DISNEYLAND AMBIENTALE - Il luogo che il ministro mostra in anteprima ai giornalisti è una specie di Disneyland del risparmio energetico, un’area di 7 mila metri quadrati dedicata a quella che lui stesso definisce «la più grande mostra di tecnologie per salvare il clima realizzata finora»: 120 installazioni con altrettante soluzioni pratiche da adottare in casa, in giardino, in viaggio, nei luoghi di lavoro o nelle grandi aziende. Di alcuni ritrovati si apprezza l’alta tecnologia, di altri la semplicità; altri ancora fanno divertire, oltre che risparmiare energia. Ed ecco, subito dopo l’ingresso, la riproduzione di un ambiente domestico. Un signore col ferro in mano stira, felice, una camicia su un asse il cui piano non è fatto di panno ma di un sottile impasto solido e levigato a base di granito. «Così la stoffa si stira contemporaneamente da un lato e dall’altro, si impiega la metà del tempo e si risparmia oltre il 50% di energia», garantisce l’uomo con un contatore alla mano. La scena è illuminata dall’ultima generazione di lampade a risparmio, fra le quali i nuovi led luminosi che consumano il 90% in meno delle lampade a incandescenza e durano 30 volte di più. Alle prese di corrente è attaccato un «antifurto energetico» che impedisce il consumo degli elettromestici in stand by (quando non si usano, ma rimangono comunque sotto tensione). L’acqua calda viene da efficientissimi pannelli solari a serpentine, i quali ormai captano anche quel filo di sole che c’è nelle fredde giornate invernali.
DISCOTECA RISPARMIOSA - Ma chi ama il bricolage e vuole risparmiare sui circa 3.500 euro di costo di un piccolo impianto solare termico, ha a disposizione un kit completo da montare: due pannelli, serbatoio dell’acqua, pompe e tubi vari, che assicurano acqua calda per tutta la famiglia al prezzo di soli 800 euro. Li hanno realizzati e li stanno sperimentando con successo oltre cento famiglie della cittadina polacca di Kunkowce. Urszula, una hostess trentenne con gli stivaloni, ci distoglie dal confortevole ambiente domestico per portarci nell’oscurità di una piccola pedana da ballo, con l’invito a fare quattro salti prima ancora di sentire la musica. Il goffo, da parte nostra, movimento è subito accompagnato dall’accensione di luci stroboscopiche e da un motivo rock a tutto volume. «Qualcuno ha avviato l’impianto?», chiediamo. «No. Si è messo in funzione grazie al nostro movimento», risponde la hostess mentre continua a dimenarsi. Sotto la pedana ci sono dei trasduttori che trasformano la pressione dei piedi in elettricità. Il sistema funziona già a Rotterdam, ci spiega, in un locale chiamato Sustainable dance club e porta a un risparmio del 30% dei consumi elettrici.
CORRENTE ELETTRICA DALLO ZUCCHERO - Per restare in tema musicale, una giapponese con gli auricolari, rappresentante di una nota multinazionale dell’elettronica, si dondola tenendo in mano un minuscolo lettore di mp3 e tre contenitori bianchi a forma di cubetto, collegati in serie. «Un nuovo tipo di batteria ecologica?», azzardiamo. «Sì, alimentata da zollette di zucchero». Ne avevamo già sentito parlare, ma è la prima volta che la vediamo. In ogni boxino c’è una membrana a base di enzimi organici che scinde il glucosio delle zollette e genera elettricità: solo poche decine di milliwatt, quel tanto che basta per alimentare i piccoli audio player portatili. Non ci sono sottoprodotti nocivi e soprattutto, si evitano all’atmosfera 30 chili di anidride carbonica l’anno. «Moltiplichi questa cifra per tutti gli utenti abituali di mp3 del mondo…».
RECUPERO ACQUA - Come Alice nel paese delle eco-meraviglie, arriviamo su un terreno arido e sabbioso, dove però crescono piante frondose. Cerchiamo un sistema di irrigazione nascosto fra la sabbia e invece troviamo, per ogni fusto, una «waterboxx» (con due x), un contenitore speciale che è in grado, ci dicono, di far condensare e raccogliere l’umidità notturna, per somministrarla alla pianta durante l’arida giornata. «Nessun apparato elettrico o chimico: la waterboxx cattura l’acqua solo grazie al suo design», spiegano gli addetti della olandese Aquapro che ha inventato il dispositivo già in distribuzione in molte aree desertiche. Per chi avesse bisogno di molta acqua, sempre gli olandesi hanno inventato un apparato più sofisticato, il «Dutchrainmaker», in apparenza un mulino eolico, come quelli che producono energia elettrica, ma che in questo caso aziona una pompa di calore in grado di estrarre grandi quantità di acqua dall’aria. Basta una torre con un grande rotore per garantire il fabbisogno idrico a un villaggio di 500 abitanti.
ALLA PORTATA DI TUTTI - A fianco di quelli che possono sembrare gadget o comunque minime invenzioni salva clima, l’exibit ospita anche le grandi tecnologie che rappresentano la speranza per un pianeta decarbonizzato, la cui energia, cioè non è più fornita dagli inquinanti combustibili fossili. Auto a idrogeno, generatori di biogas da prodotti di scarto, impianti di cattura e stoccaggio geologico della CO2. «Mentre in una sala qui accanto si decide sul futuro del Protocollo di Kyoto – commenta il ministro polacco -, con questa mostra vogliamo avvicinare la gente a tecnologie sostenibili che sono già alla portata di tutti. Far capire che non sono solo i grandi decisori politici che devono impegnarsi con scelte per promuovere risparmio e efficienza energetica, ma tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità»fonte: corriere.it




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