lunedì 18 maggio 2009

Greenpeace: ecco le mappe (dimenticate) del nucleare italiano

Dopo l´approvazione del Ddl che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari, Greenpeace diffonde due "carte nucleari" ormai dimenticate: la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta e l´elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari, elaborata dalla "task force" ad hoc del 1999-2000. «Per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari bisogna partire da queste carte e vedere con quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici». Ecco i siti della vecchia mappa Cnen che risultano meno vulnerabili Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso. Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.

Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera. Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)

Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago) Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro

Toscana: L’isola di Pianosa

Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della Nera, tra Magliano Sabina e Orte.

Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia Marina). Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca). Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati

Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria. Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su queste ultime dei vincoli naturalistici). Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.

Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo. Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela. Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata. Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.

Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari. Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja. Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.

«In attesa di conoscere i criteri che verranno stabiliti dal governo per la localizzazione degli impianti, la pericolosità sismica del territorio italiano, com’è noto, risulta minima solo in alcune aree: la Sardegna, una fascia tra Piemonte e Lombardia, un’area nel Salento brindisino».

Infatti, se questo criterio fosse incluso, questo potrebbe portare a valutare con particolare attenzione queste aree: Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso. Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera. Toscana: L’isola di Pianosa (recentemente identificata da uno studio dell’Università di Pisa). Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari. Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja. Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.

Per Greenpeace «Le aree dunque maggiormente indiziate, per minimizzare il rischio sismico, sono proprio poche; altre valutazioni andranno fatte su queste aree. Una valutazione di fattibilità porterebbe l’attenzione su Montalto di Castro dove esiste un’area già disponibile accanto alla centrale a gas dell’ENEL. E’ a basso rischio climatico anche se la pericolosità sismica della zona non è tra quelle minime in Italia».

«Naturalmente - sottolineano gli ambientalisti - i criteri da verificare sono anche molti altri, compresenza di altre attività a rischio, densità di popolazione, infrastrutture e collegamenti etc , ma alcune aree specie non costiere, e alcune costiere risultano a minor rischio di vulnerabilità climatica».

Per Greenpeace «questo rapporto fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere espunte diverse aree costiere e se ci fosse anche l´indicazione di restringere l’attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, rimangono pochissimi siti su cui puntare l´attenzione (nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari).

fonte: greenreport.it

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