Infuria la polemica negli Stati Uniti sull'affidabilità del marchio federale per i cibi organici, che spesso contengono tracce di pesticidi o altri agenti chimici. Negli ultimi tre anni - afferma il Washington Post - il programma nazionale per l'organico ha ripetutamente abbassato gli standard, in seguito alle pressioni esercitate dai produttori, tra cui spiccano giganti alimentari come Kraft, Dole e Dean Foods. Con un giro di affari di circa 23 miliardi di dollari l'anno, l'organico rappresenta il settore più in crescita dell'industria alimentare.
Molti americani scelgono di mangiare organico, affidandosi all'etichetta federale "USDA Organic". Spesso però il marchio viene concesso a produttori che utilizzano sostanze chimiche e procedure non conformi alle norme, suscitando le polemiche delle associazioni dei consumatori e dei cultori dell'organico, rileva il Washington Post. Un esempio è quello degli alimenti organici per bambini. Nel 2006 il Dipartimento per l'Agricoltura aveva bandito l'uso di additivi sintetici dalle loro formule, mentre oggi queste sostanze si trovano nel 90% dei prodotti in commercio.
Si tratta di conciliare le esigenze di un mercato di massa con l'autenticità dei cibi organici: da una parte i produttori chiedono standard più flessibili, dall'altra i consumatori pretendono che al marchio corrisponda non solo un prezzo più alto, ma anche un valore aggiunto. Le associazioni dei consumatori confidano nella amministrazione Obama che, proponendo di raddoppiare le risorse per l'organico, sembra intenzionata a favorire un cambiamento della situazionefonte: lanuovaecologia.it




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