 si trovano a Milano e provincia.

Milano sarà protagonista nei giorni del 19 marzo dove nel pomeriggio presso il Centro San Fedele si svolgerà l'incontro tra i familiari delle vittime delle mafie a seguire veglia ecumenica presso la Chiesa di San Fedele. Il 20 marzo appuntamento con il corteo con partenza da Porta Venezia per arrivare a Piazza Duomo passando per via Palestro. Sul palco di Piazza Duomo saranno letti gli oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare.

Perché i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalità dei rifiuti. .Alla manifestazione di Libera , grazie alla collaborazione con il Mei e all'adesione di molti operatori del settore culturale e musicale italiano, hanno aderito oltre 40 artisti della scena musicale italiana tra i quali Frankie Hi Nrg,Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori, Alessandro Benvenuti,Piotta, Vallanzaska, Nomadi, Enrico Capuano e tanti altri artisti che hanno aderito alla giornata promossa da Libera a Milano.

fonte: lanuovaecologia.it

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