Sono diecimila i lavoratori metalmeccanici che, in Sicilia, pagano le conseguenze della crisi. Un dato per tutti: la crescita della cassa integrazione, nel raffronto tra febbraio 2008 e febbraio 2009, di ben il 581%.
A fare il bilancio della situazione è la Fiom/Cgil siciliana che ha presentato a Termini Imerese i risultati di un'indagine nelle aziende in cui è presente.
Secondo la mappa della Fiom sono 6mila i metalmeccanici in cassa integrazione ordinaria, 600 quelli in cassintegrazione straordinaria. Ed ancora, 60 in cassa inderoga, 200 con contratti di solidarietà, 500 i licenziati in mobilità, 300 gli addetti in mobilità lunga, 200 in mobilità in deroga.
"A questi - ha detto Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Cgil - si aggiungono tutte le situazioni non rilevate nelle aziende di servizio con meno di 15 dipendenti che fanno anche largo ricorso al lavoro precario e nero".
La città più colpita dalla crisi è Catania, dove la Stm ha annunciato la cassa integrazione per 2.200 persone per 13 settimane, e la Sat (supporti per componentistica) sta liquidando l'attività. Ci sono poi i lavoratori della Fiat di Termini Imerese, 3mila, che da settembre lavorano in media due settimane al mese e l'indotto del petrolchimico di Siracusa che risente della crisi anche in termini di minore sicurezza sul lavoro come dimostrano i ripetuti incidenti verificatisi.
fonte: lasicilia.it
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sabato 21 marzo 2009
Industrie siciliane in crisi cassa integrazione record
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