| La procura di Avellino giudica illegittimo il provvedimento con cui il generale Franco Giannini, collaboratore di De Gennaro, ha disposto la realizzazione del sito per ecoballe in provincia di Avellino. «Nell'impianto mancano sistemi antincendio ed è a rischio la sicurezza dei lavoratori»/ Sigilli a Ferrandelle - Martedì verdetto Ue |
| Il generale Franco Giannini, collaboratore di Gianni De Gennaro al commissariato per l'emergenza rifiuti, ha disposto "con provvedimento illegittimo dell'aprile 2008", "la realizzazione di un sito di stoccaggio di balle di rifiuto Cer in località Pianodardine". Per questo motivo Giannini, nella sua qualità di titolare del potere di firma dei provvedimenti contingibili ed urgenti del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Campania, è indagato dalla procura di Avellino per illecita gestione di rifiuti. L'inchiesta, condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino, è coordinata dal procuratore Aristide Mario Romano. Nell'indagine emerge che nell'ordinanza firmata da Giannini non viene fatto riferimento ad alcuna norma sanitaria, o di sicurezza. I carabinieri hanno accertato che lo stoccaggio delle balle potrebbe provocare incendi nella discarica, e per questo pericolo non è stato realizzato alcun sistema antincendio. In base a queste mancanze, gli inquirenti ritengono che "tale macroscopica deficienza consente di ritenere che il provvedimento del generale Giannini non si sia fatto carico di garantire un minimale livello di tutela, con conseguente violazione del principio di precauzione, e in dispregio degli interessi ambientali, con conseguente vizio di legittimità della stessa ordinanza". Con Giannini è iscritto nel registro degli indagati anche Raffaele Spagnuolo, presidente del Cosmari Consorzio Av1, e gestore del sito di stoccaggio di Pianodardine in cui vengono sistemate le balle provenienti dagli impianti di selezione di Battipaglia, Giugliano, Caivano e Santa Maria Capua Vetere. Per i magistrati, Spagnuolo avrebbe omesso di adottare le misure necessarie ai fini delle prevenzione incendi, e per l'evacuazione dei lavoratori in caso di fiamme. L'inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica di Avellino, Aristide Mario Romano, evidenzia che "l'alta caratteristica infiammabile dei rifiuti abbancati costituisce elemento di preoccupazione per l'elevato rischio di incendi, circostanza che, a maggior ragione, doveva indurre gli organi del Commissariato ad adottare un adeguato sistema antincendio, che allo stato non è in alcun modo assicurato". fonte: lanuovaecologia.it |
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venerdì 2 maggio 2008
«Il sito di Pianodardine a rischio incendi»
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