Concettualmente semplice e ben definito il Pil ha dato prova nel tempo della sua efficienza ma manca in alcuni aspetti di vitale importanza per attuare politiche moderne, non consentendo infatti di misurare la sostenibilità ambientale o l’inclusione sociale. Al fine di orientare le politiche comunitarie verso una crescita “verde” e verso una società inclusiva, a bassa emissione di carbonio ed efficiente nell’uso delle risorse l’esecutivo illustra i prossimi passi pratici:
- nel 2010 verrà presentata una versione pilota di un indice ambientale che consentirà di valutare il progresso compiuto nei principali settori della politica e della tutela ambientali includendo aspetti quali le emissioni di gas serra, il deterioramento del paesaggio naturale, l’inquinamento atmosferico, l’utilizzo dell’acqua e la produzione di rifiuti;
- la Commissione intensificherà gli sforzi miranti a produrre più rapidamente i dati ambientali e sociali, attualmente pubblicati con una cadenza biennale o triennale;
- la Commissione svilupperà una tabella europea di valutazione dello sviluppo sostenibile per permettere di determinare le tendenze ambientali e il benchmarking delle migliori pratiche;
- la Commissione lavora all’integrazione del PIL e dei conti nazionali, che presentano la produzione, il reddito e la spesa nell’economia, con una contabilità ambientale e sociale.




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