Mentre il ministro per le politiche europee Ronchi spiega che «si sono fatti passi avanti verso un accordo più equo sul pacchetto clima-energia e CO2 auto», la titolare dell’Ambiente frena sulle due direttive Ue per fonti rinnovabili e impianti di cattura e stoccaggio della CO2
A Poznan negoziati al via
Il dossier di Legambiente
Mentre il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi spiega che "si sono fatti passi avanti verso la conclusione di un accordo più equo sul pacchetto clima-energia e CO2 auto", la titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, esprime "perplessità " sulle due direttive Ue per fonti rinnovabili e disciplina impianti di cattura e stoccaggio della CO2.
A margine della Conferenza sulle specie migratrici, alla sede Fao di Roma, il ministro ha parlato della necessità di "contestualizzare gli impegni presi" per non commettere lo stesso errore compiuto con il pacchetto clima-energia, dove la Ue ha fatto una "valutazione sottostimata" dei costi, considerando una crescita media del Pil della Ue del 2% e un petrolio più basso da qui al 2020. "Se si assumono impegni questi vanno rispettati - ha proseguito Prestigiacomo - non ripetendo quanto già accaduto con il protocollo di Kyoto, dove i negoziati sono stati penalizzanti per l'Italia".
Commentando il via alla Conferenza sul clima di Poznan,Prestigiacomo ha annunciato che "il contributo italiano sarà assolutamente in linea con la posizione Ue, di spingere il più possibile per il raggiungimento di un accordo", ma allo stesso tempo "la possibilità che non ci sia la sottoscrizione da parte degli Usa faccia riflettere la Ue in questo impegno così ambizioso del pacchetto 20-20-20, che di fatto anticipa le posizioni a livello internazionale".
Così la ministra ha descritto le due posizioni dell'Italia, all'interno della Ue e in sede internazionale. "All'interno della Ue laddove si discutono degli impegni degli Stati membri chiediamo una ripartizione equa degli oneri all'interno del pacchetto clima", mentre "in sede internazionale pensiamo che la battaglia portata avanti dai Paesi che hanno sottoscritto Kyoto vada perseguita: l'importante - ha proseguito Prestigiacomo - è che l'accordo internazionale coinvolga più Paesi possibili".
Stefania Prestigiacomo ha citato poi l'esempio della Cina, che solo nel 2006 ha incrementato le sue emissioni di gas serra dell'8%, "tenendo conto che il contributo dell'Europa al 2020 sarebbe una riduzione del 2%". Insomma, ha detto il ministro dell’Ambiente citando Berlusconi, il ruolo dell'Europa "rischia di essere velleitario e donchisciottesco, perché bisogna essere realistici e contestualizzare. Se gli investimenti producono risultati risibili meglio fare una riflessione in più".
fonte: lanuovaecologia.it
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