lunedì 9 novembre 2009

Roald, architetto della foresta gli alberi invadono il salotto

DOPO lo stile liberty, il minimalista e il cyber moderno, l'architettura scopre una nuova tendenza: il bio-design. I profumi e le forme della foresta entrano in casa e ne diventano la struttura portante. Roald Gundersen, 49 anni, è l'eco-architetto che vuole rivoluzionare l'industria delle costruzioni. Vive nel Wisconsin (Stati Uniti) dove dirige la Whole Trees Architecture and Construction. Un'azienda specializzata nel design verde e negli edifici naturali. E' partito dalla sua casa, dove tuttora vive con la famiglia, per arrivare ad arredare ristoranti e centri studi.

La casa a chilometri zero. La materia prima è scelta con cura: solo alberi che hanno perso la loro corteccia, piante malate, la cui eliminazione andrà a tutto vantaggio del bosco in cui crescono permettendo agli altri esemplari di ottenere più luce, aria e sostanze nutritive. Il suo lavoro è simile a quello di un giardiniere che libera il roseto dalle erbacce, solo che in questo caso, le piante infestanti invece di finire al macero vengono riutilizzate per creare abitazioni resistenti, belle e a chilometri zero.

Un pioppo in cucina. La sua prima casa, la A-frame, costata 15 mila dollari e 12 mesi di lavoro, l'ha costruita 16 anni fa con gli alberi della foresta di fronte, così come la serra solare e la Book End, una piccola dependance edificata con i "morti in piedi" come li chiama Roald, nome macabro per indicare gli olmi uccisi dai coleotteri. Ma qual è la particolarità delle case di legno costruite da questo architetto della foresta? Roald non modifica la materia prima a sua disposizione, la lascia grezza: gli alberi non vengono trattati, ma utilizzati con tanto di imperfezioni, rami e curvature.

La Terra: un ecosistema delicato. Sostenitore dello slow food, delle risorse rinnovabili e di uno stile di vita semplice e sostenibile, Roald ha una visione coincidente con quella del poeta ottocentesco Henry David Thoreau: "Qual è l'utilità di una casa se non c'è un pianeta decente in cui costruirla?" E la sensibilità nei confronti della Terra Roald l'ha sviluppata da giovanissimo guardando le immagini inviate dagli astronauti dell'Apollo 11 in occasione dello sbarco sulla Luna. A nove anni ha compreso la fragilità del nostro Pianeta, un gioiello solitario sospeso nello spazio.

Alberi al naturale. L'utilizzo dell'albero intero nelle costruzioni offre più opportunità e ha molte più qualità delle travi di legno lavorate. "Un tronco curvo può sostenere una casa - spiega Roald al New York Times - le piante hanno testato e architettato la loro struttura per 200 milioni di anni rendendo la loro capacità di sopportare il peso simile all'acciaio".
Risultato confermato da una ricerca del Dipartimento dell'agricoltura americano: "L'albero non lavorato può sostenere il 50 per cento di peso in più rispetto alle travi tagliate e piallate". Ecco quindi nascere le case di Roald con alberi incastonati nella struttura con tronchi come colonne portanti e travi curve a sorreggere il tetto. Forti e con una temperatura ideale: da non sottovalutare le proprietà isolanti del legno che grazie ad alcuni accorgimenti come le ampie vetrate con doppi vetri leggermente inclinate per catturare i deboli raggi invernali, permettono di conservare il calore riducendo al minimo i consumi per il riscaldamento a dicembre e rendendo inutile l'aria condizionata d'estate.

Natural style al GF. Bando allo stile artificiale anche nella casa del Grande Fratello. Un albero in salotto fa tendenza e crea un'atmosfera naturale. Per questo i designer della Endemol hanno deciso di introdurre in alcune delle stanze delle piante come pilastri. L'effetto giardino d'inverno post-moderno è assicurato. Chissà che aiutino i concorrenti a sentirsi meno reclusi e creino l'illusione di una radura nel bosco

fonte: repubblica.it

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