Ventuno istituti scolastici coinvolti in un percorso di educazione ambientale e civica che mobilita più di 700 studenti sul territorio bolognese, per fare del capoluogo felsineo un luogo dove lo spazio pubblico è tutelato, dove ci si prende cura della città, dove le nuove generazioni si fanno protagonisti del progresso “sostenibile” e portatori di un messaggio universale, all’interno delle famiglie, nel mondo della produzione, nelle molteplici dimensioni che configurano l’identità di Bologna stessa. Perché “Bologna città civile” non resti soltanto l’ideale manifesto di un´iniziativa, ma diventi il simbolico cartello stradale che accoglie chi vi giunge. Per porre un freno alla logica del consumo e dell´individualismo in nome del rispetto del prossimo e degli spazi comuni, della reciprocità e dell’educazione. Lunedì 15 dicembre, incontro pubblico presso la scuola media Farini di via Populonia 11 alle ore 17, in occasione del quale gli insegnanti potranno presentare le proposte didattiche che coinvolgeranno gli oltre 700 studenti “aspiranti cittadini-modello”. Presenti l’assessore all’Ambiente del Comune di Bologna Anna Patullo, il presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli, il presidente del quartiere Savena Virginia Gieri, i docenti Roberto Cartocci, Graziella Giovannini e Fanny Cappello dell’Università di Bologna, Filomena Massaro dirigente dell’Istituto Comprensivo 12.
Ma come si declina il progetto all’interno dei programmi didattici? Scopo de “La città civile” è quello di trarre spunto dalle esperienze quotidiane dei ragazzi per seminare curiosità, riflessione e stimoli sul rapporto con Bologna e tradurre poi gli spunti in una serie di iniziative partecipative che a primavera animeranno un ideale “laboratorio” urbano dove ripensare quartieri e rapporti, stili di vita e senso civico: qualcuno darà vita al sito del progetto, altri si industrieranno per restituire bellezza a spazi pubblici degradati, qualcun altro separerà i rifiuti a scuola impegnandosi poi a chiedere a tutta la città di aumentare la raccolta differenziata. Ma “La Città Civile” è anche "palestra" di linguaggi liberi e stratificati, come le foto e le immagini di chi mediterà su una campagna di comunicazione che sappia dissodare il terreno dove agiscono il senso comune e le male pratiche, oppure come le indagini di chi saprà perlustrare i campionari delle cattive maniere, o proverà a sorprendere tutti con fumetti e lettere aperte alla cittadinanza.
Le scuole che partecipano al progetto sono: Cesana, Giovanni XXIII, Morandi, Dozza, Ercolani, Padre Marella, Viscardi, Farini, Mazzini, Volta, Armandi Avogli, Bombicci, Manzolini, Don Milani, isArt, Istituto Aldrovandi-Rubbiani, Istituto Belluzzi, Istituto Manfredi-Tanari, Liceo Laura Bassi, Liceo Sabin.
Il progetto “La città civile”, che verrà realizzato anche nell’Istituto Penale Minorenni Pietro Siciliani, è promosso dal Centro Antartide con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la collaborazione di: Comune di Bologna, Azienda Usl di Bologna, Legacoop, Manutencoop, Coop Adriatica, Avola coop, quartiere Savena, quartiere Saragozza, Biblioteca dell’Archiginnasio, Ancescao, Cgil, Cisl, Uil.
L’Assessorato alla Scuola della Regione Emilia-Romagna ha dato il proprio patrocinio. Partecipa al progetto Infea Regione Emilia-Romagna.
Per maggiori informazioni: Giampiero Mucciaccio, Centro Antartide, tel. 051.6565748, mail giampiero.mucciaccio@centroantartide.it
fonte: ermesambiente.it
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sabato 6 dicembre 2008
“La città civile”, un obiettivo per 700 studenti
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