sabato 10 ottobre 2009

Risparmio energetico? Una questione di colore

In tema di risparmio energetico per gli studenti del MIT non ci sono vie di mezzo, o bianco o nero. Un out out che si addice particolarmente al lavoro svolto nei laboratori universitari e che ha portato alla creazione di una tegola in grado di cambiare il proprio colore in base alla temperatura, variando di conseguenza l’indice di rifrazione della radiazione solare. Il progetto, che si è guadagnato il primo premio al Making and Designing Materials Engineering Contest, è nato da una semplice considerazione: le superfici nere assorbono il calore del sole in maniera molto efficiente al punto che un tetto scuro d’inverno può dare una mano a ridurre la bolletta del riscaldamento. Nel periodo estivo è vero il contrario. Lo stesso Segretario all’Energia statunitense Steven Chu ha più volte sostenuto che se si colorassero tutti i tetti delle case di bianco si otterrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 simile a quella che si avrebbe se si applicasse il divieto di circolazione di tutte le automobili in tutto il mondo per undici anni. Ovviamente la critica più facile è che nelle città del nord, il guadagno elettrico ottenuto in estate sarebbe compensato dalla perdita invernale.
La situazione ideale sarebbe, quindi, quella in cui fosse possibile ottenere il vantaggio dei ‘white roofs’ quando è caldo e di quelli neri quando fa freddo.
Per arrivare a ciò il team di ricercatori si è indirizzato sull’impiego di un comune polimero commerciale – lo stesso presente in molti gel per capelli presenti sul mercato – disciolto in una soluzione acquosa e incapsulato tra due strati di plastica flessibile, di cui uno scuro nella parte posteriore. Con temperature al di sotto di una certa soglia (il cui valore può essere scelto a priori), il polimero rimane nella fase sciolta lasciando visibile lo strato nero che assorbe il calore. Quando la temperatura sale, il polimero si condensa sotto forma di minuscole goccioline, le cui piccole dimensioni diffondono la luce producendo una superficie bianca, che riflette il calore del sole. Gli studenti stanno attualmente lavorando ad una versione ancora più semplice in cui la soluzione di polimero sarebbe micro-incapsulati e incorporate ad una vernice trasparente che possa essere così spruzzata su qualsiasi superficie esistente. Anche se non sono stati fatti piani specifici per la creazione di un business per il loro concept, i membri del team sono determinati a portare avanti il progetto e svilupparlo in un prodotto commercializzabile, avvantaggiati dal fatto che si tratti di materie prime comuni e poco costose e ipotizzando dunque che possa essere messo sul mercato a un prezzo paragonabile a quello dei materiali di copertura tradizionali.

fonte: rinnovabili.it

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