La marcia per il clima riprende il suo cammino con rinnovato slancio, perché la salute del pianeta non può più attendere. Questo il messaggio che da Roma inviano al governo le numerose associazioni di diversa estrazione che il 7 giugno scorso a Milano hanno dato vita alla più grande mobilitazione su questo tema in Italia
Dure sono le critiche che piovono sull’operato del esecutivo, accusato da più parti di remare contro le politiche ambientali. Ma le associazioni tengono a sottolineare che il messaggio più importante riguarda le grandi potenzialità per il rilancio dell'economia di un investimento nel settore dell’innovazione ecosostenibile.
«Bisogna cogliere le opportunità degli investimenti in campo energetico» ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, una delle associazioni, ambientaliste e non, che aderiscono al comitato «Il sostegno alle politiche per il clima può contribuire allo sviluppo di settori innovativi, che produrrebbero a loro volta ricadute positive per l’intera economia italiana».
Chiaramente la preoccupazione maggiore rimane legata alla situazione ambientale che sta peggiorando. Da diverse associazioni presenti è giunto il monito che gli obbiettivi internazionali fissati, dal protocollo di Kyoto al pacchetto clima dell’Unione Europea, sono il minimo sindacale.
«Rispetto alle evidenti emergenze - ha dichiarato Andrea Ferrante, presidente associazione italiana agricoltura biologica - Kyoto è un obbiettivo minimo che non può e non deve sfuggire così come le indicazione più accorte dell’Unione europea. A fronte di una crisi economica di dimensioni epocali scegliere il vecchio e non l’innovazione vuol dire condannare questo paese ad una marginalità economica di lunga durata che l’intelligenza e l’originalità del nostro sistema economico non merita».
Le maggiori critiche, ed è stato un coro unanime, cadono su una misura del pacchetto anticrisi varato venerdì dal consiglio dei ministri. Sono stati infatti tolti gli sgravi fiscali per chi migliora l’efficienza energetica della propria abitazione, introdotti con la finanziaria del 2007. L’incredulità di tutte le associazioni aumenta quando si annuncia che la norma è retroattiva: anche chi ha richiesto gli sgravi per tutto il 2008 potrebbe non vederseli attribuire. L'auspicio ora è che in Parlamento si impedisca che il provvedimento diventi legge.
«Procederemo per vie legali se questa retroattività dovesse essere confermata dopo il dibattito alle Camere - ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino - Ci preoccupano i nuovi provvedimenti del governo sugli sgravi fiscali nell’edilizia», che avrebbero potuto funzionare da volano per l'edilizia sostenibile con una spesa non eccessiva da parte dello Stato.
Senza considerare il contributo che efficienza e rinnovabili potrebeero dare alla creazione di nuovi posti di lavoro. Come ha spiegato Andrea Costi per la Uil: «Da uno studio condotto insieme all’Anev, abbiamo calcolato che nel settore delle energie rinnovabili si potrebbero ricavare fino a 70mila posti di lavoro». Gli fa eco Matteo Auriemma per la Cisl, che aggiunge: «L’Italia ha tutti i diritti di far parte dell’Europa verde ma affinché questo avvenga abbiamo bisogno di una grande alleanza del sistema paese per attuare gli obbiettivi, tra i quali il 20-20-20, che sono alla portata del nostro paese».
«Al contrario il governo sta prendendo una direzione diametralmente opposta - dice Rosa Filippini, presidente di Amici della Terra - sia a livello europeo, cercando di dilazionare gli impegni, sia a livello nazionale, rendendo di fatto impraticabile l’erogazione degli incentivi vigenti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili».
Molte le associazioni che hanno preso parola, come Uisp, Auser, Coldiretti, la Cia e il Forum Ambientalista. «L’eterogeneità di questa coalizione di associazioni - ha sottolineato Massimiliano Varriale per il Wwf - la forza di questo progetto. Non si può più aspettare, proprio perché gli obbiettivi internazionali sono minimi nel 2009 si dovranno vedere delle svolte concrete su queste tematiche».
Concorda Antonio Granata della Cgil «esiste una coscienza sociale trasversale grazie alla quale ambiente e sviluppo possono camminare assieme. In Europa il nostro paese è isolato in quello che è stato definito il nuovo patto di Varsavia, con paesi con problematiche e situazioni molto diverse dalle nostre. Le continue richieste di veto da parte della Mercegaglia, peraltro non esiste la possibilità di porre nessun veto a nessuno nel parlamento europeo, fanno apparire il nostro paese come difensore dell’esistente e spaventato dal futuro».
Le preoccupazioni e le proposte sono state raccolte nella
Carta di Impegni che è stata inviata già due volte, a luglio e a settembre di quest’anno, al ministero dell’Ambiente senza ricevere alcuna risposta. Per questo dopo questi cruciali 15 giorni di dicembre, incontri di Poznan e votazione finale del pacchetto clima al parlamento europeo, verranno organizzate nuove tappe della “marcia per il clima”.
fonte: lanuovaecologia.it
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