Commissione, Consiglio e Parlamento Ue hanno raggiunto l'accordo sul regolamento per il taglio delle emissioni di C02 nelle nuove vetture. Soddisfatto il relatore, Giudo Sacconi (Pse). L'accordo dovrà ora ritornare sul tavolo dei 27 ed essere votato dal Parlamento Ue nella sessione di Strasburgo
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Dopo un negoziato serrato Commissione ue, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sul regolamento per il taglio delle emissioni di C02 nelle nuove vetture, che prevede un sistema di gradualità e di sanzioni. Il relatore, Giudo Sacconi (Pse) ha definito l'intesa "molto soddisfacente", sottolineando che si tratta "non solo di operazione di politica ambientale ma anche di politica industriale". L'accordo dovrà ora ritornare sul tavolo dei rappresentanti dei ventisette ed essere votato dal Parlamento europeo nella sessione di Strasburgo di dicembre.
Tre i punti sostanziali. Si mantiene l'indicazione della Commissione europea dell'obiettivo di una media di 120gr/km di C02 per le nuove auto per il 2012, rispetto a 159 gr/km del 2005, prevedendo però uno scaglionamento per raggiungere questo tetto a partire dal 2012 fino al
Dal 2012 al 2018 pagheranno 5 euro per il primo grammo di co2 in eccesso, 15 euro per il secondo, 25 per il terzo e 95 dal quarto in poi. Dal 2019 saranno 95 euro per ogni grammo in eccesso. "Non vogliamo fare cassa. Non sono tasse o multe ma incentivi per i produttori a investire", ha osservato Sacconi. L'avvicinamento progressivo all'obiettivo di una media di 120 gr/km prevede una fase di 'phase in' per i produttori di automobili, che deve riguardare il 65% delle flotta di nuove auto nel 2012, il 75% nel
L'intesa prevede che si arrivi ad una riduzione di emissioni fino a 130gr/km grazie al miglioramento della tecnologia dei motori, alla quale si aggiunge una ulteriore riduzione di 10 gr/km con una migliore performance dei pneumatici e con l'uso di biocarburanti. Il compromesso è stato criticato dalle organizzazioni ambientaliste che lo giudicano insufficiente e per questo Sacconi ha spiegato di non aspettarsi "manifestazioni di entusiasmo" né da parte dei produttori né dai sindacati né dalle ong.
"Ma ho la sensazione che tutti accetteranno questo risultato", ha spiegato il relatore, indicando che questo regolamento vuole essere "uno stimolo alla concorrenza fra produttori". "In questo anno che ha segnato un crollo verticale della domanda di auto, il numero di vetture a bassa emissione è cresciuto più che proporzionalmente. È un segnale di tendenza del consumo", ha sottolineato Sacconi.fonte: lanuovaecologia.it




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