lunedì 9 marzo 2009

Piano casa, ampliamenti e meno regole Legambiente: «Si torna agli anni '60»

Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei ministri, come ha confermato Silvio Berlusconi assicurando che "avrà effetti straordinari". Il piano - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a "dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente" ha spiegato il presidente del Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro Roma.
VENETO APRIPISTA. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, "che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi". Il premier esclude rischi di abusi edilizi "perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti". Regione apripista dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà domani un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali.
«CONDONO MASCHERATO». Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché "il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante". Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di 'cementificazione selvaggia', il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di "aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa" o "almeno una stanza in ambito familiare". Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. "È una necessità di tutto il Paese". Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, "può essere una buona idea" a condizione che ci sia "una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi" e "può funzionare se le opere saranno affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto", rispondendo "personalmente".
LEGAMBIENTE PROTESTA. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini osserva che c'è bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai comuni. Dal Pd, il senatore Roberto Della Seta afferma parla di "totale deregulation edilizia" anziché trovare risorse per avviare subito un programma straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture. Di "assalto" al paesaggio e al territorio parlano Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente richiama il film "Mani sulla città di Francesco Rosi" ricordando che "in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri''. Polemiche che il portavoce di Fi Daniele Capezzone giudica "sconclusionate" e spiega che "c'è un progetto che, nel rispetto dell'ambiente, può semplificare le procedure burocratiche, aiutare a ristrutturare il patrimonio immobiliare esistente, e contribuire al rilancio dell'economia".

fonte: lanuovaecologia.it

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