Tra le misure da applicare a livello mondiale per ridurre l’inquinamento da rifiuti negli oceani, una soluzione potrebbe essere rappresentata da un singolare progetto hawaiano. L’arcipelago si trova quotidianamente a dover combattere con il problema della spazzatura marina, tanto da aver convinto il governo di Honolulu ad istituire una tassa sulle reti abbandonate, ree non solo di inquinare l’ambiente e distruggere la biodiversità marina, ma anche di danneggiare le imbarcazioni. La mossa ha portato a raccogliere in due anni oltre 70 tonnellate di materiale che ora sarà battezzata a nuova fonte di energia elettrica.
Con la collaborazione dell’Industria ittica e di cittadini volontari l’Honolulu Derelict Net Recycling Program, prevede la raccolta all’interno dei porti delle reti abbandonate come succede con la raccolta differenziata nelle isole ecologiche; tutto il materiale viene successivamente inviato al Campbell Industrial Park, sede della municipale HPower per essere processato. Fatte a pezzi e immesse su nastro trasportatore viene estratto grazie ad un magnete circa il 75% del materiale ferroso e tramite un tamburo rotante e rimossa sporcizia e sabbia, per poi indirizzare i rifiuti alla combustione. Il vapore generato nella caldaia è utilizzato per azionare una turbina accoppiata ad un generatore da 46 MW. Il progetto fa parte del programma finanziato dalla National Oceanic Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia federale che si occupa dello studio del clima a livello planetario.
fonte: rinnovabili.it
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giovedì 28 maggio 2009
Hawaii, reti da pesca riciclate in elettricità
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