martedì 2 febbraio 2010

Via le vecchie scorie radioattive e il no delle regioni al nuovo nucleare

Le scorie se ne vanno. Almeno per il momento. Già, perché si tratta del materiale radioattivo delle vecchie centrali stoccato nel deposito Avogadro (Piemonte). Partenza alle 24.00 di domenica 31 gennaio, da Saluggia destinazione Francia, per essere riprocessato e quindi rispedito in Italia. Le due barre di combustibile nucleare hanno così passato il confine a Ventimiglia alle 6.00 di lunedì.
“E’ l’inizio – commenta l’assessore regionale Nicola de Ruggiero – della procedura per il trasferimento di tutto il combustibile presente a Saluggia ed a Trino. Il trasporto é avvenuto nel rispetto del programma aziendale presentato dalla Sogin nell’ultima riunione del tavolo sulla trasparenza nucleare che abbiamo istituito. Questa attività é di preludio ai trasporti che seguiranno, per il completo allontanamento del combustibile nucleare dal Piemonte entro i tempi stabiliti dal programma, che prevede la fine del trasferimento globale entro febbraio 2012’‘.
Dal canto suo il Sindaco di Saluggia, Marco Pasteris, precisa:“Per noi la priorità assoluta é la sicurezza dei cittadini e del nostro territorio. Eventi come quello di oggi sono i migliori esempi concreti di azioni di salvaguardia’‘.
E d’altronde il gradimento della svolta nucleare voluta dall’esecutivo Berlusconi ha subito una pesante bocciature la settimana passata a Roma, alla Conferenza delle Regioni.
Diciassette a tre.
I no hanno stravinto sui sì. Una schiacciante maggioranza ha bocciato il piano governativo, con le eccezioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.
Claudio Scajola ha incassato e ha cercato in qualche modo di minimizzare: “Mi pare che non tutte si siano mosse con un niet nei confronti del nucleare – si è difeso il ministro per lo Sviluppo economico – e mi pare che porti sfortuna perché queste Regioni si avviano a una pesante sconfitta elettorale”.
In verità contro il progetto hanno votato anche importanti regioni amministrate dal centro-destra come la Sicilia e la Sardegna. Le Regioni hanno infatti accusato il governo di aver sbagliato nel metodo, al punto che undici regioni hanno anche presentato un ricorso alla Corte Costituzionale.
“Siamo contro il nucleare – ha dichiarato il presidente della Basilicata Vito De Filippo – è una scelta non positiva che non ha esiti immediati e che impatta negativamente sulle scelte energetiche che molte Regioni hanno già intrapreso”.
Per il governo ha ribattuto Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, dichiarando come, a suo parere, “il testo approvato dal governo sia del tutto rispettoso delle prerogative delle regioni”.

fonte: rinnovabili.it

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