sabato 25 ottobre 2008

Inquinamento record a Taranto

Un indagine di Peacelink rileva come nell’aria tarantina vi sia una quantità impressionante di inquinanti pericolosi e indicatori di potenziale compromissione ambientale. La Uil Puglia elenca i casi di bambini colpiti da neolasie

La provincia di Taranto è la più inquinata d'Italia, seguita, ma a grande distanza, da Livorno, Nuoro, Venezia e Caltanissetta: è quanto emerge da una ricerca dell'associazione Peacelink che ha aggregato i dati sulle emissioni industriali in Italia ricavati dall'Inventario nazionale sulle emissioni e loro sorgenti (Ines).

Lo studio è stato fatto creando un 'paniere' di inquinanti considerati cancerogeni, mutageni, teratogeni e neurotossici, vale a dire diossine e furani, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), benzene, policlorobifenili, piombo e arsenico. Gli inquinanti sono stati considerati, per la loro pericolosità, indicatori della potenziale compromissione ambientale.

Lo studio fa quindi risultare in vetta Taranto che, con il suo macro-indicatore statistico, accumula circa 527,61 punti, frutto della somma, tra gli altri, del 92% di emissioni di diossine e furani in aria e del 95,8% di Ipa nell'aria. Al secondo posto c'é Livorno (101,20 punti) seguita da Nuoro (92,73), Venezia (82,79) e Caltanissetta (78,11).

Oltre al caso del ragazzino di 13 anni colpito da tumore provocato da inquinamento ambientale - caso di cui si sono occupati organi di informazione nelle ultime ore - a Taranto ci sono altri bambini colpiti da neoplasie per le stesse cause. Lo afferma in una nota la Uil Puglia che elenca alcuni casi di quella che definisce "la disastrosa realtà di Taranto": Al quartiere Tamburi, spiega il sindacato, c'è un bimbo di sei anni colpito da leucemia, che i genitori stanno portando negli Stati Uniti per farlo curare.

A Statte, poi, ci risulta un altro caso analogo di un bambino della stessa età, colpito dalla stessa patologia. E non sono i soli casi, perché la leucemia sta colpendo anche adulti. Secondo il segretario regionale della Uil, Aldo Pugliese, "il problema è che l'inquinamento industriale è arrivato a livelli insostenibili" ed è quindi necessario che "le istituzioni si attivino per fare il loro dovere".

"Mettere assieme - prosegue - il più grande siderurgico in Europa con una grande raffineria che vuole raddoppiare la produzione ed un cementificio non è cosa da poco. In più ci sono le megadiscariche che circondano Taranto e che non servono a smaltire solo i rifiuti della propria provincia, ma che subiscono da anni i rifiuti provenienti da più regioni d'Italia".

fonte: lanuovaecologia.it

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