mercoledì 16 dicembre 2009

Due auto ogni tre abitanti il triste record di Catania

Sulle piste ciclabili parcheggiano le auto, dentro i parcheggi vogliono costruirci i negozi mentre i rifiuti delle costruzioni finiscono nella raccolta differenziata. A Catania ogni iniziativa finalizzata a migliorare l'ecosistema urbano è contaminata da qualcosa che non c'entra niente ma che ne condiziona il risultato finale. Come ha certificato impietosamente l'ultima ricerca di Legambiente, piazzando la città siciliana all'ultimo posto della speciale classifica sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. "Però ha ripreso a funzionare l'illuminazione pubblica, la città era quasi tutta al buio - si schermisce il sindaco Raffaele Stancanelli (Pdl) - Quando mi sono insediato un anno e mezzo fa ho trovato una situazione disastrosa".

Oggi la raccolta differenziata è sotto la soglia del 4% e se qualcosa in più è spuntata è perché nel calcolo sono stati inseriti anche i rifiuti delle demolizioni edili. È pur vero che l'amministrazione ha avviato a ottobre un progetto sperimentale sul riciclaggio dell'immondizia, ma cento campane sono state date alle fiamme. Di sicuro, il grosso del problema rifiuti deve essere ancora affrontato. È stata aggiudicata una gara per la gestione quinquennale dei servizi di nettezza urbana, ma l'appalto si è arenato a causa del ricorso presentato dalla ditta arrivata seconda. Della raccolta indifferenziata attualmente si occupano due società private e un manipolo di netturbini comunali: i pochi che durante la precedente amministrazione cittadina non sono riusciti a farsi promuovere, passando dall'autocompattatore alla scrivania. In burocratese si chiamano progressioni di carriera.

Grazie a queste il Comune di Catania ha potuto contare, fino a poco tempo fa, su un numero spropositato di lavoratori graduati. La nuova amministrazione è così dovuta correre ai ripari mandando in pensione mille dipendenti per tagliare i costi. Solo che nella foga di congedare il Comune si è privato pure di chi, magari in questo momento, gli sarebbe servito. "C'era un bravo dirigente dei vigili urbani che non guardava in faccia nessuno, che faceva rispettare le regole, ma l'hanno mandato via", attacca Salvo Toscano del direttivo di Legambiente. Il sindaco ribatte: "Quel bravo dirigente aveva troppe ferie da smaltire" che il Comune, squattrinato per com'è, non sarebbe mai stato in grado di pagargli.

L'impegno del vigile modello sarebbe servito ma non è facile stabilire fino a che punto: Catania detiene il record di un mezzo a motore per cittadino. Lo dice il Comune stesso nel rapporto sulla qualità dell'aria: "Considerando che i residenti di Catania sono poco più di 300.000, si può osservare che il rapporto con il totale complessivo di veicoli circolanti è quasi pari a 1:1. Limitando il rapporto alle sole autovetture, si ottiene il considerevole valore di 2 autovetture ogni 3 residenti".

Quanto al trasporto pubblico, l'amministrazione ha tagliato un bel po' di autobus. Risultato? La riduzione del servizio ha colpito soprattutto la periferia e la vendita dei biglietti è calata del 30 per cento. A Librino, una delle zone più difficili della città, i torpedoni dell'Amt arrivano raramente. E se in periferia non si vede anima viva, in centro il traffico è sistematicamente congestionato. Quando il Comune ha deciso di costruire grandi parcheggi d'interscambio, ad appalti aggiudicati, è stato deciso di realizzare in quelle aree anche un po' di strutture commerciali. È accaduto per i progetti delle piazze Europa e Lupo. Così la Procura ha bloccato tutto.

Fermo è anche il depuratore delle acque nere, perché la sabbia lavica (ci si mette pure l'Etna) ha mandato in avaria l'impianto e nessuno è riuscito ancora a riparlarlo. Il rapporto di Legambiente bacchetta Catania anche per la perdita della rete idrica. Si butta oltre il 50% dell'acqua. Ma dal Comune dicono che forse c'è stato un equivoco. Forse l'acqua erogata compare nelle bollette solo per metà, perché l'altra metà i cittadini se la rubano prima che arrivi al rubinetto di casa. Insomma, meglio rubata che buttata.

fonte: repubblica.it

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