lunedì 23 novembre 2009

L’industria europea della Carta fa centro su Kyoto

L’industria cartaria europea ha ridotto la propria CO2 per tonnellata di carta prodotta del 42 per cento dal 1990 ad oggi. A riferirlo è la Confederazione delle industrie cartarie europee (CEPI) nel suo Quarto Bilancio di Sostenibilità. Si tratta inoltre dell’unico settore industriale ad aver ottenuto una decrescita nelle emissioni di diossido di carbonio nell’ambito dell’Emissions Trading System della Ue nel 2008 rispetto al 2007, un risultato ragguardevole che va a sommarsi al taglio di altre importanti emissioni: la SO2 a 0,29 kg per tonnellata di prodotto da quota 1,69 kg/t del 1990 e NOx a 0,84 kg/t di prodotto dall’1,31 kg/t nel 1990.
Per poter ottenere tutto ciò, spiega la relazione si operata una ‘silenziosa’ rivoluzione energetica. Attualmente, infatti, oltre la metà dell’energia consumata dall’industria europea proviene dalla biomassa, mentre il rimanente è coperto tramite il gas naturale, su un consumo totale di energia primaria ridotto del 2,9%. Inoltre, circa il 94%dell’energia elettrica del settore è prodotta da impianti di cogenerazione ed è stato incrementato il comparto del riciclaggio superando addirittura l’obiettivo del 66,6% fissato per il 2010. Ma il rapporto mostra anche che l’industria non è soddisfatta e espone la consapevolezza di chi sa di dover fare di più, includendo anche i piani per un miglioramento continuo in tutti i settori.
“Questa relazione – ha spiegato Teresa Presas, Managing Director del Cepi – è stata certificata dalla Global Reporting Initiative e dimostra la nostra credibilità e trasparenza. Siamo impegnati in questo processo e continueremo a lavorare per adattarci e rispondere alle sfide che abbiamo di fronte, mentre i nostri prodotti continueranno ad essere sostenibili a vantaggio della società”.

fonte: rinnovabili.it

2 commenti:

Sergio Baffoni ha detto...

Il calcolo dell'industria cartaria europea è incompleto, in quanto non tiene conto delle emissioni provocate col taglio a raso di foreste naturali e con la loro conversione in piantagioni.
Si tratta di milioni di ettari di foreste e torbiere, che liberano una quantità di carbonio che non è neppure paragonabile ai risparmi ottenuti nella fase della produzione. Quando il calcolo includerà anche la biomassa forestale (e eventualmente il suolo torboso) allora sarà un conteggio credibile. Ma ho dei dubbi che lo vedremo a breve.

Giulia ha detto...

Insomma, allora più che un calcolo, è una truffa!

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