Da venerdì mattina lo stoccaggio sta procedendo regolarmente, anche se i cittadini stanno comunque effettuando un presidio davanti al sito. Poi, di colpo, la clamorosa protesta e la tragedia sfiorata.
fonte: corriere.it
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Il commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania smentisce ogni contatto con aziende svizzere per lo smaltimento dei rifiuti napoletani. Confermato, invece, lo stoccaggio provvisorio delle ecoballe in uscita dagli impianti ex Cdr e, in via prioritaria, dall'impianto di selezione di Giugliano, in una piazzola del sito di Tavernadel Re, nello stesso comune del napoletano. Nel frattempo oltre 150 persone con in testa il sindaco di Eboli, Martino Melchionda, presidiano da stamani la località Coda di Volpe, dove il commissariato ha individuato un'area dove aprire un sito per lo stoccaggio delle ecoballe. Il sindaco di Eboli, però, non chiude le porte a De Gennaro. «Siamo disponibili al ragionamento - ha aggiunto Melchionda - non diciamo no e basta. Ma non accettiamo scelte che penalizzino la nostra comunità ed economia». reversibile". Qui lo stoccaggio dovrebbe proseguire per 60 giorni. Lo stoccaggio a Giugliano, iniziato ieri sera, durerà invece al massimo per cinque giorni. Il provvedimento del commissariato straordinario è stato definito "assolutamente temporaneo". La decisione è stata presa per evitare il rallentamento dell'attività degli impianti di Cdr. «Senza indugio adiremo le vie legali per opporci alla riapertura di Taverna del Re – ha dichiarato il sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela – restando fermi sulla nostra posizione contro le aggressioni al nostro territorio. In un momento delicato come questo - prosegue il sindaco - in cui la politica dovrebbe dare risposte alle istanze dei cittadini, il commissariato disattende l'impegno sulla chiusura del sito, ottenuta grazie ad una lunga battaglia legale del Comune e all'azione del presidio di cittadini». La notizia che parte dei rifiuti prodotti a Napoli sarebbero finiti a Ginevra era stata battuta dall'agenzia di stampa svizzera Ats, secondo la quale l'azienda delle energie Services industriels de Geneve avrebbe deciso di accogliere nell'inceneritore di Cheneviers svariate decine di migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dall'estero, in particolare da Germania, Francia, Italia e Austria. L'impianto ginevrino ha un problema di sovraccapacità, e per rimediarvi ha deciso di accogliere per il periodo 2008-2011 da 40.000 a 90.000 tonnellate annue di rifiuti provenienti dall'estero. La qualità dei rifiuti sarà controllata alla fonte e l'immondizia sarà trasportata fino a Ginevra in treno. Intanto, oltre a Eboli, proseguono i lavori per allestire il sito di Marigliano (Napoli). Negli impianti di Cdr non si sono segnalate difficoltà e sono partiti regolarmente i treni carichi di rifiuti diretti in Germania. L'esercito, inoltre, continua l'attività di raccolta straordinaria nei comuni di San Giorgio a Cremano, Teverola, Torre Annunziata e Mondragone. fonte: lanuovaecologia.it |
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Il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas è «ottimista circa la possibilità di raggiungere un accordo globale entro il 2009» sulla riduzione dei gas ad effetto serra. Dimas in un incontro con i giornalisti ha tuttavia messo in guardia: «Non possiamo ridurre i nostri obiettivi o temporeggiare in materia legislativa per non rischiare di perdere la nostra credibilità ma anche la battaglia in favore del clima». Per il commissario all'ambiente quindi «la priorità dell'Ue deve essere il raggiungimento di un nuovo accordo internazionale completo ed ambizioso sul cambiamento climatico come definito alla Conferenza di Bali». fonte: lanuovaecologia.it Nella stessa occasione l'ambasciatore Usa presso l'Ue, Boyden Gray, è intervenuto confermando un ammorbidimento delle posizioni Usa sulle sfide legate al cambiamento climatico. L'ambasciatore americano parlando dei paesi emergenti e della riduzione dei gas ad effetto serra, ha precisato: «Noi vogliamo che gli impegni per loro siano vincolanti nella misura in cui lo si potrebbe attendere da noi. Quanto alle cifre e alle percentuali di riduzione non devono essere identiche, saranno oggetto di negoziato». Dimas a sua volta, come già indicato nei giorni scorsi dalla sua portavoce, ha ribadito che non si può esigere da paesi come l'India di ridurre le loro emissioni nella stessa entità che l'Ue o gli Usa. L'intesa raggiunta lo scorso anno a Bali prevede un percorso per negoziare un nuovo accordo sui mutamenti climatici che sostituisca in modo più ambizioso il Protocollo di Kyoto. L'obiettivo per il "Kyoto 2", è di negoziarlo in questi due anni e firmarlo a Copenaghen nel 2009. Il nuovo trattato avrà effetto a partire dalla fine del 2012. |
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L'eventuale ritorno all'energia nucleare da parte dell'Italia non modificherà gli obiettivi vincolanti fissati a livello europeo per i consumi italiani da fonti rinnovabili che dovranno salire al 17% entro il 2020. «L'energia nucleare non è considerata una fonte rinnovabile, pertanto non è calcolata nel mix di fonti con il quale ciascun paese deve raggiungere i target concordati», ha detto il portavoce del commissario Ue Andris Piebalgs, Ferran Tarradellas, interpellato sul programma del Pdl che prevede il ritorno dell'Italia alla produzione di nucleare, in margine al consiglio ue dell'energia. I 27 hanno concordato nel marzo del 2007 di portare a livello europeo al 20% i consumi da energie rinnovabili (prodotte da sole, vento o biomasse) entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Ciascun paese ha un obiettivo differenziato, fissato per l'Italia al 17% contro l'attuale 5,2% fonte: lanuovaecologia.it |
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Troppo Pm10 nelle città italiane. La corsa delle polveri sottili non si ferma. In due mesi già 17 le città fuorilegge e altre 16 seguiranno a breve. Questi i risultati del monitoraggio di Legambiente per la campagna "Pm10 ti tengo d'occhio" che ha analizzato 80 città: secondola fotografia scattata dall'associazione a gennaio e febbraio, maglia nera a Frosinone con 45 giorni di superamento rispetto al tetto massimo fissato per legge a 35. Seguono Modena e Lucca (44 giorni di superamento), Reggio Emilia e Vicenza (43), Sondrio e Venezia (42); Cesena (41); Como e Torino (40); Brescia, Milano, Padova, e Treviso (39); Pescara e Terni (37); Mantova (36). Ma la lista è ancora lunga. Altre 16 città, infatti, si trovano tra i 30 e i 35 superamenti rischiando tra qualche giorno di aggiungersi alle prime 17. Milano è a quota 39, Firenze 34, Napoli 31 e Roma 28. I dati si riferiscono al periodo che va dal primo gennaio al 27 febbraio e si riferiscono ai giorni di superamento del limite previsto per le Pm10 (50 microgrammi a metro cubo) di 35 giorni. E la situazione si è aggravata negli ultimi giorni. «In una sola settimana, altre 12 città hanno superato il limite previsto dalla legge per i valori delle polveri sottili. Il quadro, insomma - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - non fa che peggiorare, riproponendo inverno dopo inverno lo stesso scenario: un inquinamento cronico da Pm10, nonostante le misure adottate dalle amministrazioni locali». È evidente - continua il presidente di Legambiente - che questi interventi lampo non sanano, ma neanche tamponano, una situazione imputabile sostanzialmente al trasporto stradale. La questione dell'inquinamento dell'aria in città è legata a doppio filo a quella della mobilità. Occorrono interventi strutturali che riducano le auto in circolazione, dando la possibilità ai cittadini di muoversi diversamente, mentre il tasso di motorizzazione in Italia continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti. Per il presidente di Legambiente «sono tanti, invece, gli strumenti che si potrebbero adottare per sviluppare un trasporto pubblico che competa con il mezzo privato: più mezzi pubblici, dall'autobus al tram, al treno metropolitano, car sharing, taxi collettivi, piste ciclabili, incentivati con sistemi di penalità come il road pricing». Nella capitale oggi, intanto, ancora un giovedì di targhe alterne con lo stop a quelle dispari. Il regime dei giovedì a targhe alterne a Roma terminerà il 27 marzo (in tutto 12 giovedì dalle 15 alle 21). Sempre per la capitale il 2 marzo ultima domenica senz'auto dalle 9 alle 17. Invece domani a Napoli sarà blocco totale di quattro ore dalle 15 alle 19 per il traffico privato, vetture e moto, escluse le auto Euro4, quelle alimentate a metano e gpl e i veicoli a due ruote euro 2 ed Euro 3. fonte: lanuovaecologia.it |
PRESSIONE FISCALE - L'ottimo risultato sui conti pubblici si è però ottenuto a scapito di un incremento delle tasse. La pressione fiscale infatti, sempre secondo l'Istat, salita nel 2007 al 43,3% del Pil, il massimo dal 1997, l'anno dell' «Eurotassa» nel quale tocco il 43,7%.
fonte: corriere.it ALIMENTARI - Ma se l'indice rimane al 2,9%, lo stesso non si può dire dei prezzi del cibo. A febbraio i prezzi dei generi alimentari sono infatti aumentati del 5% rispetto a febbraio 2007 e dello 0,5% rispetto al gennaio 2008. Lo comunica sempre l'Istat precisando che si tratta della variazione più alta dal 1996. In particolare il pane ha registrato un +12,5%, la pasta +14,4% e il latte +10%. Una brutta notizia per gli italiani che hanno visto già nel 2007 la pressione fiscale raggiungere i massimi dal 1997.
I prodotti alimentari hanno mostrato una netta accelerazione rispetto a gennaio, quando l'inflazione del capitolo era stata pari al 4,5%. La spinta ha riguardato sia i lavorati sia i non lavorati. Per i primi l'aumento tendenziale dei prezzi è stato a febbraio del 5% (+4,4% a gennaio); per i secondi il tasso d'inflazione è arrivato al 4,6% (+4,4% a gennaio). L'aumento è stato evidente per pane e cereali, voce che ha registrato un incremento annuale del 9,3% (pane +12,5%; pasta +14,4%). Latte, formaggi e uova hanno registrato un +7,3% con la punta del 10% del latte. La carne ha messo a segno un +3,7% anche se l'Istat segnala l'inversione di tendenza del pollame (-0,5% congiunturale e +5,7% tendenziale dal +6,7% di gennaio).
BENZINA E GASOLIO - Aumenti a due cifre a febbraio anche per benzina e gasolio. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno il prezzo della verde è aumentato del 13,1% mentre quello del diesel è cresciuto del 16,9%. L'istituto di statistica segnala invece una diminuzione dei prezzi rispetto a gennaio: per la benzina -0,6% e per il gasolio -1,4%. Occorre ricordare però il calcolo dell'inflazione, i prezzi vengono rilevati il primo e il 15 di ogni mese. In questo caso sono quindi esclusi i record segnati dai carburanti negli ultimissimi giorni.
fonte: corriere.it
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La nuova ala di un ospedale e una galleria lungo l'autostrada Palermo-Messina sotto sequestro perché costruiti con calcestruzzo di pessima qualità, nell'ambito dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che riguarda la Calcestruzzi spa. Il nuovo edificio dell'ospedale Sant' Elia di Caltanissetta è stato posto sotto sequestro dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza su ordine del pm Nicolò Marino. Secondo gli inquirenti la struttura sarebbe stata realizzata con calcestruzzo fornito dalla società bergamasca di qualità inferiore a quella prevista dal progettista e quindi potrebbe causare «il pericolo di crollo della struttura». Il nuovo ospedale è stato affidato in custodia all'Ente appaltante e il sequestro ne impedisce la gestione e l'utilizzo. Anche per la galleria "Cozzo Minneria", nei pressi dello svincolo di Castelbuono della Palermo-Messina, il decreto del sostituto procuratore Nicolò Marino è stato disposto in seguito agli accertamenti tecnici effettuati sul calcestruzzo utilizzato per la realizzazione dell'opera, che sarebbe di qualità inferiore a quella prevista nella progettazione della struttura. Dalle analisi di laboratorio effettuate su alcune parti in cemento della nuova struttura dell'ospedale emerge che 77 coppie di cubetti (pari a circa il 65%) su 119, confezionate per le prove di compressione, presentano una resistenza inferiore al valore di progetto e di queste circa il 42% mostrano una resistenza a compressione di valore inferiore al limite ammissibile. La galleria invece era già chiusa al traffico da alcuni mesi a causa di lavori in corso. Sulla struttura il procuratore aggiunto Renato Di Natale e il sostituito Nicolò Marino hanno disposto accertamenti sulla stabilità dell'opera. La galleria è stata affidata in custodia e gestione al direttore regionale per la Sicilia dell'Anas e al direttore generale del Consorzio Autostrade Siciliane Spa. L'indagine fa parte dell'inchiesta sulle presunte collusioni fra Calcestruzzi spa e la mafia in cui sono inserite le dichiarazioni dell'ex dipendente della società bergamasca, Salvatore Paterna, riscontrate da intercettazioni e accertamenti tecnici, in cui la procura sostiene che la Calcestruzzi Spa avrebbe fornito quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai contratti d'appalto. Per l'accusa i guadagni ottenuti dalla Calcestruzzi sarebbero stati destinati «per fini illeciti, con vantaggi anche per Cosa nostra». fonte: lanuovaecologia.it |
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La Exxon ha chiesto ieri alla Corte Suprema degli Stati Uniti di cancellare una sentenza che la condanna a pagare 2,5 miliardi di dollari per danni punitivi per il disastro ecologico della petroliera Exxon Valdez, avvenuto nel 1989 in Alaska e considerato uno dei peggiori disastri ambientali della storia causati da errore umano. I legalidella compagnia hanno affermato che la Exxon, che ha già pagato 3,4 miliardi di dollari per combattere l'inquinamento causato dal greggio fuoriuscito dalla nave, non dovrebbe essere ritenuta responsabile per gli errori commessi dal capitano della nave Joseph Hazelwood. Ma gli avvocati che rappresentano oltre 30mila pescatori danneggiati dal disastro ecologico, che ha inquinato quasi duemila chilometri di costa, hanno ribattuto che i dirigenti della compagnia
I giudici della Corte Suprema hanno ascoltato le due parti e hanno posto una serie di domande. La decisione dovrebbe giungere entro la fine di giugno. Alla sessione hanno preso parte solo otto giudici perché l'italo-americano Samuel Alito ha ricusato se stesso perché possiede azioni della Exxon. fonte: lanuovaecologia.it |
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È sepolta nei ghiacci l'arca di Noé dei semi. Il deposito destinato a conservare e proteggere la biodiversità delle colture alimentari di tutto il mondo si trova immerso nei ghiacci dell'Artico, nel cuore di una montagna dell'arcipelago norvegese delle Svalbard. È destinato a contenere 100 milioni di semi provenienti da 100 Paesi, assicurandonela conservazione, per migliaia di anni. «Insieme ai movimenti internazionali per salvare le specie in via d'estinzione o preservare la foresta pluviale del pianeta, è altrettanto importante per tutti noi conservare la diversità delle colture nel mondo per le generazioni future», ha detto il Nobel Wangari Maathai, che ha depositato i primi semi. Ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione con il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ed esperti di agricoltura di tutto il mondo. Questa cassaforte della biodiversità, secondo gli esperti, potrebbe dimostrarsi indispensabile per far ripartire la produzione agricola a livello regionale o mondiale in seguito a un disastro naturale o provocato dall'uomo. Anche nel peggiore scenario provocato dal riscaldamento globale, le stanze del deposito rimarranno congelate per almeno 200 anni. Per il direttore esecutivo del Fondo Mondiale per la Diversità delle Colture, Cary Fowler, «l'apertura del deposito di sementi segna una svolta storica nella protezione della diversità delle colture mondiali, ma il 50% della diversità unica conservata nelle banche di sementi rimane in pericolo. Stiamo cercando di salvare queste varietà». Finanziato e costituito dalla Norvegia, il deposito è stato realizzato con il supporto operativo del Fondo Mondiale per la Diversità delle Colture mentre la gestione della struttura è affidata al Centro nordico per le risorse genetiche (NordGen), che renderà disponibile on line una banca dati dei campioni di semi. Vicino al villaggio di Longyearbyen, nell'isola di Spitsbergen, i semi sono conservati in tre stanze ad alta sicurezza, scavate nel durissimo strato di terreno ghiacciato (permafrost), alle quali si accede alla fine di un tunnel lungo 125 metri. Per accedere al deposito bisogna superare quattro porte di acciaio chiuse ermeticamente, le cui chiavi hanno codici diversi. All'esterno il deposito è circondato da una rete di sensori di movimento. È il freddo, con una temperatura di 18 gradi sotto zero, ad assicurare la conservazione dei semi, chiusi in contenitori di alluminio sigillati. Freddo e umidità sono tali da conservare i semi vitali molto a lungo. Si calcola ad esempio che quelli di orzo possono durare 2.000 anni, il grano 1.700, e il sorgo quasi 20.000 anni. È questa la struttura destinata a contenere i semi dei più importanti alimenti africani e asiatici come mais, riso, grano, fagioli e sorgo, ma anche varietà europee e latino americane, con melanzana, lattuga, orzo, e patata. Inizialmente i campioni destinati al deposito sono 268.000, ognuno dei quali può contenere centinaia di semi. In totale, i carichi di sementi finora messi al sicuro nel deposito ammontano a circa dieci tonnellate, custodite in 676 scatole. fonte: lanuovaecologia.it |
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Truppe dell'Esercito, agenti delle forze dell'ordine e funzionari dell'Istituto brasiliano dell'Ambiente (Ibama) hanno iniziato ieri una grande operazione contro il disboscamento e lo sfruttamento illegale del legname in Amazzonia, che si protrarrà per almeno un anno. L'operazione denominata Operação Arco de Fogo, arco di fuoco, è cominciataa Tailandia, una cittadina dello stato amazzonico del Parà, e si estenderà poi ai 36 comuni che hanno registrato il maggior tasso di disboscamento nel 2007. Tailandia è stata scelta come punto di partenza dell'operazione perché la settimana scorsa la popolazione ha inscenato una vera e propria rivolta quando le autorità hanno cercato di applicare le misure anti-disboscamento, sequestrando 130 mila metri cubi di legname pregiato ottenuto illegalmente. Il disboscamento illegale costituisce il 70 per cento degli introiti del comune di Tailandia e della popolazione locale. «Tailandia è stata scelta perché la popolazione ha impedito che gli agenti potessero svolgere la normale applicazione delle norme», ha dichiarato il commissario Daniel Sampaio, coordinatore generale dell'operazione. Per sequestrare i 130 mila metri cubi di legname, saranno necessari, afferma Sampaio, circa 5 mila camion, con la vigilanza dei 300 soldati inviati dal governo per proteggere i funzionari dell'Ibama incaricati di applicare le sanzioni contro le segherie clandestine. Delle 160 segherie in attività nella regione, appena 22 operano con le necessarie licenze. A tutte le altre, le licenze erano state sospese da anni, ma in mancanza di controlli hanno continuato ad operare a pieno ritmo e a prosperare ai danni della foresta equatoriale. «Non c'è dubbio che la situazione attuale è dovuta, in una certa forma, al vuoto della presenza dello Stato», ha ammesso ieri il ministro della Giustizia, Tarso Genro, che ha annunciato la creazione di una decina di postazioni permanenti dell'Ibama nella regione per "strangolare" il traffico di legname clandestino. «Purtroppo, si tratta di un'attività economica di sussistenza per quella zona», ha aggiunto Genro. Dal Parà - dove la situazione è particolarmente grave - l'operazione "Arco di Fuoco" si estenderà nei prossimi mesi agli stati di Amazonas, Mato Grosso, Acre, Amapà Rondonia, Roraima e Tocantins, dove i satelliti d'osservazione hanno registrato un forte aumento del disboscamento nel corso degli ultimi sei mesi. fonte: lanuovaecologia.it |
Nell'Hubei, Cina centrale, l'inquinamento del fiume Hanjiang e di tre dei suoi affluenti ha costretto le autorità a sospendere i rifornimenti dopo che l'acqua è diventata di colore rosso scuro. Non è ancora stata individuata la causa |
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Più di 200mila persone sono rimaste senza acqua corrente nell'Hubei (Cina centrale) a causa dell'inquinamento del fiume Hanjiang e di tre dei suoi affluenti. L'agenzia Nuova Cina riferisce che i rifornimenti sono stati sospesi dopo che l'acqua del fiume è diventata di colore rosso scuro. Le analisi hanno indicato che l'acqua contiene una quantità di permanganato e di azoto più alte della media. La fonte dell'inquinamento non è ancora stata individuata. In un altro episodio analogo, 9.000 persone sono rimaste senza acqua nello Yunnan (sud), dove pesci per un peso totale di 20 tonnellate sono morti a causa di un fertilizzante gettato nell'acqua da un contadino locale. fonte lanuovaecologia.it |
ATTESA PER BERNANKE - Sono state le parole dei vertici della Federal Reserve - che hanno confermato la prospettiva di nuovi tagli dei tassi Usa - ha trascinare verso nuovi ribassi il dollaro. Il vice presidente della banca centrale Usa, Donald Kohn, ha definito martedì più gravi i rischi sulla crescita rispetto a quelli di inflazione, spiegando che la banca centrale è pronta a intervenire per far fronte ai momenti difficili. L'attenzione degli investitori passa ora all'audizione del banchiere centrale, Ben Bernanke, la cui testimonianza al Congresso è in agenda per le 16 italiane di mercoledì.
PETROLIO IN ORBITA - Il tracollo del dollaro ha mandato alle stelle le quotazioni delle materie prima, a partire dal petrolio: le quotazioni del barile sono salite ulteriormente nella mattinata, fino a toccare il nuovo record storico a 102,08 dollari per il West Texas Intermediate (Wti, il greggio americano). Si tratta di un valore mai raggiunto nemmeno attualizzando il prezzo toccato nel 1980 dopo il secondo shock petrolifero. Sulla piazza internazionale di Londra il barile di Brent, il greggio del mare del Nord, aumenta di 65 cents a 100,12 dollari.
BUSH: NON AVREMO UNA RECESSIONE - L'economia americana non è non entrerà in una fase di recessione. Continua a fare affermazione di ottimismo il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, nel corso di un'intervista ad American Urban Radio Network. «Non siamo in recessione - ha spiegato - e non credo che vi entreremo in futuro. Siamo in una fase di flessione dell'economia, che è una cosa differente». Bush ha invece sottolineato la «forza» dell'economia americana capace di superare sotto la sua presidenza un primo rischio di recessione, gli attentati alle Torri Gemelle dell'11 Settembre, scandali finanziari di peso (come Enron e WorldCom), grandi calamità naturali (Katrina) e i record continui dei prezzi del petrolio. E, a conferma della sua valutazione, il presidente cita il record positivo di 52 mesi di crescita occupazionale, difendendo le proprie politiche su sgravi fiscali e il piano di ripresa economica.
fonte: corriere.it
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Clamorosa protesta di Greenpeace all'aeroporto londinese di Heathrow: un gruppo di ecologisti è riuscito a salire stamattina sul tetto di un Boeing 777 della British Airways appena atterrato e da lassù ha srotolato uno striscione di denuncia nei confronti di un controverso progetto di allargamento del grande e trafficatissimo scalo. La protesta, al terminal 1, è stata definita da Greenpeace stessa «un'incredibile infrazione alla sicurezza» e in effetti sorprende che gli attivisti dell'organizzazione eco-pacifista siano riusciti a salire sull'aereo (in arrivo da Manchester) malgrado i ferrei dispositivi anti-terrorismo teoricamente in vigore. I militanti di Greenpeace (due uomini e due donne, a quanto é finora trapelato) hanno srotolato uno striscione con la scritta "Climate Emergency - No Third Runway", emergenza climatica - nessuna terza pista. «Sto su quest'aereo - ha dichiarato Anna Jones, 27 anni, una delle militanti coinvolta nella protesta - perché il nostro pianeta e la gente che ci vive sono in pericolo. Il cambiamento climatico può essere sconfitto ma non raddoppiando le dimensioni del più grande aeroporto del mondo. Gli scienziati dicono che abbiamo soltanto 100 mesi per mettere sotto controllo le emissioni. Dobbiamo tracciare una linea nella sabbia e dire al primo ministro Gordon Brown che la sua nuova pista non deve essere costruita e non lo sarà». fonte: lanuovaecologia.it |
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Spacciavano per compost fanghi di depurazione truffando il commissariato per l'emergenza rifiuti: raggiunto da ordinanza di custodia un esponente di spicco del “clan dei casalesi”. I Carabinieri del Noe e del reparto di Aversa, a seguito di complesse indagini, hanno disarticolato un’associazione camorristica dedita al traffico illecito di rifiutie alla commissione di delitti contro la persona e il patrimonio, facente capo al clan dei casalesi, radicato e operante prevalentemente nella provincia di Caserta. Per non sostenere il costo del regolare smaltimento dei rifiuti, l’organizzazione ha simulato nel tempo attività di compostaggio in realtà mai effettuate, smaltendo invece abusivamente, su terreni agricoli messi a disposizione da compiacenti proprietari, rifiuti costituiti da fanghi di depurazione ed altri compostabili, per quantitativo di più di 8.000 tonnellate di rifiuti e un guadagno illecito di circa 400.000 euro. Accogliendo le richieste dei pm della direzione distrettuale antimafia di Napoli, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, il Gip del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del capo dell’organizzazione, disponendo il sequestro di tre vasti appezzamenti di terreno agricolo nella provincia di Caserta, dei locali in uso a una società di trasporti con tutti gli automezzi utilizzati per i trasporti di rifiuti e di un grosso impianto di compostaggio. I reati ipotizzati sono quelli di concorso in attività organizzata per traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata ai danni del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti, della Regione Campania e degli enti locali interessati alla raccolta e allo smaltimento di rifiuti. I particolari dell’operazione saranno illustrati in mattinata nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Procura di Napoli. fonte: lanuovaecologia.it |
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Un blitz antiabusivismo della Polizia di Stato a Forio (Ischia) ha portato al sequestro di opere eseguite, senza alcun titolo concessorio, in zone soggette a vincolo paesistico ed ambientale, per un totale di oltre 400 metri quadrati, ed alla denuncia all'autorità giudiziaria di 7 persone. Oggetto del blitz un noto parco termale ed alcune strutture alberghiere di Forio. A procedere gli uomini della sezione informativa e quelli della polizia scientifica del commissariato di Ischia che hanno eseguito i rilievi tecnici e fotografici. Relativamente ai lavori eseguiti nel parco termale sono state denunciate tre persone: il direttore dei lavori, la figlia del proprietario e l'amministratore. Gli operai di una ditta stavano eseguendo alcuni lavori in esecuzione di una denuncia di inizio attività ma gli agenti hanno scoperto che si stavano eseguendo lavori che necessitavano del "permesso di costruire", ovvero, uno sbancamento di terreno nella parte a monte del parco termale, con scavi di collegamenti tra due muri. Notevole rilevanza per gli inquirenti riveste l'intervento relativo alle opere a servizio di una struttura alberghiera, sempre a Forio, in cui sono state effettuate delle trivellazioni nel suolo per la creazione di pilastri a sostegno di una struttura in cemento armato che nella parte superiore sarebbe stata adibita a parcheggio pubblico per 10 anni, in luogo di una struttura leggera in canneto, oggetto di istanza di condono edilizio, non ancora concesso. fonte: lanuovaecologia.it |
Ieri un Boeing 747 della compagnia aerea di Richard Branson, Virgin Atlantic Airways, ha volato da Londra ad Amsterdam. Niente di strano, certo, se non fosse però che l'aeroplano in questione era alimentato in parte da biodiesel e in parte dal kerosene tradizionale. Un volo quasi ecologico, quindi, reso possibile dalla conversione in carburante di olio derivato da piante tropicali.
ECOLOGICO – Il diesel verde utilizzato da Virgin Atlantic è stato fornito da Imperium Renewables – uno tra i maggiori produttori di biodiesel degli Stati Uniti – e deriva da una miscela di olio di cocco e di babassu, quest'ultimo estratto dai semi di una palma che cresce in Brasile. In pratica, solo il 20 per cento del carburante contenuto nel serbatoio del Boeing era costituto da tale miscela, mentre l'80 per cento era normale kerosene. Tuttavia, Branson ha spiegato che è possibile far volare un aereo arrivando al 40 per cento di biofuel. Certo si tratta solo di un piccolo passo – ha ammesso il capo di Virgin – che comunque è molto importante nella battaglia alle emissioni dannose per l'ambiente. Se però da un lato il biodiesel è meno inquinante, rispetto al kerosene, dall'altro è anche più caro: negli Stati Uniti le raffinerie di eco-carburanti ricevono incentivi che vanno da 50 centesimi a un dollaro per gallone, ma sono allo studio nuove alternative che in futuro contribuiscano a rendere il biofuel economicamente più allettante.
COME PROMESSO – Virgin Atlantic ha quindi mantenuto la promessa fatta lo scorso ottobre, quando in occasione dell'annuncio della nascita di Virgin Fuels – iniziativa dedicata alla produzione di biofuel per i trasporti – Branson aveva dichiarato che i primi test del combustibile derivato da fonti naturali sarebbero stati effettuati all'inizio del 2008 su uno degli aerei della sua flotta. Il volo dimostrativo dunque c'è stato, senza passeggeri a bordo – come era stato detto – e ha avuto successo: la start-up del magnate dei media può quindi continuare a lavorare alla produzione del nuovo propellente eco-compatibile, che pare sarà pronto e disponibile entro il 2010.
fonte: corriere.it
A Napoli c'è la spazzatura accumulata e la differenziata è una goccia, però succedono cose così. I no global riempirono di «rifiuti puliti» un tir per dimostrare che volendo si può fare. Un assessore regionale, Corrado Gabriele, la sta portando nelle scuole, dove finirebbe per diventare, seppure non ufficialmente, materia di studio. La Chiesa si è mossa prima di tutti. L'arcivescovo Crescenzio Sepe ha sempre avuto ottimi rapporti con il commissario straordinario De Gennaro. Oggi lo ha invitato al plenum del clero, e quando il prefetto arrivò a Napoli, lo ricevette in Curia. Parlarono a lungo, gli offrì disponibilità e aiuto. E Sepe è uno che non parla soltanto: se c'è da rimboccarsi le maniche, lui se le alza fino ai gomiti. Ha coinvolto i parroci ed è riuscito ad avere garanzie dall'Asia, l'azienda di igiene urbana che doveva fornire i bidoni e garantire la raccolta. E passati i tempi tecnici, l'operazione è partita. E sta funzionando.
A Pozzuoli — che è una diocesi a sé — si è andati addirittura un poco più avanti. Perché il parroco della chiesa di San Marco, don Fernando Carannante, non solo ha voluto che con l'installazione delle due campane il sagrato della sua chiesa diventasse a tutti gli effetti un punto di raccolta al pari degli altri già esistenti nel paese, ma ha avviato un'opera di informazione aggiungendo all'omelia, alla lettura dei vangeli e all'eucarestia della messa domenicale, anche una mezzora di educazione civica. Alla celebrazione delle nove del mattino, subito dopo le comunioni, i ragazzi della Caritas (di cui don Fernando è direttore) sistemano uno schermo, e con un pc e un proiettore cominciano a far scorrere diapositive e a spiegare che cos'è la raccolta differenziata, come si fa, a che cosa serve, quali materiali possono essere riciclati e perché è utile che lo siano. I fedeli ascoltano, qualcuno fa domande, e soprattutto poi tornano con la spazzatura già separata, e la mettono nelle due campane.
«Abbiamo iniziato domenica scorsa e in una settimana i contenitori sono stati svuotati già due volte», racconta don Fernando. E aggiunge: «Le persone sono disponibilissime e interessate a fare la raccolta differenziata. Noi lo abbiamo spiegato: oggi c'è l'emergenza, ma seppure riusciremo a superarla, tornerà prestissimo se anche noi non collaboreremo. E l'unico modo che tutti abbiamo per fare la nostra parte è la differenziata. Alle istituzioni spetta la raccolta e finora è andata bene. Magari è ancora presto per fare bilanci, ma se continuano a venire con la tempestività con cui sono venuti quando li abbiamo chiamati in questi primi giorni, mi sento di essere proprio ottimista».
Sono ottimisti anche i parroci napoletani. Le loro chiese sono in quartieri dove le municipalità hanno già avviato la raccolta differenziata, ma questo non sminuisce l'iniziativa. Anzi, le parrocchie si stanno rivelando ottimi veicoli per diffondere la cultura della raccolta intelligente. I ragazzi del centro pastorale Shekinà, al Vomero, stanno girando tutto il quartiere per informare gli abitanti. E alla chiesa della Resurrezione, a Scampia — dove non ci sono solo guerre di camorra, spacciatori e palazzoni degradati, ma anche tante persone per bene — il parroco Vittorio Siciliani sta facendo costruire la sagoma di cartone di un vigile con una telecamera in mano per metterla accanto ai bidoni e attrarre l'attenzione con un cartello: «Spazzatura videosorvegliata». «Sinceramente ero un po' perplesso — dice poi don Raffaele Conte, parroco della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli —. Temevo un uso disordinato di questi bidoncini. Invece vedo che i fedeli stanno rispondendo benissimo. Lo fanno come in un impegno quaresimale. E ne sono davvero felice».
fonte: corriere.it
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Montagne di milioni di computer, televisori e cellulari buttati nei rifiuti ogni anno, in tutto il mondo finiscono nel nulla. Solo nell'Unione europea, nonostante le norme in materia, non si conosce il destino del 75% di prodotti elettrici ed elettronici, che includono anche gli elettrodomestici. Un rischio per la salute e per l'ambiente, vistoche questi "scarti" tecnologici possono contenere sostanze come metalli pesanti tossici, come piombo, mercurio, cadmio, berillio, composti chimici pericolosi, come i ritardanti di fiamma bromurati e la plastica in Pvc. Queste le conclusioni del rapporto "Toxic-Tech: non nel nostro cortile" lanciato oggi a livello globale da Greenpeace. Secondo una stima del rapporto, nel 2006 sono stati venduti pc, cellulari e televisioni per un peso di 7.259.000 tonnellate, con un totale di rifiuti previsto al 2010 di 5.504.737 tonnellate e di oltre 9 milioni nel 2016. Le stime dell'Onu sono di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno, che comprendono più del 5% di tutti i rifiuti solidi urbani nel mondo. Secondo Greenpeace una parte di questi è ancora nelle case, altri vengono smaltiti in discarica o inceneriti, una buona parte esportata, spesso illegalmente, per finire in discariche incontrollate in Africa oppure a riciclatori clandestini in Asia. Insomma, mentre la quantità di computer, televisori e cellulari cresce in modo rapido, il loro riutilizzo, riciclaggio e recupero non procede alla stessa velocità. Il "flusso nascosto" di questi scarti nella Ue è di circa 6,6 milioni di tonnellate l'anno, sugli 8,7 milioni di tonnellate prodotti stimati nei 27 Paesi, con un 25% circa di recupero. Negli Usa invece il "flusso nascosto" sarebbe addirittura superiore all'80%, dove computer e tv vengono riciclati rispettivamente solo nel 10% e nel 14% dei casi. Mentre in India i flussi nascosti sono stimati oltre il 99%. A livello globale, secondo Greenpeace, per quattro grandi produttori di computer che hanno già adottato misure di ritiro e riciclo dei beni a fine vita, indicano che solo il 10% circa dei loro prodotti vengono recuperati, mentre nel caso de cellulari la stima scende al 2-3%. "Per questo i produttori devono aumentare il loro impegno per raccogliere e trattare gli scarti correttamente" afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace, sia con "programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso", sia rimuovendo "le sostanze pericolose dai propri articoli". fonte: lanuovaecologia.it |