I rifiuti, in particolare quelli derivanti dagli imballaggi delle bevande analcoliche e delle acque minerali, devono essere visti non più come un problema ma come un'opportunità economica, crescita e sviluppo. Una quota rilevante dei rifiuti solidi urbani è rappresentata dagli imballaggi utilizzati nella distribuzione di prodotti a largo consumo, in cui rientrano le bevande analcoliche e le acque minerali. In Italia il volume complessivo degli imballaggi era, nel 2007, di oltre 12 milioni di tonnellate. Sono dati che emergono da una ricerca commissionata dalla fondazione Coca-Cola Hbc italia all'università Luiss, i cui risultati sono stati presentati ieri a Roma. "Dal 2002 al 2006 - rileva lo studio - la quota di recupero dei materiali da imballaggi per le bevande analcoliche e acque minerali è cresciuta del 7% raggiungendo le 348 mila tonnellate, pari al 38% del totale dei rifiuti da imballaggi per bevande emessi sul mercato", con le prime quattro regioni in classifica - Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana - che rappresentano il 79% della quota totale. Appare chiaro però che "soltanto con un intervento deciso da parte delle regioni ancora in retroguardia in materia di rifiuti sarà possibile rafforzare ulteriormente i pur positivi risultati perseguiti complessivamente dal paese". "Il ruolo del rifiuto non è più vissuto come un problema ma come un'opportunità - dice Attilio Consonni, presidente della Fondazione Coca-Cola Hbc Italia - rappresenta infatti un bene le cui operazioni di trattamento producono vantaggi sia dal punto di vista ambientale, perché riducono il consumo e la dispersione incontrollata, sia dal punto di vista economico, perché generano importanti opportunità di business, crescita e sviluppo per tutta la filiera coinvolta".
fonte: ambiente.it
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venerdì 8 maggio 2009
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