venerdì 20 novembre 2009

Acqua privatizzata, l'opposizione annuncia il referendum

Via libera tra le polemiche, alla Camera, al decreto Ronchi che prevede, tra l'altro, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa la gestione delle risorse idriche. Il governo difende il provvedimento, spiegando che l'acqua rimarrà comunque un bene pubblico e non ci saranno incrementi delle tariffe. Ma l'opposizione è sulle barricate e critica nel metodo e nel merito le nuove norme. L'Italia dei Valori dopo il via libera finale al testo (con 302 sì e 263 no) fa partire in Aula una contestazione con tanto di cartelli con lo Stivale e la scritta 'Giù le mani dall'acqua'. Il partito di Di Pietro, insieme alla sinistra radicale, tra l'altro, è pronto a raccogliere le firme per un referendum abrogativo della misura.

La Lega resta fredda su un testo che rischia di penalizzare molti comuni del Nord dove le bollette dell'acqua non sono alle stelle. "Difenderemo il patrimonio delle ex municipalizzate - assicura in Aula il capogruppo Roberto Cota - dall'aggressività delle grosse multinazionali estere". Ma i ministri delle Politiche Europee, Andrea Ronchi, e per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, che hanno gestito tutta la partita, danno una serie di rassicurazioni. "Non ci saranno innalzamenti delle tariffe", sottolinea Fitto, e inoltre la liberalizzazione consentirà "interventi sulla rete", per cercare di arginare la questione delle perdite.

Non solo. Come chiesto anche dall'opposizione il ministro garantisce che ci sarà un organismo di controllo del settore idrico, meglio se una Authority ad hoc. Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno scende in campo per placare gli animi. "In Parlamento - sottolinea - avrei votato sì. Non ci sarà un rincaro delle bollette". E ancora: "ci sarà l'apporto dei privati ma nessuno toglierà l'acqua ai romani". Secondo il Pd e l'Udc, però, si tratta di una norma che "va contro gli interessi dei cittadini", come sottolinea la capogruppo dei democrats in commissione Ambiente Raffaella Mariani o ancora "non risolutiva" per il suo omologo centrista centrista Mauro Libé.

La sinistra è ancora più dura e prepara un referendum contro un provvedimento che il governatore pugliese Nichi Vendola (che ha già detto che ricorrerà alla Corte Costituzionale) definisce "ignobile". Ora la partita si sposterà sui regolamenti attuativi che il ministro Fitto ha assicurato "saranno varati dal Consiglio dei ministri entro la fine dell'anno".

fonte: lanuovaecologia.it

1 commento:

Fabrizio ha detto...

Ecco un esmpio di quello che succedere qualdo l'acqua viene privatizzata

http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2573

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