mercoledì 25 marzo 2009

Lampade: arrivano le specifiche per la progettazione ecocompatibile

Allo scopo di ridurre le emissioni a effetto serra, il consumo di energia, l’utilizzo e le emissioni di mercurio, l’Unione europea ha elaborato le regole per la progettazione ecocompatibile delle lampade. La Commissione europea – coerentemente con quanto stabilito dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia (Direttiva 2005/32/Ce) - ha emanato due regolamenti (pubblicati sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi) uno sulle lampade non direzionali per uso domestico e l’altro per le lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, per quelle a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade.

Entreranno in vigore fra venti giorni, anche se i requisiti per l’ecoprogettazione verranno applicati gradualmente secondo un calendario “fissato in modo da evitare impatti negativi sulla funzionalità delle apparecchiature sul mercato, tenendo conto contestualmente dell’impatto sui costi per gli utenti finali e i produttori, in particolare per le PMI”.

La Commissione ha effettuato tre studi preparatori che hanno analizzato gli aspetti tecnici, ambientali ed economici dei prodotti per illuminazione solitamente utilizzati nel settore domestico e nel settore terziario (illuminazione per ufficio e illuminazione pubblica stradale). I risultati degli studi (che sono stati eseguiti in collaborazione con le parti in causa e i soggetti interessati provenienti dalla Comunità e da paesi terzi, - pubblicati sul sito web EUROPA della Commissione europea –) hanno dimostrato che è possibile ridurre in misura significativa il consumo di elettricità dei prodotti oggetto dei regolamenti e conseguentemente l’emissioni globali di mercurio oltre quelle di gas a effetto. Perché i requisiti per la progettazione ecocompatibile possono migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti, contribuendo al funzionamento del mercato interno e all’obiettivo comunitario di ridurre il consumo di energia del 20 % entro il 2020.

Il consumo annuo di elettricità connesso alle lampade non direzionali per uso domestico – ossia quelle usata nelle case dei cittadini che non emettono l’80% di emissione luminosa all’interno di un angolo corrispondente a un cono con angolo di 120° - è stato stimato in 112 Twh nel 2007 equivalenti a 45 Mt di emissione di CO2. Mentre per le lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, per quelle a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade, il consumo è stato stimato a 200 TWh nel 2005, equivalenti a 80 Mt di emissioni di CO2. In assenze di misure specifiche si prevede che tale consumo nel 2020 salga: per il primo tipo di lampade a 135 Twh, mentre per le seconde a 260 TWh. Per quest’ultime inoltre, il contenuto del mercurio delle lampade attualmente installate è stimato a 12,6 t nel 2005 mentre per quelle domestiche ammonta a 2,9 tonnellate nel 2007. In assenza di misure specifiche si prevede che il contenuto di mercurio delle lampade installate potrebbe salire a 18,6 t e a 3,1 tonnellate - per quelle domestiche che presumibilmente non saranno riciclate al termine della vita - nel 2020.

Dunque l’Ue - attraverso l’ecoprogettazione - cerca di favorire la penetrazione sul mercato di tecnologie che consentano di migliorare l’efficienza energetica dei prodotti in questione, con risparmi annui di energia stimati a 38 TWh (per le lampade non domestiche) e a 39 TWh (per quelle domestiche) nel 2020 rispetto al consumo stimato per quello stesso anno in assenza di misure a favore della progettazione compatibile.

Naturalmente i requisiti per la progettazione ecocompatibile non dovranno avere un impatto negativo sulla funzionalità del prodotto né conseguenze negative per la salute, la sicurezza o l’ambiente.

Del resto l’integrazione degli aspetti ambientali nelle caratteristiche del prodotto sin dalla loro concezione si riallaccia da un lato agli sviluppi comunitari della politica integrata relativa ai prodotti (specie per l’integrazione del concetto di ciclo di vita) e dall’altro alle tre dimensioni economica, sociale e ambientale, della sostenibilità dei prodotti che consumano energia. Ecco dunque perché per progettazione ecocompatibile si intende l’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto nell’intento di migliorare le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di vita che va dal consumo di materia per la costruzione fino allo smaltimento del prodotto.


fonte: greenreport.it

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